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Le entrate a sorpresa

di Silvia Giannini, e Maria Cecilia Guerra, Categoria Fisco, / Conti Pubblici, , Data 12.09.2006
Ben 34 miliardi di differenza nel gettito per il 2006 tra le previsioni del Dpef del luglio 2005 e quello di quest'anno. Spiegabili per la metà con la revisione contabile operata dall'Istat e per 11 miliardi con interventi discrezionali. Il resto è una sottostima. Ma i dati relativi al primo semestre 2006 segnalano una crescita ancora maggiore, che il governo valuta in 5 miliardi. Davvero strutturali? Saperlo sarebbe importante. Alcuni suggerimenti per rendere più trasparenti le informazioni sulle entrate, in linea con quanto avviene in altri paesi.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Non sono molto convinto...
    Nome: Guglielmo  Data: 13.09.2006
    Fino a pochissimi mesi fa la colpa di una economia al tracollo era tutta (o al 99,9%) del precedente Governo di centrodestra. Nessuno si premurava di andare ad analizzare bene cosa stesse succedendo e cosa c'era dietro. Ora che i conti magicamente sembrano molto migliori tutti vanno ad arrovellarsi cercando di giustificare tale situazione senza nemmeno citare in una frase il precedente Governo (se non altro per cercare di abbassare un po' quella percentuale di colpa al 99,9% di cui sopra). Addirittura in questo articolo si cita l''effetto Visco" come una delle cause determinanti (lo sarà stata, ma in che percentuale?). Non sono un Politico, ne tantomeno un economista, ma sono appassionato di questi argomenti, e mi piace sempre cercare in giro delle informazioni e commenti chiari e soprattutto autonomi, che analizzino la realtà senza farsi condizionare da nulla (per quanto possibile). Questo articolo non mi sembra rispondere a queste qualità! G
    Risposta:
    Caro lettore, il suo commento mi stupisce. Per qaunto riguarda il suo primo commento: fra i fattori che concorrono a spiegare le variazioni nelle previsioni di entrata intervenute fra il Dpef del 2005 e quello del 2006 il nostro articolo cita testualmente i provvedimenti "introdotti con la manovra finanziaria per il 2006" e cioè quelli dell'ultima finanziaria del governo Berlusconi che "dovevano comportare, secondo le valutazioni contenute nel Programma di stabilità di dicembre 2005, maggiori entrate nette per 7 miliardi" Quando si elencano i fattori che possono spiegare l'aumento delle entrate oltre le previsioni dell'ultimo Dpef 2006 si dice che "Una prima possibile spiegazione è che gli effetti delle norme discrezionali di aumento delle entrate nette siano stati sottostimati" Ciò significa che possono essersi verificate entrate superiori al previsto per tutti i provedimenti discrezionali citati nell’articolo e cioè sia per i provvedimenti della finanziaria per il 2006 (Tremonti) sia per il decreto di luglio (Bersani-Visco). Per qaunto poi riguarda l'effetto Visco: se si analizzano le entrate tributarie negli anni segnati dai reiterati annunci di condoni (2003-2004) (più di una volta annunciati prima che scadessero i termini per resentare le dichiarazioni dei redditi relative agli anni condonati) si vede che le entrate sono calate più di quanto fosse previsto. Una plausibile interpretazione è che ciò sia dovuto alla riduzione della tax compliance e cioè dell'adeguamento spontaneo del contribuente agli obblighi tributari. Nessuna meraviglia che si possa verificare quindi anche la situazione opposta (e cioè un aumento della tax copliance) quando i politici siano credibili nel dire no a politiche di condoni. Questo effetto è quantificabile? nell'articolo si dice testualmente “La quantificazione di questo effetto è per sua natura incerta e la sua iscrizione fra le entrate strutturali opinabile.” M.cecilia guerra