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Il nuovo Tfr: Trasferimento Forzoso di Risparmio

di Agar Brugiavini, Categoria Pensioni, , Data 02.10.2006
La Finanziaria prevede che il flusso di Tfr non destinato dai lavoratori ai fondi pensione venga versato su un fondo, istituito presso la Tesoreria centrale dello Stato e gestito dall'Inps, che dovrebbe servire a finanziare le infrastrutture. Il Governo si attende di ottenere da questo intervento 5,2 miliardi di euro. E' un modo di fare cassa ai danni dei lavoratori più giovani, un'operazione di finanza creativa che speriamo non venga accettata da Bruxelles. Si tratta di soldi dei lavoratori e i debiti sono debiti.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Nel testo della legge
    Nome: Maurizio Pia  Data: 07.10.2006
    Salve, ho tentato di leggere il testo del disegno di legge finanziaria ma non son riuscito a trovare dove si parli della destinazione del 50% del TFR inoptato al fondo infrastrutture e della relativa previsione di entrata di 5,2 mld di euro. Per cortesia potrebbe indirizzarmi? La ringrazio e saluto cordialmente
    Risposta:
    art. 84 della finanziaria. Il testo completo non è facile da trovare - il Sole del 3 otobre ha tutti gli articoli
  • TFR
    Nome: Gerardo  Data: 06.10.2006
    Il Tfr ha rappresentato la maggiore scommessa di questo. Naturalmente il termine scommessa è da intendere con tutti i suoi risvolti di aleatorietà: Bruxelles, quote di adesione dei lavoratori, opposizioni all’ultimo sangue e via dicendo. Partendo dal presupposto che le aspirazioni governative sono temibili, anche perché tremo al pensiero che il Tfr degli operai possa finire nei cantieri della Salerno-Reggio Calabria e domani, chissà, del Ponte sullo Stretto (sono di Salerno e spero che un giorno i miei nipotini vedranno quest’opera compiuta). Il quesito che volevo porre al professore, piuttosto, è sul rendimento dei fondi pensione. Al pari di Michele non credo che i dati Covip possano essere convincenti; d’altra parte sono fondi a basso rischio e con una gran parte di componente obbligazionaria, in cui credo e spero non rientreranno i bonds della Turchia e del Brasile. A questo punto volendo avvantaggiare il lavoratore si potrebbe incrementare semplicemente il tasso di rendimento che paga l’impresa annualmente (un classico euribor+spread). Dico questo perché mi intristisce terribilmente (e in questo concordo col governo) che enormi flussi di capitale debbano finire in fondi che per andare bene finiscono in obbligazioni delle solite AAA lasciando scoperto l’intero sistema produttivo. Non sarebbe possibile scovare nuove forme di investimento, ad esempio dieci anni fa si parlava di circuiti finanziari (borse) locali. Dei fondi un po’ venture se vogliamo.
  • DIFFICILE CAPIRE
    Nome: PIERLUIGI  Data: 06.10.2006
    A me sembra che: 1) il lavoratore che ha deciso di non aderire ai fondi pensione ha tutto da guadagnare dal passaggio del TFR all'INps, in quanto il rischio di insolvenza o di non rispetto del contratto (come lascia maliziosamente intendere l'autrice) sono decisamente minori del rischio di default di qualsiasi impresa italiana; 2) le imprese, anche se non si voglino considerare le compensazioni previste, perdono ben poco e cioè la differenza tra il tasso sul TFR (3%) e tasso sui prestiti bancari (tra il 4,69% - prestiti ad 1 anno sui piccoli prestiti - e il 5,77% - tasso sui conti correnti attivi); dunque se valgono i 5 mld di Euro di flusso "sottratto" la perdita si riduce tra 80-130 mln di Euro. Evidentemente si fa l'ipotesi che non vi siano difficoltà a reperire finanziamenti bancari; ma sfido chiunque a dimostrarmi che in Italia vi sia razionamento del credito (ho pronte valanghe di articoli che lo dichiarano defunto da tempo); 3) le imprese di assicurazione ci rimettono parecchie opportunità di business e questo mi sembra che spieghi gran parte del clamore suscitato dal provvedimento; vorrei solo far notare che in Svezia, patria del contributivo puro, i lavoratori possono decidere di far gestire i propri soldi dall'INPS locale (evidentemente lì le compagnie di assicurazione non hanno tutta questa capacità di influenza). Auguri.
  • Giusta rilfessione
    Nome: Pierpaolo Sette  Data: 06.10.2006
    Gentile Professore, Condivido il suo articolo e le sue riflessioni. Personalmente ritengo che tutte le scelte di politica economica debbano essere valutate con un'ottica di lungo periodo (non credo che nel lungo periodo saremme tutti morti) e non solo con una visione ferma al breve periodo. L'idea mi pare dannosa per le Pmi perchè le costringerà a rivolgersi al costoso mercato dei capitali, rendendo anche vano per queste il vantaggio dato dal taglio del cuneo fiscale. Per i lavoratori attuli forse non cambierà poi molto, tuttavia come ben dice lei saranno sempre le generazioni future a dover pagare dazio. Probabilmente le idee basate sui ''conti generazionali '' in economia hanno insegnato poco, e risolvere i problemi sarà sempre la scelta meno dolorosa rispetto a quellapiù comoda di traslarei problemi alle generazione future. Cordiali saluti, Dr. Pierpaolo Sette
  • Perplessita' sull'articolo
    Nome: Eugenio Angelillo  Data: 06.10.2006
    Avrei qualche perplessita' sull'impostazione di questo intervento In primo luogo a me risulta che il TFR gia' maturato non viene toccato, quindi si discute di quello futuro In secondo luogo mi pare che il trttamento economico per la parte che andra' all'INPS e quella all'impresa e' identico. Come mia personale considerazione, da lavoratore dipendente, preferirei, qualora non optassi per i fondi pensione, che i miei soldi fossero utilizzati per infrastrutture (tipo le ferrovie per migliorare i servizi dei pendolari) e garantiti dallo stato, piuttosto che gestiti dalla mia azienda che potrebbe spenderli in benefit per i suoi manager e quindi fallire lasciandomi senza posto e senza TFR.
  • TFR giovani
    Nome: Enrico Zanon - Vice coordinatore Giovani della Margherita del Veneto  Data: 05.10.2006
    Ho 26 anni e lavoro da un anno. Avevo letto che questa misura serviva per finanziare i "picchi" di spesa dell'Istituto, non avevo letto di infrastrutture. Io mi sono già attrezzato con una previdenza integrativa e utilizzerò il mio TFR per sostenerla. Il provvedimento in Finanziaria secondo me è un forte stimolo per i giovani a sottrarre i propri soldi sia all'azienda che allo Stato per provvedere alla propria vecchiaia. Lo Stato ha perfettamente ragione nell'avocare a sè i soldi dei lavoratori distratti o poco previdenti, appunto. Mi dispiace che il governo abbia fatto male i conti e che i saldi non saranno realizzati. Il lavoratore silente (o "dormiente") comunque non perde alcuno dei diritti acquisiti, né la possibilità di tornare sui propri passi.
  • PMI
    Nome: Michele  Data: 05.10.2006
    Da suo studente, penso che questo provvedimento metterà in ginocchio le pmi italiane, in quanto sono d'accordo che il tfr appartiene ai lavoratori ma questo era utile perchè sopperiva come fonte di finanziamento alla mancanza di un mercato efficiente dove è presente un razionamento dei capitali.
  • nessuna affidabilità
    Nome: michele  Data: 05.10.2006
    In effetti i lavoratori, giovani o vecchi che siano, si troveranno di fronte ad una alternativa secca: o optare per i fondi pensione o trasferire all'Inps buona parte della propria liquidazione. Risulta del tutto evidente che si tratta di una operazione o di mera meccanica finanziaria intesa ad occultare parte del debito pubblico o di deviazione forzosa delle risorse verso l'INPS o verso i fondi. Il trasferimento forzoso a un soggetto che ha già dimostrato, magari non solo per colpa sua, una notevole inaffidabilità nel gestire il sistema pensionistico lascia molto perplessi. Che si immaginano i nostri governanti? Che se le lire finiranno all'INPS le potranno iscrivere a bilancio oppure impiegare per attività (le infrastrutture!) che sono quasi sempre per lo stato un puro esborso senza ritorno? Oppure che se finiranno nei fondi pensione chissà quanto frutteranno? Scordateveli i dati Covip (ma dove li han presi?). La gran parte dei fondi pensione hanno avuto in questi anni andamenti pessimi, solo in alcuni casi al di sopra di quelli dei fondi comuni di investimento che già han dato performance rovinose. Mediamente, non hanno neppur vagamente raggiunto il rendimento dei titoli di stato, altro che storie. La finanziaria, con il trasferimento forzoso del TFR, ha fatto un capolavoro: tolto soldi ai lavoratori, tolto finanziamenti alle imprese, affidato il futuro dei lavoratori a soggetti a prevalente controllo politico e già ora alle prese con voragini e manovre ripianatorie discutibili e di non poco conto. Così se ne va non solo la fiducia dei giovani in un futuro possibile, ma anche quella dei più adulti: io sto pensando molto seriamente di chiedere l'anticipo massimo sulla liquidazione, prima che questa finanziaria e altre future se la portino via. Sarebbe meglio che quel denaro fosse inglobato in busta paga e versato direttamente ai lavoratori. Decidano poi loro cosa farne, visto il contesto fumoso nel quale vivono.
  • diversificazione
    Nome: Andrea  Data: 05.10.2006
    Cara Agar, vorrei aggiungere un commento al tuo articolo che trovo ben argomentato. Partendo dal mio presupposto personale che il TFR non dovrebbe essere gestito ne' da imprese ne' dallo stato (e in questo penso conveniamo) vi e' nella versione attuale della finanziaria almeno un vantaggio per i lavoratori in termini di diversificazione del rischio. Nonostante i rischi politici (che condivido essere considerevoli), mi sembra che il TFR gestito dalle imprese, oltre ad offrire tassi molto bassi, costituisce un'errata allocazione dei risparmi: salari e tassi di rendimento sono correlati all'andamento dell'azienda, mentre teoria economica suggerisce che questi investimenti dovrebbero fornire insurance al lavoratore. Il caso ENRON docet. Grazie per l'attenzione.
  • Paladidi
    Nome: nico  Data: 05.10.2006
    Un governo che si pone come "paladino" delle realta' sociali piu' in difficolta' (vedi i giovani lavoratori) dovrebbe aiutarli a venir fuori dal pantano, presente e futuro, non sottrarre loro il sottraibile.