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Più tasse e più spese: la Finanziaria 2007 dopo il primo assalto alla diligenza

di Tito Boeri, e Pietro Garibaldi, Categoria Conti Pubblici, , Data 27.11.2006
Sono passati due mesi dal varo della Finanziaria da parte del governo. Nel frattempo c'e' stato, come previsto, l'assalto alla diligenza. Dopo l'approvazione della Camera e il voto del Senato sul decreto fiscale è il momento di fare il punto sulla composizione della manovra. Avevamo scritto a settembre che il rientro dal disavanzo eccessivo avveniva principalmente sul lato delle entrate. Adesso l'aggiustamento è unicamente basato su maggiori tasse e contributi. La spesa non solo non si riduce, ma potrebbe aumentare fino a 6,5 miliardi rispetto allo scenario a bocce ferme. Il contrario di ciò di cui il paese aveva bisogno.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Quali le misure giuste?
    Nome: Giovanni Fazio  Data: 29.11.2006
    La documentazione del "disastro" della Finanziaria 2007 non poteva essere più completa e convincente, e credo abbia fatto sorgere nei lettori di questo articolo (e dei numerosi altri precedenti) il desiderio di conoscere una sintesi di quali avrebbero potuto essere le misure più idonee a raggiungere quegli obiettivi che il Governo ha così rovinosamente (e colpevolmente) mancato. Di qui la proposta, che mi auguro possa essere in qualche modo accolta, che gli estensori dell'articolo vogliano dedicare un po' di tempo all'illustrazione, nel concreto e al di là delle generiche indicazioni spesso fornite dalle fonti giornalistiche, su quali misure specifiche avrebbe potuto essere impostata la manovra per il 2007 per evitare l'attuale del tutto insoddisfacente risultato. Grazie anticipate per l'attenzione che vorrete dedicare a questa proposta.
    Risposta:
    L'obiettivo del nostro pezzo era solo quello di dare un quadro "macro" piu' possible realistico e veritiero. Speriamo di esserci riusciti. E' vero che e' importante indicare specifiche aree di intervento, ma in molte aree lo abbiamo fatte (noi in particoalre sul mercato del lavoro). CERCHEREMO DI FARE DI PIU' ANCHE NELL'AREA DEL PUBBLICO impego, della sanita' e degli enti locali.
  • Speranza
    Nome: Pierluigi  Data: 29.11.2006
    Bisogna sperare che l'anno prossimo arrivino le vere riforme. Anche io provo a convincermi con questa spiegazione. MA SE NON ARRIVANO CHE FACCIAMO? Cordialmente.
  • Ticket = tasse ?
    Nome: Massimo D'Antoni  Data: 29.11.2006
    Trovo piuttosto sconcertante l'affermazione per cui considerare un aumento dei ticket una riduzione di spesa sia una discutibile convenzione contabile. Con la stessa logica, se aumentassero i prezzi dei biglietti ferroviari, o le tasse universitarie, gli autori ci direbbero che questo corrisponde ad un aumento delle tasse perché aumenta l'esborso dei cittadini? O viceversa dovremmo concludere che un'esenzione completa dal pagamento del ticket sia da classificare come una riduzione delle imposte?
  • stangata
    Nome: Fabrizio  Data: 28.11.2006
    E' indubbio che quanto detto nell'articolo corrisponde ad assoluta verità. Ma non c'è da meravigliarsi ricordando i precedenti di Prodi e Visco: tasse, tasse e ancora tasse. Purtroppo gli italiani sono stati davvero c...ni a credere a questo centro sinistra, che di centro ha poco e ha molta sinistra. Basti guardare la rimodulazione delle aliquote Irpfef, misura che rende poco (circa 480 milioni su 35 miliardi di finanziaria) e che è puramente ideologica (penalizzare i ricchi a favore dei poveri, considerando i ricchi coloro che percepiscono un reddito di quarantamila euro!!!), e quindi particolarmente invisa a tutti. Chi ci guadagna non se ne accorgerà nemmeno e chi ci perde se ne accorgerà e contrarrà i consumi. E l'anno prossimo saremo da capo.
    Risposta:
    Speriamo che il prossimo anno arrivino le riforme...
  • Fra aumenti ed emendamenti
    Nome: Marco Solferini  Data: 28.11.2006
    Gli emendamenti che aumentano la spesa sono qualcosa di astratto al concetto di pianificazione economica.. io non li capisco così mi pare che l'iter per l'approvazione di una legge finanziaria sia troppo farraginoso e burocratico. Pur non potendo esprimere un giudizio dotto come quello degli autori, mi limito ad osservare che la c.d. classe media, quella maggioranza silenziosa e per alcuni versi costante pensatrice che nel domani non vi sono certezze (poichè sempre Popolo di poeti siamo e rimaniamo), quella maggioranza alla quale arriva dopo il dibattimento mediatico una percentuale minima di contenuti, diciamo circa il 10% ad essere generosi, perlomeno consideriamo chi legge almeno una volta la settimana un quotidiano economico, questa maggioranza che però determina un altra maggioranza cioè quella di Governo questa finanziaria non la può oggettivamente capire. Senza malizia e con neutralità di intenti. A parte la evidente discrasia e le considerevoli differenze con il programma di Governo (quel libro giallo che l'Unione aveva in mano nella foto di gruppo prima delle elezioni), ma è chiaro che aveva contenuti propagandistici, se vogliamo assumere un tono serioso, per rispetto verso la democrazia del dialogo, è inutile raccontarci mezze verità, ma quel poco di economico che si rinveniva in quel libro indicava ai lettori un altra cosa, parecchie altre cose. La classe media capisce che è una finanziaria di tasse, che non conteniene la spesa pubblica, che calmiera le acque in sede Unione Europea, ma non risolve i nodi cruciali dell'economia, i grandi temi che sono un pò le spade di Damocle all'Italiana e poichè ritengo Confindustria e l'Ocse due istituzioni di grande prestigio e serietà, non sostiene la crescita come da questi dimostrato ormai nero su bianco stampato. De-politicizziamo i contenti del pro e del contro e forse meglio sarebbe se questa materia entrasse nell'esclusivo limbo dei tecnici.
    Risposta:
    il problema della formazione della legge di bilancio e' un problema molto serio e intendiamo nei prossimi mesi occuparci dell'argomento, che risulta cruciale per la qualità delle decisioni pubbliche
  • Il coraggio della scelta
    Nome: Alessio Calcagno  Data: 28.11.2006
    Ho letto con molta attenzione all'articolo. Sono cose risapute, anche da coloro che stanno al governo. Mi e' difficile immaginare Padoa Schioppa che non sappia di spesa corrente crescente, del 42% di pressione fiscale, del 50% del PIL gestito dallo stato, dei trucchi del trasferimento del tfr etc. Il punto della Voce sta diventando ripetitivo e monotono, in quanto si concentra all'obiettivo ideale da raggiungere senza fare un minimo sforzo sul capire perche' tale obiettivo non venga ripetutamente (sia con la destra che con la sinistra) raggiunto. "Un conto e' conoscere la strada, un altro e' prenderla", sono le parole di un filmetto americano. Il punto e' che in Italia prima di pensare a giocare (con DPEF e Finanziarie) bisognerebbe ridefinire le regole del gioco. Sono le regole che non funzionano ed il parlamento non e' in grado di modificarle. Questo conduce alla dittatura. La legge elettorale maggioritaria e' arrivata dopo il grosso scandalo Tangentopoli e un referendum popolare. L'inconsistenza dei governi dopo la seconda guerra mondiale, a seguito della modifica da parte di Giolitti della legge elettorale che aumento' la base elettorale a scapito della governabilita' clientelare dei suoi precendenti mandati, porto' allo stallo e poi a Mussolini. Bisogna condurre una campagna ed uno studio che portino nella popolazione la consapevolezza di un nuovo modo di giocare alla politica. Maggioritario a doppio turno. Del genere "one party goverment" (come avviene qui in UK, dove le coalizioni sono bandite e schifate). Dire che "votare un partito" che stia per un mandato intero, che riesca a realizzare quello per cui e' stato votato, e' meglio della non-decisione, dei programmi elettorali che in centinaia di pagine non dicono niente, dell'annacquamento italiano. Far propria l'idea che 5 idee diverse in uno stesso governo non sono democrazia ma anarchia. Prima le regole, regole, regole. Poi tutto il resto. Spero di essere stato chiaro.
    Risposta:
    Riteniamo che l'aumento di spesa rispetto al tendenziale non fosse cosa pubblica, e che quindi i nostri calcoli aiutano a fare chiarezza.
  • stupore profondo
    Nome: Giuseppe  Data: 28.11.2006
    apprezzo molto e condivido pienamente l'analisi condotta nell'articolo.Quello che mi stupisce profondamente è che l'attuale maggioranza non tenga conto di contributi così autorevoli,lapidari e disinteressati come il vostro,che non proviene certo dall'area dell'opposizione di destra.Come è possibile spiegare tanta sordità e miopia? Sarebbe interessante conoscere il vostro autorevole parere.
    Risposta:
    Juncker dice che i politici sanno benssimo le riforme che devono fare, ma non sanno come essere rieletti una volta fatte. Noi speriamo di aiutarli a ricordare quello che si deve fare.
  • Meno spese? Ma se siamo statlisti!
    Nome: Gaetano Criscenti  Data: 28.11.2006
    Sempre eccezionalmente chiara e lucida l'argomentazione che va dirtta sul bersaglio , inchiodando Prodi e Padoa Schioppa alle loro responsabilità ! L'articolo , sicuramente per scelta , non individua il motivo per cui , da una campagna elettorale impostata verso il coraggio e l'intervento sulle inefficien, si è passati ad una finanziaria di basso profilo innovativo , e fortemente punitiva verso il contribuente. Ma , visto che io non mi sono posto alcun limite , posso , senza tema, dire ciò che sta sotto gli occhi di tutti: il peccato originale di questa coalizione , unito agli effetti perversi della legge elettorale, sta dando i suoi avvelenati frutti; il poco coraggio nel non aver voluto distaccarsi elettoralmente dalla sinistra radicale, cosa che ha limitato la capacità del centro sinistra di attirare consensi e voti tra i moderati, è stata una scelta che sta ora obbligando Prodi ed i suoi a concessioni alla sinistra estrema , di ogni tipo, in cambio , quasi unicamente , della possibilità di esistere , memori , come sono , delle cotellate alle spalle , che un certo Bertinotti, diede ,nell'affossare i precedenti governi di centro sinistra!!!! E poichè questo ricatto permane , e no si vede all'orizzonte alcun progetto politico , nè tattico, nè strategico, capace di mutare le cose , mi aspetto, e vorrei sbagliare , una legislatura fatta di continue concessioni alle anime più con sevatrici della coalizione ; e già , perchè questa situazione corrisponde ai desiderata, neanche tanto nascosti, di una parte della coalizione , felice di poter rifare il vecchio gioco delle clientele e della finanza pubblica allegra. Non sono forse in molti , in questa , come nell'altra , coalizione , ad essere eredi del consociativismo di Craxiana memoria? Peccato che non si può più aumentare a piacimento il debito pubblico, ma forse hanno trovato la strada di fare affari per 5 anni, facendo pagare il conto ai ceti produttivi e dandone la colpa ai sinistri!!!
    Risposta:
    grazie del commento. Noi preferiamo concentrarsi sulle scelte di politica economica.
  • Ticket sanitari
    Nome: DM  Data: 28.11.2006
    Classificare l'aumento dei ticket sanitari come diminuzione di spesa tout court è sicuramente sbagliato, ma calcolarli addirittura come aumento della spesa mi sembra una vera forzatura. Un maggiore costo per il cittadino di determinate prestazioni porterà verosimilmente ad una riduzione della loro domanda, e quindi ad una diminuzione (anche se probabilmente molto limitata) dei costi sostenuti dal servizio sanitario per erogarli. Gli autori sembrano ignorare completamente questo effetto, e dare per scontato che l'aumento degli introiti grazie al ticket si trasformerà automaticamente in un corrispondente aumento delle spese, invece che in riduzione del forte deficit del sistema sanitario delle regioni italiane; una simile semplificazione catastrofistica mi pare francamente esagerata.
    Risposta:
    la sua osservazione e' parzialmente giusta. in effetti, con l'introduzione del ticket la domanda di questi servizi dovrebbe diminuire. Il nostro calcolo contabile non ne tiene conto, ma indubbiamente si avvicina di piu' alla realta' rispetto a quanto fa il governo.