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Dove andrà il tfr maturando

di Riccardo Cesari, Categoria , Pensioni, Data 03.01.2007
Quanto andrà al Tesoro, quanto ai fondi pensione e quanto rimarrà alle (piccole) imprese del Tfr maturando? Le disposizioni introdotte dalla Finanziaria sono entrate in vigore da pochi giorni e si può fare una valida stima sulla destinazione che prenderanno i flussi di Tfr nei prossimi due anni. Ma molto dipende dalla campagna informativa a favore della previdenza complementare: se dovesse risultare particolarmente efficace (passaparola e canali sindacali), la quota intercettata dai fondi pensione potrebbe essere più elevata, soprattutto a scapito del Tesoro.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Partiamo dall'inizio!
    Nome: giuseppe  Data: 06.01.2007
    Senza negare la complessità dell'argomento, mi sembrerebbe utile che lo sforzo informativo al lavoratore fosse diretto, prima che sulle numerose novità della norma, sulla portata del problema "previdenza". Prima di preparare i bagagli per la vacanza, devo decidere se voglio andare al mare o in montagna. Anche il lavoratore deve, prima di addentrarsi in ulteriori approfondimenti, decidere se vuole previdenza complementare o se non ne vuole, indipendentemente dalla strada che la nuova legge sul TFR gli offre. Se comunque non ne vuole - perchè è convinto di farsela da se, o perchè ce l'ha già attraverso altri redditi, o per altra ragione, non deve che esprimere la volontà di lasciare il TFR in azienda. Deve fare la scelta espressa, e tutto il resto non lo riguarda. Se invece reputa di aver necessità di previdenza complementare, la sua dovrebbe essere una scelta solo di natura finanziaria: costi contro benefici, ovvero rischio/rendimento atteso dagli accantonamenti nell'ipotesi conseguente alla nuova norma, contro rischio/rendimento atteso da forme d'investimento alternative offerte dal mercato, con ovvio riguardo anche agli aspetti fiscali delle opzioni. La vera, grossa fregatura che questa legge girerà a molti lavoratori, è l'obbligo di aderire al fondo di categoria per usufruire - salvo diversi, improbabili, accordi aziendali - del contributo del datore di lavoro. Per molte categorie di lavoratori, vorrà dire dare i soldi a fondi monocomparto, che non stanno realizzando nemmeno il rendimento del TFR! Vuol dire castrare le scelte dei singoli, probabilmente in nome della presunta incapacità del risparmiatore - perchè in questa fase di accumulo, il lavoratore è un normalissimo risparmiatore - di "difendersi dalle insidie" del mercato! Giusto allora che il lavoratore sia tutelato dal fondo sindacale monocomparto obbligazionario!
  • ma diranno tutto?
    Nome: francesco papa  Data: 05.01.2007
    I fondi negoziali e privati faranno sapere che le loro pensioni non sono reversibili?. Che non si curano dell'invalidità? Una piccola osservazione: nei modelli previsonali viene presa in considerazione l'aspettativa di vita generale, non quella specifica dei lavoratori, maschi o femmine,ne per settori, per aree geografiche e sappiamo che le differenze di mortalità sono fortissime anche sulla base della scolarità e classe sociale. Bene, c'è un bel vantaggio attuario per i fondi negoziali, lucreranno il TFR dei deceduti, visto che le rendite non sono reversibili,per gli iscritti che sicuramente hanno un'attesa di vita inferiore a quella generale calcolata dall'Istat. Aggiungiamo che mentre per i lavoratori autonomi la pensione complementare sicuramente aggiunge reddito pensionistico,visto che devono aggiungere dei contributi a quanto versano ora, per i dipendenti il vantaggio è controbilanciata dal fatto che loro, per ottenere la rendita, devono privarsi del tfr, che è già di loro proprietà. Con la speranza (quando fondata?) che i fondi rendono il tfr più produttivo. E solo la speranza, nient'altro. Non faremmo meglio a sostenere la previdenza pubblica? sembra ancora imbattibile
    Risposta:
    Attenzione ai falsi luoghi comuni: 1) I fondi pensione forniranno le pensioni attraverso contratti stipulati, in regime di concorrenza, con primarie compagnie di assicurazione, italiane o estere 2) le pensioni complementari prevedono la reversibilità a favore di un altro beneficiario (es. coniuge) 3) molti fondi pensione garantiscono rendimenti minimi o indennità in caso di premorienza o invalidità 4) il Tfr nei fondi pensione resta di proprietà del lavoratore, investito a rendimenti di mercato 5) il lavoratore autonomo avrà una pensione complementare solo se fa versamenti nei fondi, in aggiunta ai contributi Inps; idem il lavoratore dipendente che, se aderisce esplicitamente al fondo pensione con propri versamenti (oltre al Tfr) avrà anche il contributo del suo datore di lavoro previsto nel contratto di lavoro. Cordiali saluti. Riccardo Cesari
  • Il problema più importante
    Nome: Ivano  Data: 05.01.2007
    A mio avviso è che l'informazione di sindacati e intermediari è totalmente rivolta agli aspetti "commerciali", cioè sono impegnati a spingere i lavoratori a far confluire il tfr nei loro fondi anzichè soffermarsi sul bisogno più importante: l'analisi previdenziale alla luce delle variabili economico-demografiche che ci possono essere. Io mi occupo di consulenza anche previdenziale, non vendo prodotti ma faccio valutazioni e do pareri. Per mia esperienza personale, più ci si addentra nella materia e più se ne coglie le complessità legate all'andamento del pil, alla dinamica del reddito, dell'inflazione, al profilo personale della persona. Mi sembra che invece da parte sia di banche che associazioni ci sia una superficialità che nasce dalla non conoscenza che potrebbe essere molto deleterie per le tasche dei risparmiatori. Un problema importante, viene trattato con improvvisazione e dilettantismo, non perchè non ci sia la volontà, ma forse si sottovalutano le conoscenze che servono per fornire un quadro oggettivo individuale.
  • fondi previdenza complementare
    Nome: bellavita  Data: 04.01.2007
    Direi che è più facile convincere i lavoratori che gli USA stanno vincendo in Iraq che convincerli ad affidare il loro futuro pensionistico a banche, assicurazioni e sindacati. Già senza i sindacati il risparmio gestito ha reso meno di quello postale, per quanto si speri nella potenza dela pubblicità non penso che bastino degli spot a convincere a un'avventura.
  • Commento
    Nome: Marco Casale-Rossi  Data: 04.01.2007
    "Stimiamo", ma su quali basi? Oggi la destinazione del TFR è una decisione esclusiva del lavoratore dipendente ed i fondi pensione ricevono a malapena il 2.5% della torta. Su quali basi si fonda la "stima" del cambiamento? Personalmente, a fronte di un rendimento CERTO del TFR, sono piuttosto riluttante ad affidarlo ad un dondo pensione di categoria, COMETA, il cui sito internet fornisce informazioni sul rendimento storico solo agli iscritti... e banche ed assicurazioni non godono, nella mia classifica personale, di miglior fama. E il beneficio fiscale è molto, molto limitato, specialmente per le retribuzioni medio-alte. E', per quel che posso giudicare sul campo, un sentimento piuttosto diffuso. Che i tecnici del Ministero dell'Economia siano meno sprovveduti di quel che pensate? Cordiali Saluti
    Risposta:
    1) le ipotesi (esplicitate) alla base delle stime derivano più da sensazioni che da modelli di comportamento. Un contributo utile credo sia stato esplicitarle; 2) COMETA (www.cometafondo.it) come credo tutti gli altri fondi pensione, fornisce in modo trasparente il valore di quota (percorso: home; gestione del patrimonio; i valori di quota); 3) le mie stime sul 2007 risultano, grosso modo, pari a quelle del Tesoro per il conto presso l'Inps.
  • tfr maturando
    Nome: Avv.Paolo Rosa  Data: 04.01.2007
    Condivido l'impostazione. Fino ad oggi non è ancora partita la campagna pubblicitaria del Governo in favore della destinazione del TFR ai fondi di previdenza complementare. Già questo fatto dimostra che il Governo ha tutto l'interesse a non incoraggiare il flusso del TFR verso la previdenza complementare ma , diversamente , a fare CASSA aumentando il flusso verso la Tesoreria. D'altra parte questo recondito fine trova conferma nel fatto che il Governo Italiano , a differenza di quanto è accaduto in molti altri paesi dell'Europa e non,non ha ritenuto di incentivare la previdenza complementare con un trattamento fiscale di favore. Se davvero si voleva incentivare il ricorso alla previdenza comoplementare si dovevano : 1) esentare la contribuzione ai fondi pensione da ogni tassa; 2)esentare da ogni tassa i rendimenti conseguiti dai fondi pensione; 3)tassare solo le prestazioni di previdenza complementare; A questo punto mi domando se sia giusta una politica di "esproprio" di denaro dei lavoratori per destinarlo , in gran parte , a fare CASSA per finalità che nulla hanno a che vedere con il futuro previdenziale delle giovani generazioni. Ancora una volta si è persa una importante occasione di occuparsi della difesa degli interessi delle categorie più deboli. Mi domando allora che cosa ci fa la sinistra radicale al Governo ! Cordiali saluti. Avv.Paolo Rosa