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Le priorità della politica economica

di Stefano Micossi, Categoria , Conti Pubblici, , Data 27.02.2006
Se si vuol discutere seriamente di crescita, dobbiamo parlare di istituzioni e di regole, non di politica industriale. Dobbiamo intervenire incisivamente per separare la politica dall'economia. Un decalogo dei buoni rapporti fra politica e affari: servono legalità e buona giustizia, rapida e prevedibile negli esiti; chiare e semplici regole per l'avvio e l'esercizio dell'attività economica; tutela della concorrenza. Ma i primi a dover cambiare i loro comportamenti sono proprio i membri delle assemblee elettive e i pubblici amministratori.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Riforme
    Nome: Roberto C.  Data: 28.02.2006
    Sono convinto che la riforma più urgente nel paese consista nell'eliminazione dei privilegi. Questa risulterebbe più efficace nel far funzionare il mercato che tante riforme di "politica industriale" le quali, sempre più spesso, sono tese ad imbavagliare i mercati.
  • Selezione delle classi dirigenti
    Nome: Giorgio Panizzi  Data: 28.02.2006
    Credo che il decalogo vada completato con una riconsiderazione dei livelli elettoralei. Per brevità: 1- stabilire che i Consigli Provinciali siano eletti in secondo grado dai consiglieri comunali; 2- nei comuni superiori, ad es., ai 200 mila abitanti non può essere eletto consigliere comunale o sindaco chi non ha fatto almeno una 'legislatura' nei consigli di zona; 3-collegare il finanziamento dei partiti al controllo formale delle procedure interne delle elezioni e del bilancio ad una authority pubblica eletta dal Parlamento; 4-ridurre le indennità negli enti locali per favorire il volontariato e selezior veri interessi politici e civici: 5- separare sempre le elezioni politiche da quelle amministrative (quindi NO al demagogico election day) in modo che si possano scegliere le persone e non solo i simboli. Riconsiderando insieme tutta l'ingegneria elettorale e comportamentale dei commis pubblici, eletti o nominati o selezionati per concorso, potremmo avvicinarci a definire regole dove la giusta ambizione personale non vada scissa dalle assunzioni di responsabilità e dalla ricerca di effetti politici e amministrativi validi per tutti. Giorgio Panizzi