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Così l'efficienza entra in tribunale

di Diego Corrado, e Marco Leonardi, Categoria , Giustizia, Data 19.02.2007
Adottando un semplice decalogo, il tribunale di Torino ha aumentato in modo notevole la produttività. A parità di risorse e organico. Se tutti i tribunali italiani avessero fatto altrettanto, il numero di giorni medio per un giudizio di primo grado nelle cause di contenzioso civile sarebbe sceso da 1007 giorni nel 2001 a 769 giorni nel 2005. La situazione della nostra giustizia può dunque migliorare decisamente se funzionari di vertice motivati esercitano effettivamente i loro poteri direttivi. E se la cooperazione di tutto lo staff è stimolata da adeguati incentivi.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • i costi?
    Nome: T. Gennari  Data: 20.02.2007
    Nell'articolo non si fa cenno agli eventuali costi che il Tribunale di Torino ha affrontato per applicare il suo decalogo. Ci sono statti costi monetari maggiori? Dal punto di vista delle relazioni di lavoro interne al Tribunale, il decalogo ha comportato difficoltà? Dal punto di vista dell'efficacia dei processi, durata a parte, il decalogo ha avuto effetti di variazione nella distribuzione degli esiti dei processi? E, prima di tutto, è sicuro che il merito dell'eccellente performance del Tribunale di Torino sia merito del decalogo o sia piuttosto l'effetto di qualche altro fattore?
    Risposta:
    Come si può evincere facilmente dalla lettura del "decalogo", la sua applicazione non comporta costi maggiori, e anzi è possibile ipotizzare risparmi per l'amministrazione della giustizia e per le parti, visto che il giudice è chiamato a selezionare con particolare attenzione le attività istruttorie e di trattazione da ammettere nel processo. Anche per quanto riguarda le relazioni interne, è evidente come l'efficace applicazione delle prassi contenute nel prontuario, testimoniata dai dati numerici, postuli una loro condivisione di fondo, più che una adesione meccanica. Per sua natura, infatti, il rapporto di dirigenza negli uffici giudiziari, specie tra magistrati (a ciascuno dei quali deve essere assicurata l'autonomia indispensabile a svolgere correttamente la loro funzione), si basa più sulla moral suasion che sul vero e proprio potere di direzione. Quanto al rapporto di causalità rispetto alla performance positiva, l'introduzione del "decalogo" è stata l'unica differenza che ha marcato l'organizzazione del tribunale di Torino negli ultimi 5 anni, rispetto al periodo precedente, e rispetto alle altre sedi, nel medesimo periodo. Le altre variabili, quali organico, risorse, tasso di litigiosità (perlomeno per i dati desumibili dalle relazioni annuali, pubblicate sul sito www.giustizia.it) mostrano infatti un andamento lineare e in linea con quello delle altre sedi. Infine, un ulteriore indice dell'efficacia dell'approccio adottato dal tribunale di Torino è che altre sedi, proprio in questi giorni, si stanno muovendo in quella direzione (cfr. il "Protocollo per i processi civili" messo a punto nel tribunale di Milano, consultabile al sito http://www.ordineavvocatimilano.it/html/contenitore.asp?pagina=layout.asp&idsezione=179&idlayout=371&bott=ok&idmacro=12).
  • Produttività dei tribunali
    Nome: Adriano Sala  Data: 20.02.2007
    Avete fatto una grande scoperta! La produttività entra in tribunale. Per chi lavora nel privato, la produttività è un fatto quotidiano, per chi lavora nel pubblico e, soprattutto, per chi lavora nel pubblico che non potrà mai essere privatizzato la produttività raramente sarà importante. Tant'è che il tribunale di Torino è un fatto eccezionale, da citare come esempio. A parte il fatto che prima di Torino andrebbe visto il tribunale di Bolzano, la prima e unica osservazione da fare è che i tribunali dovrebbero smettere di considerarsi "indipendente" e cominciare a considerarsi solo autonomi nei giudizi, ma dipendenti dalle tasse che i cittadini pagano. Allora scoprire solo il 15/20% dei colpevoli dovrebbe essere considerato fallimentare e dovrebbe portare all'allontanamento dei giudici, come avviene nei manager privati. Ci arriveremo?
    Risposta:
    "Non ci è del tutto chiaro se la sua critica sia rivolta al nostro pezzo, all'iniziativa del tribunale di Torino, o a quei tribunali che non attribuiscono adeguata importanza alla ricerca dell'efficienza e della produttività. In quest'ultimo caso, ovviamente, non potremmo che dirci d'accordo con lei. Quanto al tribunale di Bolzano, è vero che sotto taluni profili è più efficiente di quello di Torino, ma è anche vero che le sue dimensioni sono solo una piccola frazione di questo e degli altri considerati nella nostra ricerca".