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DISCARICA IN CASA CUPIELLO

di Antonio Massarutto, Categoria Energia e Ambiente, / Mezzogiorno, Data 02.06.2008

Il piano appena varato dal governo propone quello che tutte le persone serie auspicano da anni, ma che il sistema napoletano non è stato finora capace di realizzare: raccolta differenziata per quanto possibile e termovalorizzatori per ciò che resta. Nella fase intermedia, uso degli impianti di selezione meccanica per stabilizzare il rifiuto e metterlo in discarica. Con gli incentivi giusti affinché questo periodo duri il meno possibile. Ma il vero problema non è nello schema tecnologico e logistico, è piuttosto nella capacità di metterlo in atto, organizzarlo e farlo funzionare.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Non sarei così duro coi magistrati
    Nome: Ciro Pellegrino  Data: 04.06.2008

    Bel pezzo, come al solito, appassionato, rigoroso. Tuttavia non condivido il passaggio sulla magistratura («a dir poco strabica, tanto solerte nel perseguire coram populo l'inosservanza veniale di qualche codicillo da parte di chi si sta dando da fare per tirare Napoli fuori dalla melma, quanto disattenta e omissiva fino a oggi nei confronti di chi quella melma l'ha confezionata»). Inchieste e condanne ci sono e ci sono state, basta rileggersi i giornali. Ma alla luce dell'ultima ordinanza, quella che ha azzerato i vertici del commissariato all'emergenza rifiuti della Campania, forse non sarei così dolce con chi "si sta dando da fare". Perché - ed è questo che i magistrati avrebbero accertato - chi si è dato da fare non ha rispettato le leggi dello Stato.

    Risposta:

    Rispetto certamente la sua opinione e soprattutto il lavoro dei magistrati. La spettacolarizzazione dell'ultima inchiesta e il suo sorprendente tempismo, tuttavia, mi lasciano qualche cattivo pensiero. Senza dimenticare che, in una situazione come quella di cui la Protezione Civile sta provando a venire a capo, sporcarsi le mani e infrangere qualche regola è purtroppo inevitabile. Anche il codice penale è diverso in tempo di pace e in tempo di guerra.

  • Rifiuti
    Nome: Stefano Decadri  Data: 04.06.2008

    Complimenti per la chiarezza con cui ha introdotto il problema della gestione dei rifiuti. Ultimamente circolano troppi "esperti", soprattutto in rete, che promettendo facili soluzioni a questo problema, illudono chi dispone di poche informazioni a riguardo. Spero che in futuro lavoce.info, grazie all'autorevolezza guadagnata in questi anni, continui ad occuparsi di rifiuti, per smontare le tesi di questi pifferai magici, che di autorevolezza ne hanno ben poca, ma in compenso trattano in maniera autoritaria chiunque non sia d'accordo con loro. Nello specifico desidererei avere informazioni sulla proposta di sostituire la tarsu con una tariffa sui rifiuti; che risultati si sono ottenuti dove è stato fatto? Come si è cercato di evitare che tale passaggio non penalizzasse le famiglie numerose ed i ceti più deboli, che vivendo in case più piccole, ma producendo più rifiuti, ne sarebbero colpiti? C'è stata una diminuzione dei rifiuti prodotti? Inoltre mi piacerebbe avere informazioni riguardo alla promozione del riuso dei contenitori attraverso il vuoto a rendere, tanto diffusa nel resto d'Europa ma assente in Italia. La ringrazio per l'attenzione.

  • E' informazione di qualita'?
    Nome: Giovanni Scotto  Data: 03.06.2008

    Lavoce.info è per me una risorsa preziosa di informazione di qualità su temi economici. Dispiace vedere pubblicati articoli dal contenuto superficiale. L'articolo del prof. Massarutto è caratterizzato da molte generalizzazioni, qualche stereotipo di troppo (ma quando si tratta di Napoli sembra essere quasi un obbligo), e soprattutto alcune serie dimenticanze. La piu' importante mi sembra essere quella relativa alle novita' introdotte dal governo Berlusconi : una discarica di rifiuti non trattati nel cuore della conurbazione cittadina a 3 km in linea d'aria dal polo ospedaliero, in una zona protetta (Parco Metropolitano delle colline di Napoli) scelta senza le necessarie verifiche idrogeologiche, per di piu' con deroghe preoccupanti relativamente alle modalita' di gestione e alla qualita' dei rifiuti che verranno sversati. Non si tratta proprio di dettagli.

    Risposta:

    Le discariche non piacciono neanche a me, in particolare se ci si manda rifiuti non trattati e putrescibili. Del resto, la Dir.91/156, da noi recepita con il Dlgs 22/97, impone di mandare in discarica solo i "rifiuti ultimi", quelli che non sono passibili di valorizzazione ulteriore. Nella situazione in cui si trova Napoli, si tratta purtroppo di un male
    necessario, e in ogni caso minore rispetto a quella di lasciare i rifiuti a marcire sulle strade in preda ai roghi abusivi. Se ci fossero altri siti migliori e più adatti francamente non lo so, voglio sperare che chi ha scelto di farla proprio lì abbia ben soppesato le possibili alternative. Nemmeno il dover prendere decisioni in situazioni di emergenza mi piace, e penso di essere stato abbastanza esplicito nel condannare senza appello il micidiale viluppo di interessi e di negligenze che ha portato Napoli in
    questo stato. Ma in emergenza, volenti o nolenti, ci siamo. A forza di dire no a questo e no a quell'altro, purtroppo, questi sono i risultati. Mi piacerebbe che i napoletani capissero che a farli fessi fino ad oggi sono stati anche tutti gli stregoni che li hanno convinti a fare a meno degli impianti, diffondendo il messaggio che per fare sparire i rifiuti basta volerlo.

  • Discariche e proteste
    Nome: luigi  Data: 03.06.2008

    Assistiamo in questi giorni a Napoli e dintorni a manifestazioni di protesta contro l’apertura di discariche e contro i provvedimenti governativi. Perché non assistiamo anche ad iniziative di piazza di coloro che, invece, condividono i provvedimenti che sono stati assunti? Mi pare che vi sia da parte di questi ultimi un assordante silenzio come a dire “non sono affari nostri, ci penserà qualcun altro”. Dove sono i napoletani che hanno le proprie strade, il proprio cortile sommersi dai rifiuti? Perché non elevano forte e alta la protesta e non manifestano in maniera visibile il loro sostegno al governo? La situazione può essere paragonata con quella, incandescente, della Fiat a Torino nell’autunno del 1980. Lo sciopero durava da 35 giorni, l’ingresso agli stabilimenti era inibito per i picchetti e per l’azione delle squadre di manifestanti che ne presidiavano gli accessi, coloro che avrebbero voluto lavorare non lo potevano fare, ecc.ra. Così finchè un giorno 40.000 persone, tutta gente che non era abituata a manifestare, decisero di scendere pacificamente in piazza per rivendicare il diritto al lavoro. L’iniziativa, come è noto, ebbe successo e passò alla storia delle relazioni sociali...

  • Perché non si parla di energie rinnovabili
    Nome: fernanda  Data: 03.06.2008

    Ahi serva Italia, di dolore ostello, nave sanza nocchiere in gran tempesta, non donna di provincie, ma bordello! (Purgatorio, Canto VI, 76-78) Più che De Filippo, vedo l'Italia sempre più vicina al suo vate. Personalmente non vedo molta ragionevolezza nel provvedimento del governo, semplicemente perchè l'emergenza viene strumentalizzata per portare avanti (con la forza) il progetto degli inceneritori che, tra l'altro, noi cittadini finanziamo con la bolletta (Cip6). Bello sforzo per i signori Benetton, Gavio e Ligresti, padroni di Impregilo, società che in Campania ha gestito e gestirà lo smaltimento dei rifiuti. Complimenti. e intanto la Spagna va avanti sulla energia solare...saranno più intelligenti o meno corrotti? L'unica è sperare nella EU che ha bocciato il decreto-rifiuti del governo.

    Risposta:

    Non crediate che io mi diverta così tanto ad assistere a questo penoso spettacolo. Ma sono avvilito anche da come la stragrande maggioranza dei napoletani affronta il dibattito sugli inceneritori, dando per scontato che siano macchine di morte che servono solo a regalare soldi ad affaristi senza scrupoli. Che non sia così lo testimonia l'Europa, proprio quella più avanzata in campo ambientale, dove di impianti del genere ce ne sono centinaia, e non mi risulta che siano avvenute carneficine. Finché non ci si renderà conto che questa disinformazione sulle tecnologie fa il gioco di chi vuole mantenere lo status quo, non si andrà lontano.

  • Articolo di Antonio Cupiello
    Nome: Nicolai Caiazza  Data: 03.06.2008

    Un bell'articolo certamente. Il giusto tono ironico usato nei confronti della popolazione che si lamenta per gli effetti di un "paio di pacchetti di sigarette", i dimostranti giustamente definiti "galletti di turno", etc. Scusi signor Cupiello, ma se una banda di capitalisti con al servizio politici e giornalisti da quindici anni sta facendo man bassa dei fondi destinati a organizzare lo smaltimento della spazzatura, non solo ma vuole continuare a farlo, tant'é che non ha proposto nessuna soluzione ma solo un sistema per l'arricchimento ulteriore della banda ai danni della popolazione, perché la colpa sarebbe adesso secondo lei della popolazione? Lei usa lo stesso schema propagandistico dei padri del cosiddetto risorgimento: prima distrussero la economia del Sud, calunniarono la popolazione e poi dissero che c'era un problema di "arretratezza de Mezzogiorno". "Questa emergenza é per noi una opportunitá". La frase detta da uno dei grandi capitalisti Usa a proposito dell'uragano su New Orleans, citata da Naomi Klein, sintetizza il comportamento dei governi Prodi e Berlusconi nei confronti de'"emergenza" dei rifiuti. Questa peró é stata provocata.

    Risposta:

    Ecco, una spruzzata di meridionalismo piagnone era proprio quello che ci mancava per condire la zuppa. Già i viaggiatori dell'800 segnalavano la cronica incapacità di Napoli di gestire la sua munnezza. Nel resto del mondo, e anche nel resto del Mezzogiorno, bene o male, è il sistema politic e amministrativo locale che si occupa della questione. Se Napoli non ci è riuscita, non credo sia colpa di Cavour né di Garibaldi.

  • Alternative all'incenerimento
    Nome: davide  Data: 02.06.2008

    Suggerisco alla redazione de lavoce.info che trovo molto seria di aprire un dibattito su le forme alternative all'incenerimento. al di là del fatto se questa tecnologia sia più o meno dannosa alla salute, apparentemente esistono delle tecniche economicamente sostenibili, energeticamente meno dispendiose e ambientalmente meno impattanti come il centro di recupero di vedelago a treviso. ricordo comunque che il problema degli inceneritori non è tanto dovuta alla concentrazioni di diossina emessa, quanto al fatto che questa sostanza si accumula nei tessuti molli e alla lunga (funzionando questi impianti per almeno 300 giorni all'anno) generare tumori in essi. spero che il mio appello sia raccolto (e non indifferenziato!).

    Risposta:

    Ben venga un'analisi seria e fondata sui numeri. Sono almeno 30 anni che la letteratura mondiale abbonda di studi comparati sulle varie tecnologie. Mi metto a totale disposizione.