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Metti una farmacia tra Antitrust e Corte Costituzionale

di Chiara Bonassi, , Fabio Pammolli, e Nicola Salerno, Categoria , Sanità, / Concorrenza e Mercati, Data 14.02.2007
Nonostante le novità del decreto Bersani 1, la distribuzione al dettaglio dei farmaci continua a essere caratterizzata da un assetto anticoncorrenziale. Ora una segnalazione dell'Antitrust invita le Regioni a rimuovere tutti i vincoli su orari e giorni di apertura. In contrasto con una sentenza della Corte Costituzionale. Non è la prima volta che accade, anche perché la Corte adotta un punto di vista giuridico, l'Agcm economico. Per il futuro, l'auspicio è di una convergenza e di un raccordo tra le due istituzioni.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • farmacie
    Nome: egiorgetti  Data: 15.02.2007
    Il primo passo per la liberalizzazione delle farmacie è l'eliminazione delle piante organiche regionali (che determinano il numero delle farmacie in rapporto alla popolazione). Possiamo sperare che questa barriera venga soppressa?
    Risposta:
    Ha ragione: la pianta organica è la manifestazione più grave della difesa corporativistica e della chiusura al mercato. È un limite esogeno ed immotivato alle risorse umane e capitali che potrebbero riversarsi nel settore, migliorare la qualità del servizio e ridurre i suoi costi. Speriamo, assieme a Lei, che possa presto essere superata. A tale proposito, suggeriremmo la lettura di “Quale futuro per la professione? Considerazioni tra politiche della concorrenza e politiche del lavoro”, su www.cermlab.it [http://www.cermlab.it/_documents/spuntoriflessione271205.pdf], dove si espongono alcune incisive considerazioni sull’infondatezza, giuridica prima ancora che economica, di un tale privilegio. Grazie, b/p/s
  • Farmacie e Decreto Bersani 1
    Nome: Stefano Gardano  Data: 15.02.2007
    Ben venga una maggiore liberalizzazione sugli orari di apertura delle farmacie ma, per il momento, nel Veneto in particolare, è pressochè impossibile riferisi ad altra rete di vendita per i farmaci "da banco" diversa dalla tradizionale. Tra l'altro, inchieste giornalistiche di alcune settimane fa evidenziavano, per i pochi pionieri, le grosse difficoltà di rifornimento di questi nuovi punti vendita attraverso la rete all'ingrosso. Direi che la liberalizzazione prevista dalla norma "Bersani 1", per i cittadini, è al di sotto delle attese. E ciò oltretutto non lascia ben sperare per il "lenzuolo - Bersani 2".
    Risposta:
    Nel complesso, la possibilità di commercializzare i farmaci senza obbligo di prescrizione (SOP e OTC) attraverso la distribuzione organizzata sta dando risultati positivi, con riduzioni dei prezzi dell’ordine del 30 per cento. È vero, come Ella osserva, che i nuovi canali di vendita non si sono sviluppati dovunque con la stessa intensità. Sono emersi fattori di “resistenza” e tra questi il trattamento differenziato che alcuni grossisti hanno riservato ai nuovi canali di commercializzazione rispetto alle tradizionali farmacie. A tale proposito, l’AGCM ha avviato un’istruttoria (la n. 15.938 del 27 Settembre 2006) nei confronti di 7 società di distribuzione all’ingrosso per “condotte volte a rifiutare le forniture dei farmaci SOP richieste dalle parafarmacie, così da ostacolare l’ingresso dei nuovi concorrenti nella distribuzione al dettaglio di tali farmaci. […]”. Le riforme economiche, anche quando sono chiare e inoppugnabili le ragioni del cambiamento, non sono facili; ed è per questo che, sicuramente perfettibili e non esaustivi di tutte le necessità di intervento, i due decreti “Bersani” sono da salutare con favore, perché muovono nella direzione giusta. Grazie, b/p/s
  • Farmacie - antitrust?
    Nome: G Salvioli  Data: 14.02.2007
    Sono d'accordo: la concorrenza corregge gli eccessi portando equilibrio. Le Farmacie di notte sono però già in servizio; gli ospedali poi hanno farmacie interne che forniscono al malato dimesso farmaci in quantità. La spinta liberistica sembra però troppo selettiva: i lettori hanno mai provato ad acquistare dopo le ore 20 pane o latte o altro ? Perchè non è possibile?
    Risposta:
    Il fatto che esitano farmacie già aperte durante la notte (quelle di turno) o che le farmacie ospedaliere (il cosiddetto canale di distribuzione diretta) già distribuiscano farmaci per le terapie post-degenza non implica che il settore della distribuzione al dettaglio non possa/debba essere oggetto di riforme modernizzatrici in grado di aumentare la qualità del servizio riducendone i costi. Concordiamo sicuramente con Lei che l’esigenza di liberalizzare e promuovere la concorrenza non si pone soltanto con riferimento alla distribuzione di farmaci. C’è però da dire che in Italia questo settore “brilla” per il disegno normativo esplicitamente volto alla tutela degli incumbent. Citando l’Antitrust (AS194/2000 “Regolamentazione di orari e turni delle farmacie”) l’analisi normativa rivela la presenza di “[…] significative restrizioni della concorrenza, che non solo non appaiono funzionali alla tutela di interessi pubblici ma, anzi, impediscono un’efficiente soddisfacimento delle esigenze dei consumatori. […] La determinazione di orari e turni massimi o fissi, uniformi per tutte le farmacie, lungi dal rappresentare una norma a tutela del consumatore, appare volta a stabilizzare il reddito degli operatori del settore, in quanto minimizza la possibilità che la clientela di ciascuno venga sottratta dagli altri. In tal modo, ogni farmacia può ragionevolmente contare sulla domanda espressa nell'ambito del proprio bacino d'utenza. E' perciò evidente come in una situazione così artificiosamente cristallizzata siano fortemente ridotti gli incentivi per gli operatori a migliorare le condizioni qualitative dei servizi offerti ai consumatori”. Grazie, b/p/s
  • Farmacie e antitrust
    Nome: Mario Martelli  Data: 14.02.2007
    Il sig. Maggini racconta un'esperienza che è sicuramente vera. La mia usuale esperienza di utente domenicale nell'area Roma centro Nord è un poco difforme e mi ha dimostrato, più volte nel tempo (ultima domenica 11.2.2007), che "farmacie tante" ma aperte solo una a circa 4,5 km dal mio indirizzo. Ma forse una grande città metropolitana fa caso a sè.
    Risposta:
    Una grande area metropolitana è un caso a sé nel senso che l’offerta dovrebbe essere più ampia (la densità abitativa, uno dei parametri della pianta organica, è più alta). Difficoltà maggiori di quelle che Ella ha incontrato è presumibile esitano nei Comuni minori, in molti casi serviti da un’unica farmacia. È soprattutto con riferimento a questi casi che stridono: (a) la pianta organica e l’impossibilità per farmacisti abilitati (pur riconosciuti in grado di svolgere la professione) di impegnarsi liberamente nella distribuzione al dettaglio; (b) il vincolo che la proprietà delle farmacie debba essere soltanto di farmacisti e altri non possano apportare capitali; (c) l’uniformità di orari/giorni di apertura; etc. … . Grazie, b/p/s
  • Farmacie: giorni e orari di apertura
    Nome: Maurizio Maggini  Data: 14.02.2007
    Vorrei commentare soltanto il punto relativo ai vincoli su orari/giorni di apertura: In effetti quale normale "consumatore" non mi sono mai accorto di tali vincoli e non ho mai percepito, sotto tale riguardo, una carenza di concorrenzialità. Nell'area cittadina dove risiedo nello spazio percorribile, camminando, in pochi minuti, ci sono 5-6 farmacie sempre aperte, salvo la pausa pranzo, sino alle 20, oltre ovviamente alla farmacia notturna. l sabato e la Domenica evidentemente, l'offerta è ridotta, ma non vi sono difficoltà di acquisto. Francamente come consumatore NON vedoun problema di liberilazzare orari e giorni di apertura, che nel mio caso sono più che soddisfacenti!
    Risposta:
    Siamo contenti per Lei, per il buon rapporto che Lei ha con la distribuzione al dettaglio dei farmaci nell’area cittadina dove risiede. Il Suo caso, tuttavia, non può essere rappresentativo della media nazionale, come dimostra il commento del Signor Mario Martelli, pervenuto subito dopo il Suo. Consideri, inoltre, che l’assetto anticoncorrenziale influenza non solo la copertura territoriale, ma anche la varietà dei farmaci canalizzati al paziente-cliente, in termini sia di disponibilità degli equivalenti più economici sia di differenziazione nel packaging. Non è un caso che l’Italia mostri, nel panorama internazionale, uno dei più bassi livelli di diffusione dei farmaci generici puri e, nel contempo, una delle offerte meno variegate nelle dimensioni delle confezioni. Grazie, b/p/s