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Un decreto al microscopio

di Angelo Baglioni, , Andrea Boitani, e Daniela Marchesi*, Categoria Conti Pubblici, / Concorrenza e Mercati, / Informazione, Data 03.07.2006
Analizziamo i punti principali del decreto Bersani. La norma sui rapporti tra banca e cliente introduce maggiore trasparenza e ha un positivo impatto sulla concorrenza. Potrebbe però irrigidire la gestione dei tassi d'interesse. Aumentare l'offerta di servizio taxi è il primo passo per eliminare una significativa anomalia italiana. Ma i comuni si avvarranno effettivamente delle possibilità loro concesse? Per le libere professioni sarebbero necessarie alcune integrazioni. Come la tariffa a forfait per i professionisti e la liberalizzazione delle licenze delle farmacie.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Ancora su asimmetria informativa...
    Nome: Giorgio  Data: 04.07.2006
    Non concordo comunque pienamente con la tesi dell'autore sull'asimmetria informativa. Il parallelo con i servizi professionali non è a mio parere perfettamente calzante. Nell'acquisto del farmaco da banco tipicamente il cliente confronta i prezzi di prodotti CERTAMENTE equivalenti provenienenti da fornitori diversi. O perchè ha già deciso quale tipo di preparazione commerciale acquistare o, quantomeno, di quale principio attivo ha bisogno. Se confronto tra loro lo stesso preparato o preparati diversi ma tutti ad es. a base di paracetamolo non vi è alcuna asimmetria informativa. Vi è eventualmente asimmetria se confronto preparati ad es. contro il mal di testa con differenti principi attivi scegliendo unicamente in base al prezzo....modalità di acquisto probabilmente non così diffusa e nella quale comunque i controlli che vengono fatti alla fonte dal ministero della sanità credo garantiscano adeguatamente il cliente consumatore della qualità di base di qualsiasi prodotto decida di acquistare
  • Farmaci - Vendita online e asimmetria informativa
    Nome: Giorgio  Data: 04.07.2006
    Il decreto Bersani nella parte sulla vendita dei farmaci esclude dalla liberalizzazione le aziende che vendono online, che più di ogni altra hanno la possibilità di produrre un effetto di riduzione del prezzo dato che i loro prezzi sono sempre consultabili e confrontabili in tempo reale e che non soffrono di limiti geografici di accessibilità e possono quindi introdurre elementi di concorrenza anche dove l'offerta degli esercizi "tradizionali" ( farmacie o supermercati che siano ) è molto limitata. Così facendo esclude per assurdo anche realtà online che sono emanazione di consorzi di farmacie ( tra l'altro di farmacie comunali di reggio emilia...teoricamente il massimo del politically correct per un governo di centro sx :-) Se la presenza del farmacista è ( e mi permetto di dubitarne ) elemento fondamentale per equilibrare l'asimmetria informativa questa potrebbe essere garantita anche da negozi virtuali. L'unica differenza sarebbe che l'"assistenza" del farmacista verrebbe fornita con mezzi telematici
  • libere professioni
    Nome: Francesco Pastore  Data: 04.07.2006
    Vorrei far notare che in alcune professioni, specificatamente in quella del dottore commercialista e avvocato, esistono da tempo profonde differenze nell'applicazione delle tariffe tra diverse zone del paese, tra Nord e Sud. In particolare al Nord (da Roma in su) è diffusa la applicazione di tariffe "a tempo", nel Meridione d'Italia invece si è più inclini all'applicazione di tariffe "a risultato", o come indicato nell'articolo "a forfait". Questo sicuramente tutela i consumatori, per questo ben venga una definizione per legge. Per il resto non mi dilungherei sull'impatto più o meno liberista delle riforme rispetto a governi di centro-destra. Io parlerei invece di riformisti rispetto a conservatori. Era da tempo che in molti, compreso molti collaboratori de LaVoce.info auspicano una eliminazione alle tante barriere che ostacolano la libera circolazione di merci, servizi e persone in tanti settori della vita produttiva. Quella dei taxi è emblematica, così come lo è stato per il commercio nel 2003. Pensate che c'era gente che vendeva licenze per aprire una merceria (per la quale non occorre alcuna autorizzazione) a 30 milioni! Rendite di posizione inutili ed improduttive. Finalmente una scelta riformista, speriamo si prosegua andando a stimolare la crescita delle imprese e dei posti di lavoro.
  • Intervento su contratti bancari
    Nome: Michele Giardino  Data: 04.07.2006
    Le intenzioni sono ottime, ma il Governo ricordi che è di esse che sono lastricate le vie dell'inferno. E' vero, c'è malanimo verso le banche, diffuso e ampiamente giustificato; ma questo non deve influenzare scelte oggettivamente importanti. Il rapporto cliente-banca ha natura contrattuale. Il Paese ha abbandonato da decennni il concetto di banca-istituzione, lasciandosi dietro varie assurdità conesse. Ma occorre coerenza: spetta alla banca gestire sia il proprio conto economico che le relazioni con i clienti, e senza interferenze. Fissare per legge obblighi che incidono in quella sfera può forse pagare a breve, ma finirà per ricordare a qualcuno il famoso "diritto al credito" teorizzato con forza quando le banche erano in gran parte di proprietà pubblica e altri totem dimenticati. Anche i milioni di lettere da inviare a tutti i clienti ad ogni cambiamento lasciano perplessi. Sono un pesante costo che andrà comunque ad incidere su qualche prezzo. Meno costoso, ma icomparabilmente più efficace, sarebbe obbligare le banche a pubblicare reiteratamente sui maggiori giornali nazionali e locali, magari in forma comparativa, ogni variazione di clausole sfavorevole alla clientela . Il danno d'immagine è molto più temibile e molto meno traslabile sui prezzi.
  • 1/4 di riforma al microscopio
    Nome: Filippo  Data: 04.07.2006
    La cagnara fatta intorno a riforme in gran parte demagogiche, seppur condivisibili nella logica, è riuscita nel suo intento di coprire quelli che sono i provvedimenti destinati veramente ad incidere. La discussione richiederebbe ben più di 2000 caratteri. Mi limito a menzionare il fatto di aver reso esenti le operazioni immobiliari, che creerà non pochi problemi (per usare un eufemismo) a una miriade di piccoli operatori, costretti a rivedere, A CAUSA DI UNA TASSAZIONE RETROATTIVA, piani economici concepiti anche anni fa. Interessante al proposito lo speciale comparso oggi sul Sole 24 Ore.
  • tariffe professionali
    Nome: vera bliznakoff  Data: 04.07.2006
    Circa i dubbi dell'autrice che il consumatore si trovi indifeso a fronte di compensi professionali costruiti non sul forfait ma in base al tempo,segnalo il metodo proposto dal Consiglio Nationale degli architetti francesi che consente ad ogni singolo professionista di determinare, attraverso una formula matematica legata all'ammontare annnuo di quanto ritiene giusto e possibile guadagnare rapportato ad indicatori di produttività e costi specifici per le varie tipologie prestazionali offerte,in via preliminare il costo orario professionale per le specifiche tipologie prestazionali e renderle pubbliche. Li vi è l'obbligo di esporre la metodologia usata ed il compenso predefinito in bella vista all'ingresso dello studio. Grazie:Vera Bliznakoff
  • liberalizzazioni ed altro
    Nome: Massimo Laurenti  Data: 04.07.2006
    Altro tema per incidere sulle posizioni di rendita "parassitaria" nel settore delle derrate alimentari potrebbe essere quella di ridurre drasticamente alcuni dei circa 7 passaggi che si hanno dal produttore al consumatore, magari incentivando l'aggregazione di molti produttori che potrebbero vendere direttamente i loro prodotti evitando così di essere strangolati da chi specula sul loro lavoro al solo fine di fare profitto. Un suggerimento per far pagare a tutti l'IVA: si potrebbe far scaricare dal proprio reddito fatture relative a spese di beni e servizi fino ad un tetto da definire per poi avere una deduzione del 19% così come previsto per le spese mediche. Ne trarrebbe vantaggio il consumatore ed il fisco che incasserebbe sicuramente più imposta.
  • liberalizzazioni
    Nome: dino  Data: 04.07.2006
    1) Per quanto riguarda i taxi penso che sia ancora poco. Infatti lasciando ai comuni l'onere del rilascio delle licenze potrebbe finire tutto in un nulla di fatto. Tutti i sindaci hanno sempre avuto paura della lobby dei taxisti e hanno sempre ad essi ubbidito. . Temo chce il decreto rimarrà inapplicato... 2) Professioni e farmacie. Ancora poco. Bisognerà anche liberalizzare l'accesso alla professione. Non solo un laureato in farmacia dovrà poter decidere quando e dove vuole di aprire una farmacia. Ma anche nelle altre professioni bisognerà ABOLIRE L'ESAME DI STATO e l'inutile sfruttamento legalizzato della pratica professionale (ABOLIRE I TIROCINI).
  • Prodi, Bersani e il Piano di Lisbona
    Nome: Fulvio Giulio Visigalli  Data: 04.07.2006
    L'eccellente pacchetto di riforme economiche promosso dall'attuale Esecutivo ricalca in buona parte quel pacchetto di riforme contenute nell'ormai dimenticato Piano di Lisbona. L'ex Ministro per le Politiche Comunitarie, On. Giorgio La Malfa, aveva già indicato a suo tempo la via per uscire dalla profonda crisi italiana. Non c'è nulla di nuovo sotto il sole. Speriamo che il ritardo venga colmato al più presto grazie alla buona volontà di tutte le parti sociali coinvolte. Ci stiamo giocando il futuro in Europa.
  • Elementi di politica economica
    Nome: Emiliano  Data: 04.07.2006
    Vorrei sottoporre all'attenzione dei lettori di "La voce" l'interessante aspetto di politica economica che sta dietro la riforma liberalizzatrice del Governo di centro-sinistra. Un riforma in senso liberista (non per un luogo comune) si sarebbe attesa maggiormente da un Governo di centro-destra. Questo, di fatto, il Italia con Berlusconi non è avvenuto , perchè le lobby che Prodi è andato a toccare sono sacche elettorali del centro-destra. Berlusconi piuttosto, se avesse potuto, avrebbe utilizzato politiche Keynesiane per incrementare la spesa pubblica, anche quella corrente, per mere questioni elettorali. Ritengo anche quelle di Prodi mere questioni "elettorali". Infatti il decreto va a colpire solamente le categorie che, per la maggior parte, non hanno votato e non voteranno in futuro, il centro-sinistra. E' vero che in passato Governi liberali (Inglilterra e USA) hanno usato politiche neo-keynesiane per far ripartire l'economia, ma in quei casi, forse, c'era davvero una volotà di politica economica precisa e studiata. In Italia noto piuttosto l'incapacità politica, di entambi gli schieramenti, di fare riforme strutturali, indifferenziate, ovvero che colpiscano lobby che votano a destra ed a sinistra, indipendendentemente dalla colorazione politica del Governo. La vera sfida della politica economica per l'Italia è superare la logica campanilistica dei partiti e fare riforme strutturali che servano all'economia per crescere ed essere più competitiva. Ritengo che non siamo ancora pronti!