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Commenti

Una rivoluzione copernicana per il traffico urbano

Categoria , Energia e Ambiente, , Data 16.05.2005
I blocchi del traffico servono nell'immediato a ridurre le polveri sottili nell'aria e le loro conseguenze sulla salute dei cittadini. Ma un dibattito serio dovrebbe puntare a convincere l'opinione pubblica che gli attuali trend di traffico non sono sostenibili. E partire dal problema del congestionamento invece che dall'inquinamento. Un utile strumento sono le politiche di prezzo. Ticket d'ingresso e pedaggi differenziati non sono tasse inique e regressive, ma il pagamento di un servizio. Soprattutto se i proventi vanno a potenziare il trasporto pubblico.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Scoraggiare l'(ab)uso di autovetture
    Nome: Vincenzo Antonuccio  Data: 17.05.2005
    Credo che qualunque persona ragionevole sia d'accordo sulla necessita' che vengano adottate politiche che disincentivino l'utlizzo sistematico di autiovetture private e contemporanemanete invoglino ad un maggior utilizzo dei mezzi pubblici. Dubito pero' che la soluzione possa risiedere nei ticket d'ingresso. A Napoli e' stata adottata da alcuni anni una misura che ricorda il ticket d'ingresso: cioe' un rialzo notevole dei costi del biglietto orario del parcheggio (strisce blu). E' facile notare che questo non scoraggia l'uso del mezzo privato, anche perche' l'abuso (cioe' il non pagare il parcheggio) e' diffuso e tollerato. Io credo che il major di Londra sia stato eletto anche perche' ha promeso che avrebbe alleviato il congestionamento del traffico. Nessun politico italiano si sognerebbe di fare altrettanto, soprattutto di spiegare come vorrebbe farlo. La triste verita' e' che certe misure (ticket d'ingresso/ parcheggi costosi) funzionano laddove la popolazione ha un livello culturale ed una consapevolezza civica sufficientemente elevati da premiare politiche e politici responsabili. Tuttavia, e' bene che qualcuno (come Lei) parli di questi problemi: chissa', forse i miei pronipoti avranno qualche speranza....
  • Affinché il ticket non sia regressivo
    Nome: Marco Ferrari  Data: 17.05.2005
    Caro Galeotti, sono d'accordo con quanto da lei scritto. L'unica cosa che non mi convince è la non regressività del ticket. Io ho l'esempio di Milano. Pur avendo un'utilitaria (una Twingo), mi muovo con i mezzi pubblici e la Vespa perché un sorta di ticket a Milano c'è già: il costo dei parcheggi a pagamento (pubblici, "strisce blu" in strada e privati, le autorimesse). Infatti in centro a Milano si vedono solo Mercedes, BMW e i cosidetti "SUV", che occupano spazio, rovinano le strade per il loro peso, e soprattutto inquinano per via delle grosse cilindrate, molto più di un'utilitaria catalizzata. Perché questo? Perché chi ha i soldi per una Porsche Cayenne, i 5-10 euro per un parcheggio non sono niente! Quindi il ticket, affinché sia equo, deve assolutamente essere proporzionato al reddito. Chi entra in città con una Cayenne, deve pagare 10 volte chi entra con una FIAT Seicento. Sia perché inquina e occupa spazio maggiore, sia perché sia posto nelle stesse condizioni di chi la Cayenne non se la può permettere. Altrimenti il centro sarà ancor più appannaggio dei soli ricchi (che, selezione avversa, hanno auto più consumanti e inquinanti). Cordialità, Marco Ferrari
    Risposta:
    Quanto lei afferma mi sembra indulga un poco alla demagogia. Sondaggi e verifiche alla mano, il ticket di ingresso non fa circolare in centrocittà solo i ricchi e le macchine grosse (che non è detto siano più inquinanti). Il ticket di ingresso fa circolare coloro che hanno disponibilità marginale a pagare più elevata. Questa non è correlata solo al reddito ma ad altri elementi come le alternative al viaggio, alla modalità di trasporto prescelta ecc. Infine: il ticket d'ingresso riguarda l'attraversamento della città, il costo del parcheggio riguarda la sosta. Non sono la stessa cosa.
  • Inquinamento da traffico
    Nome: Leonardo LIBERO  Data: 17.05.2005
    Gli esperti di questi temi sostengono che i provvedimenti tipo targhe alterne e domeniche a piedi servono a zero, se non a far finta di fare qualche cosa. Sostengono anche - esami chimici alla mano - che una buona parte delle famigerate polveri sottili NON proviene dagli scarichi dei veicoli bensì dalle loro ruote, che la sollevano dalle strade. Le quali quindi andrebbero semplicemente lavate, come si fa per esempio a Parigi, dove il traffico non è certo minore che a Roma o Milano, ma il problema inquinamento non si pone con la stessa gravità che ci viene dichiarata qui, ammesso che ci si dichiari il vero. Certo, il lavaggio delle strade sarebbe a carico dei bilanci comunali, mentre i blocchi totali o parziali del traffico pesano solo sui cittadini, che qui sono abbastanza pazienti, e disinformati, da sopportarli. Grazie dell'attenzione e cordiali saluti. Leonardo Libero (direttore di Energia dal Sole e collaboratore de La Stampa-Tuttoscienze)
    Risposta:
    Il ticket d'ingresso potrebbe servire a finanziare, tra l'altro, anche il lavaggio strade.