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Commenti

Le reti tra pubblico e privato

di Carlo Scarpa, Categoria , Concorrenza e Mercati, / Innovazione e Ricerca, Data 21.09.2006
Ha senso lamentarsi della inefficienza delle reti private in Italia? Intanto, solo due sono davvero private: telecomunicazioni e autostrade. La prima non è scadente, mentre per la seconda va ricordato che la privatizzazione è avvenuta in assenza di un'autorità di regolazione. Nelle Tlc il confine tra infrastruttura e servizio è labile: separare la rete dal servizio implica il rischio di bloccare future innovazioni. A tutto danno dei consumatori. Né una eventuale proprietà pubblica della rete dà molte garanzie sul piano degli investimenti.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Freni e soluzioni
    Nome: Renato  Data: 21.09.2006
    In Italia il problema è che TI ha frenato l'ingresso o l'operatività degli operatori rendendo poco conveniente "fare impresa" nelle TLC. Con le sua politica-tecnologica ci ha imposto un sistema che le consente, sempre, di conoscere anche i clienti degli altri operatori e di frenarne la penetrazione. Le informazioni sulla rete sono a conoscenza esclusivamente di TI, gli altri operatori possono solo chiedere a TI. Penso che il problema sia strutturale/gestionale, una mentalità monopolistica per la gestione del business per frenare/rallenatare il declino della redditività. Pensi all'ADSL a consumo, un'idea all'italiana con cui ha catturato il 90% mercato e distrutto la concorrenza: tipologia di offerta inesistente negli altri Paesi. Cosa fare? Esiste una rete nazionale, bene! Il suo inventariato deve essere reso trasparente sia nelle informazioni di disponibilità fisica/logica, sia negli aspetti meramente economici (da costo retail minus->cost plus). Solo fra un po' avremo l'offerta Bitstream, oggi ci dobbiamo accontentare della possibilità di fare VBR-rt su VC ATM. Son questi i problemi: chi è TI che ci deve imporre le SUE scelte tecnologiche che limitano la libertà sia dell'utente, sia dell'operatore alternativo? Non parliamo poi di TIM e degli altri 3 MNO, un vero e proprio cartello che pubblicizzano tariffe altamente competitive ma che non inglobano il costo della ricarica: un balzello inesistente in altri Paesi. Il mio sogno: vorrei essere libero di decidere se sul mio doppino telefonico cosa farci girare e con chi! ...e non voglio essere chiamato alle 22:00 dai call-center ingaggiati da TI calpestando i miei diritti della legge sulla Privacy.
  • Sarà ancora così strategica?
    Nome: Lucio  Data: 21.09.2006
    L'evoluzione di tecnologie "senza fili" come WiMax potrebbe, in un futuro non molto lontano, ridurre l'importanza dell'infrastruttura di rete e quindi allentare la sua caratteristica di "strategicità"? Risulterebbe, quella di gestione della rete, un'attività economicamente attraente per un privato, in un regime di monopolio estremamente regolato e controllato dall'Agcom e dai regolamenti europei su antitrust e comunicazioni elettroniche?
  • A quando investimenti e innovazione
    Nome: marcello  Data: 21.09.2006
    Vivo in una città cablata, milano. e il cablaggio non mi è stato fornito dal monopolista di fatto che controlla la rete della telefonia fissa in un tutto il paese, telecom, ma da un privato puro, anche se non so puro fino a che punto. auspico che il cablaggio con fibra ottica si estenda in tutto il paese. è incredibile che in province produttive e turistiche come quella di verbania, non vi sia in progetto nulla di simile. anzi, credo sia proprio scandaloso, a giudicare dalla vitalità imprenditoriale che si registra in quell'area così come in tante altre. mi chiedo, e vi chiedo, quanto il piano deciso dal consiglio o assemblea di telecom (quello insomma che ha approvato il piano di tronchetti prima che questi lasciasse) prevedeva per quel che riguarda investimenti e innovazione in questo senso. e quanto potrà fare la nuova dirigenza. e, inoltre, è giusto che sia lo stato a imporre a questo settore i doverosi passi per modernizzare il paese, invece di sostenere sciaguratamente la diffusione dei decoder con i soldi di tutti noi? io credo proprio di sì
  • Separazione reti
    Nome: Tiziano  Data: 21.09.2006
    E' sufficiente separare "l'ultimo miglio" che deve essere di proprietà del signolo utente in una modalità pubblica (quindi statale) per garantire la libera scelta dell'operatore e quindi la vera concorrenza. I signoli operatori provvederanno ad innovare la propria rete per portare il miglior servizio alla migliore convenienza.
    Risposta:
    Credo che infatti il dibattito sia proprio sull'ultimo miglio, perché le reti "nazionali" (la cosiddetta backbone) vede già la presenza di diversi operatori. C. S.
  • Francesi o marziani?
    Nome: claudio debetto  Data: 21.09.2006
    Egregio Professor Scarpa, a proposito del suo articolo le segnalo l'intervento del corrispondente di Panorama da Parigi a rai3 di stamattina. In breve il giornalista afferma che in Francia, dove lo Stato controlla in modo rigoroso la telefonia e di rete e di servizi, la concorrenza tra i vari gestori è vera, tant'è che una offerta che sta avendo un successo strepitoso consente, con meno di 30 euro mensili, di telefonare senza limiti in quasi tutto il mondo, di ricevere 100 canali televisivi e internet a banda larga 24 ore al giorno. Come faranno?
    Risposta:
    ..Come dicevo esistono anche paesi ove il settore pubblico non è per nulla male, anzi...! Li invidio, ma allora forse dovremmo vendere le reti ai francesi e non preoccuparci della loro "italianità"...
  • Reti e concorrenza
    Nome: Patrizia Paciello  Data: 21.09.2006
    Tralasciando le considerazioni teoriche e di studio, pur sempre molto interessanti,vi sottopongo un problema pratico che ritengo di condividere con altri "consumatori" di tlc: per svariati motivi ho abbandonato Telecom per scegliere un altro operatore, di cui avrei piacere di acquistare anche i servizi di TV via cavo; purtroppo però le caratteristiche del mio doppino telefonico (rete Telecom) non mi consentono la ricezione dei programmi e non penso che Telecom sia ansiosa di fare investimenti di miglioramento solo per consentire ad un suo concorrente di accrescere il proprio fatturato. Con buona pace di tutti i discorsi sulla liberalizzazione, la mia possibilità di scelta, unica vera arma di un consumatore, è garantita in linea teorica, ma completamente vanificata nella realtà e non si può proprio dire che gli operatori concorrano a parità di condizioni.