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Quello che gli studi di settore non dicono

di Roberto Convenevole, e Stefano Pisani, Categoria , Conti Pubblici, / Fisco, Data 10.11.2006
Se gli studi di settore devono essere uno strumento per combattere l'evasione fiscale, non solo devono funzionare meglio, ma devono anche fornire le informazioni "giuste". Il generico inserimento nei modelli statistici dei nuovi indicatori di coerenza non è sufficiente ad ampliare la base imponibile. Bisogna risolvere il paradosso dei costi, che non entrano nella definizione dei ricavi, ma intervengono nella determinazione della base imponibile. Altrimenti, avere più contribuenti congrui equivale a crescita dell'evasione. Come è accaduto dal 2000 al 2003.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Studi di settore
    Nome: Maurizio Gasparello  Data: 10.11.2006
    Più che un commento, la mia è una curiosità: c'è qualcuno che sa dirmi se i "Phone Center" e i "Transfer Money " sono soggetti ai parametri o agli studi di settore? Io non li ho trovati (veramente non ho trovato nemmeno il relatvo codice Istat...) e trovo davvero singolare che attività così redditizie (lo testimonia il fatto che si stanno espandendo a macchia d'olio) siano ignorate dal fisco. Maurizio Gasparello
    Risposta:
    Attualmente i “Phone center” sono colti in un cluster dello studio dedicato alle altre attività di servizi alle imprese non classificate altrove (ateco 74.87.8). La realtà commerciale è sempre in rapida evoluzione. Prima o poi anche l’ISTAT creerà un codice apposito.