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Un Reddito minimo garantito per l'Italia

di Tito Boeri, Categoria , , Povertà, , Data 17.01.2006
I nuovi dati Banca d'Italia ci permettono di completare la ricostruzione di cosa è successo alla distribuzione del reddito negli ultimi quindici anni. Si avverte sempre più il bisogno di uno strumento di lotta alla povertà universale (basato su regole uguali per tutti) e selettivo (che subordina gli aiuti a verifiche dei redditi e dei patrimoni delle famiglie). Formuliamo proposte precise. Un Reddito minimo garantito, almeno inizialmente, non costerebbe più del secondo modulo della riforma fiscale di cui nessuno si è accorto. E coloro che sono stati sin qui dimenticati da tutti beneficerebbe grandemente di questa misura.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Economia italiana duale
    Nome: Alberto Lusiani  Data: 19.01.2006
    Ritengo che le disuguaglianze relative di reddito siano artificialmente gonfiate dalla natura duale dell'economia italiana, dove redditi e costi della vita variano di un fattore circa due tra Nord e Sud. In questo modo molti redditi meridionali gonfiano artificialmente in numero dei poveri, calcolato in rapporto al reddito medio nazionale, pur assicurando un tenore di vita medio se confrontato col reddito medio della regione di residenza. Sarebbe meno fuorviante calcolare le disuguaglianze relative di reddito in aree piu' omogenee, e quindi separando nord e sud d'Italia. Differenze geografiche di reddito e costo della vita esistono anche in altri paesi europei, ma in Italia sono ampiamente maggiori per entita' e come percentuale di popolazione coinvolta. Riguardo al reddito minimo garantito, si tratta di una buona intenzione destinata pero' ad avere conseguenze perverse in Italia, dove verrebbe fissato da politici e sindacalisti ad un livello uguale per tutti, come gli stipendi degli insegnanti statali, con la conseguenza che - a sud incentiverebbe ancora piu' di oggi il ricorso al lavoro nero, con conseguente evasione fiscale e contributiva - a nord sarebbe insufficiente Il reddito minimo garantito risponderebbe ai bisogni reali dei cittadini solo se fossero soddisfatte diverse condizioni: - dovrebbe essere ridotta la diffusione dell'illegalita', del lavoro nero, e dell'evasione fiscale e contributiva, che impedisce di distinguere i poveri veri dalla massa dei ricchi evasori - il livello del reddito minimo dovrebbe essere commisurato al costo della vita locale e non dovrebbe disincentivare la ricerca di un'occupazione - la gestione dovrebbe essere regionale (o provinciale) e finanziata localmente, per contrastare la tentazione di usare finanziamenti statali, pagati da altre regioni, per sovvenzionare propri falsi poveri locali (che sono veri elettori).
  • Reddito minimo garantito
    Nome: Antonio Piccolo  Data: 18.01.2006
    Gent.mo Professore, la sua proposta valida moralmente, presenta molti problemi e rischi. Intanto mi sembra diseducativa nei confronti dei giovani. Per quale motivo un giovane del sud dovrebbe cercare un lavoro al nord a 800 euro al mese quando potrebbe starsene a casa senza far nulla mantenuto dai genitori magari a loro volta in pensione? Mi è stato riferito che nei paesi mitteleuropei che Lei cita vaste masse di giovani maghrebini poco inseriti vivono senza far nulla a spese dello stato creando i ben noti disordini che abbiamo visto recentemente in Francia. E possiamo immaginare cosa succederebbe nel nostro meridione patria delle pensione false e di tanta ben nota illegalità. Invece io penso che sia necessario sostenere massicciamente con forti detrazioni fiscali le famiglie, soprattutto quelle numerose, che pagano le tasse regolarmente magari tenendo conto di fattori importanti come la casa in proprietà vero spartiacque tra benestanti e poveri.
    Risposta:
    Grazie per il suo commento. Il livello basso del sussidio (serve a innalzare il reddito di un individuo a 400 euro, quindi può essere anche di pochi Euro) e le politiche di attivazione servono proprio a impedire che il sussidio possa scoraggiare la ricerca di lavoro. Non vedo peraltro masse di giovani meridionali che vanno oggi al Nord in cerca di lavoro. Semmai rimangono a casa coi genitori, l'unico ammortizzatore sociale di cui oggi dispongono.
  • Rmg e nuclei monoparentali
    Nome: Simone Sereni  Data: 18.01.2006
    Gent.mo prof. Boeri, Rmg o meno, la riforma del sistema di welfare verso una riduzione dello sbilanciamento a favore degli over 60 mi sembra drammaticamente urgente. Forse perché ho 33 anni… Per mera esperienza personale, legata alla mancata iscrizione di mio figlio ai nidi comunali, ho però un dubbio sui vantaggi da concedere ai cosiddetti nuclei monoparentali in genere. Mi perdoni se sconfino un po’. Si tratta di una condizione altrettanto difficile (mi dicono alcuni esponenti delle istituzioni) da rilevare di quella relativa alle case di proprietà (ad avercela!) che esponeva più sopra. È vero che generalmente si tratta di famiglie in situazione di disagio, nel caso di ragazze-madri o ragazzi-padri in specie che meritano cura e tutele, ma spesso si tratta di coppie di fatto che, almeno reddito alla mano, non avrebbero affatto bisogno di essere sostenute e potrebbero arrangiarsi diversamente (vale per gli asili ma credo anche per il Rmg). Che però dichiarano di essere “soli” ed avere, per es., figli carico. E quindi usufruiscono di servizi (o sussidi) pubblici che potrebbero invece essere determinanti per altri cittadini o famiglie in condizioni di disagio che ne restano escluse. Che ne pensa? Come aggirare questa lacuna tecnica (e culturale)? Grazie
    Risposta:
    La concessione del rmg e subordinata a prova dei mezzi che terrà conto delle effettive disponibilità delle famiglie monoparentali. Il livello basso del trasferimento esclude, credo, la possibilità che questo possa incentivare in modo significativo la struttura dei nuclei famigliari. Cordiali saluti
  • Imposizione fiscale
    Nome: Ugo Celauro  Data: 18.01.2006
    Egregio prof. Boeri, ci spiega perché chi ha solo un reddito deve pagare imposte con percentuali a 2 cifre, mentre chi ha un patrimonio di pari valore deve pagare un'Ici al 7 per mille? Non sarebbe meglio equiparare il reddito al patrimonio, sommarli entrambi e sottoporre il totale ad un'unica aliquota? Per equiparare il reddito di qualsiasi origine al patrimonio, basterebbe depurarlo delle spese di produzione ed ottenere un netto da considerare incremento patrimoniale e, quindi, omogeneo al patrimonio preesistente. Quanto deve durare ancora questo disordine nella gestione delle imposte? Sarebbe un grande passo in avanti risolvere prima di tutto il problema del prelievo fiscale, escludendo considerazioni che sono da prendere in esame solo dopo avere risolto in maniera equa la questione di base, cioé dove prendere i soldi.
    Risposta:
    Si trova sempre una scusa per non intervenire a favore dei poveri. Ricordo che si poteva finanziare l’rmg rinunciando al secondo modulo della riforma fiscale. Bene comunque aumentare la tassazione delle rendite finanziare e rivedere gli estimi catastali.
  • L'imposizione patrimoniale
    Nome: Ugo Celauro  Data: 18.01.2006
    Egregio prof. Boeri, ci spiega perché chi ha solo un reddito deve pagare imposte con percentuali a 2 zeri, mentre chi ha un patrimonio di pari valore deve pagare un'Ici al 7 per mille? Non sarebbe meglio equiparare il reddito al patrimonio, sommarli entrambi e sottoporre il totale ad un'unica aliquota? Per equiparare il reddito di qualsiasi origine al patrimonio, basterebbe depurarlo delle spese di produzione ed ottenere un netto da considerare incremento patrimoniale e, quindi, omogeneo al patrimonio preesistente. Quanto deve durare ancora questo disordine nella gestione delle imposte?
    Risposta:
    Ma quante volte dovremmo tassare il patrimonio? Tutti gli anni? Non capisco. In ogni caso non c'è bisogno di introdurre nuove tasse per finanziare il RMG.
  • Antropocrazia
    Nome: Giorgio Andretta  Data: 18.01.2006
    Sono nauseato a forza di ripetere la proposta del Reddito di Cittadinanza che si trova all'interno del progetto "Antropocrazia". Compulsabile sul sito www.bellia.com fino dal lontano 1992, adesso T. Boeri ha scoperto l'acqua calda, Vi ringrazio per avermi risposto solertemente a tutte le mie indicazioni, ma forse non merito la stessa attenzione di Boeri!
    Risposta:
    Quello proposto non è il reddito di cittadinanza. Costerebbe troppo!