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ALITALIA IN CADUTA LIBERA, MA NON I COSTI

di Carlo Scarpa, Categoria Infrastrutture e Trasporti, Data 14.05.2008

Alitalia continua a perdere soldi. Tanto che senza il prestito ponte forse non sarebbe riuscita a pagare gli stipendi di maggio. Eppure, se si confrontano i costi del primo trimestre 2008 con quelli del primo trimestre 2007 si vede che, dopo dodici mesi di allarmi ed emergenza, su questo fronte non è stato ottenuto nessun risultato. Il problema di Alitalia non è un problema finanziario, ma di piano industriale. Per il quale serve un solido partner industriale. Ma non vorremmo che aspettare il socio significhi rinviare all'infinito il tentativo di raddrizzare i conti.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Fallimento
    Nome: alberto  Data: 16.05.2008

    Come normale cittadino l'unico augurio che possa avere è che Alitalia fallisca il prima possibile e che la nostra "lungimirante" classe politica, di destra e di sinistra, la smetta di sprecare soldi pubblici in questa maniera vergognosa.

  • Scandalo Alitalia
    Nome: antonio puglisi  Data: 16.05.2008

    L'Alitalia è lo scandolo conclamato della politica italiana. Tutti ormai ne sono coinvolti, lo stesso ex M. Padoe-Schioppa che ha concesso e riconosciuto (per opportunità di quieto vivere) ad una società fallita di fatto ulteriori prestiti e ulteriori risorse finanziarie, con la motivazione che se il prestito non fosse stato concesso, sarebbero scoppiati problemi di ordine pubblico. Lo stesso ricatto che la politica mafiosa, perpetra ufficialmente o ufficiosamente nel Meridione e nella Sicilia. Così è chiaro, con un intero sistema ormai coinvolto nel compromesso e nel clientelismo corporativo, non so proprio, come sia possibile sperare in un futuro qualsiasi.

  • Alitalia
    Nome: Daniele Ferretti  Data: 16.05.2008

    Sono anch'io d'accordo per un commissariamento che consenta di vedere i costi reali e definire un Piano Industriale sensato e che recuperi competitività alla compagnia.

  • Tutti a bordo
    Nome: Stefano Lalatta Costerbosa  Data: 16.05.2008

    La questione Alitalia rischia di diventare una delle più nauseanti pochsde all'italiana. Vera e propria riserva di caccia di politici e sindacalisti, è arrivata ad un tale punto di deterioramento da essere oramai una delle vergogne nazionali, sia in termini di servizio offerto sia in termini di gestione complessiva. Con allegra spensieratezza i governi che si sono succeduti negli ultimi 20 anni hanno continuato ad ingrassare le fila del personale (bei voti garantiti..) senza curarsi del fatto che il costo è tutto sulle spalle dei cittadini. Chi ha provato solo a pensare di ristrutturare, è stato fulminato. La cosa tremenda è che si continua a far finta di nulla, si diffondono dati totalmente falsi (piano Air France, costi per Malpensa, cordata italiana e via di baggianata in baggianata) aggiungendo danno al ridicolo di cui siamo coperti internazionalmente (aspetto già le parole di Berlusconi quando dirà che i francesi (e i russi?) ci ammirano per le nostre linee aeree.

  • Basta buttare i nostri soldi in Alitalia
    Nome: Andrea Paone  Data: 16.05.2008

    Con il governo Berlusconi si e' chiusa ormai l'unica possibilita' di liberarci di Alitalia. Forse e' vero che Air France avrebbe fatto di Alitalia una compagnia regionale, di fatto marginalizzandola piu' di quanto sia adesso...pero' ci avrebbe tolto dal groppone una voragine finanziaria in cui sono stati buttati svariati miliardi (dei nostri) di euro. Che Alitalia sia italiana, che sia francese, che parta da Milano o che parta da Roma, l'unica cosa che importa e' che i soldi dei contribuenti non vengano piu' buttati per ripianare i debiti di aziende altamente inefficienti e per pagare i privilegi dei manager...e anche di un po' di dipendenti. Esiste il mercato per tutti (o quasi) i lavori, che valga anche per Alitalia. Se qualcuno ha soldi (suoi!!) da voler spendere, bene, altrimenti finiamola qui. Tanto, e la storia di altre compagni lo dimostra, fuori la fila sarebbe lunga per l'acquisto di una compagnia aerea in fallimento.

  • ALITALIA IN CADUTA LIBERA, MA NON I COSTI
    Nome: GIULIANO  Data: 15.05.2008

    Grazie a Berlusconi ed ai sindacati si è impedito un piano industriale per mantenere parte del personale, in una azienda in attivo, senza più altri costi per il contribuente.

  • Dovrebbero cambiare strategia
    Nome: Luca Cornetta  Data: 15.05.2008

    Il nuovo piano industriale Alitalia puntava a ridurre l'operatività dell'azienda in modo da ridurne i costi. In un'azienda normale potrebbe funzionare, in Alitalia no. Sono 19 anni che cercano di ridurre i costi e non ci riescono. Ciò significa semplicemente che i costi della nostra compagnia di bandiera sono di fatto incomprimibili. L'unica soluzione sarebbe quella di invertire la strategia. Non cercare di portare i costi sotto i ricavi, ma i ricavi sopra i costi. Ciò significherebbe espandere la flotta con l'acquisto di numerose macchine per effettuare servizi sul lungo raggio, che sono quelli a più alto valore aggiunto, e magari rimpiazzare tutti gli MD80 con aerei più moderni in modo da aumentare il comfort a bordo (giustificherebbe un aumento del prezzo del biglietto, tra l'altro ho letto che i moderni Airbus di classe equivalente consumino il 30% in meno). Però servirebbe un folle disposto a investire cifre colossali nel rilancio...

  • Commissariamento/Fallimento
    Nome: daniele  Data: 15.05.2008

    Come riportato da Il Sole 24 ORE del 30.04 grzie a dati "riservati" le rotte spostate da Malpensa a Fiumicino (a partire da gennaio e, definitivamente, il 30.03) registrano un generale crollo dei coefficienti di riempimento. Tale indicatore, per Alitalia, è già da sempre più basso che per altre compagnie full service. La quota di traffico domestico (lo "zoccolo" che serve a ogni compagnia) intercettato dalla compagnia è tra le più basse d'Europa, mentre la sua presenza sull'intercontinentale (dove ci sono i margini più alti) è ormai ridotta al minimo. 19 esercizi negativi su 20 dimostrano chiaramente che il problema non è stato - o non solo - il doppio hub e in particolare Malpensa prima, così come non è stato utile oggi abbandonare Malpensa per recuperre i tanto sbandierati 200 milioni/anno di perdite che avrebbe prodotto l'obbligo del doppio hub. I sindacati sono in grado di fare il bello e il cattivo tempo, le clientele politico-economiche concentrate intorno alla Magliana fanno il resto. L'unica soluzione sensata è quella di commissariare l'azienda o, meglio, chiuderla e affidarci a operatori più capaci. daniele, milano

  • Alitalia
    Nome: bizanto  Data: 14.05.2008

    E la cosa ancora più strana è che i pochi voli rimasti, volano pieni (molto più pieni di altre compagnie). Non solo, ma mi dicono (personale alitalia ed aereoportuale di fiumicino) che spesso la maggior parte dei passeggeri non sono italiani, ma stranieri. Non solo, ma il costo totale del personale Alitalia è il più basso in rapporto al fatturato di tutte le principali compagnie europee? Che forse occorre applicare la regola di co-marketing usata (per esempio da Ryan Air) nei confronti degli aereoporti (in pratica l'aereoporto non viene pagato perchè ti faccio un favore a portare lì i miei aerei) ? Che forse per ridurre i costi occorra, piuttosto che chiudere i voli, fare un bel controllo sulle forniture Per esempio quanto costa un pasto all'Alitalia e chi lo fornisce ? (amici di amici ?) questo ovviamente vale per le bibite, i tovaglioli, le penne e tutto quello che può servire ad una compagnia aerea. Per esempio quanto costa ad Alitalia il servizio di handling di Malpensa ? è allineato con il resto di Europa ? o almeno con il resto d'Italia. Facciamoci queste domande, piazzamo un bel commissario a rivedere i conti e vedrai che Alitalia sarà profittevole.

  • Alitalia in caduta libera
    Nome: alessandro  Data: 14.05.2008

    la domanda nasce spontanea : sono stati tagliati i voli ( ufficialmente improduttivi ), sono state ridotte le manutenzioni, sono state "ottimizzate" le scelte strategiche, ecc.... Tutte idee grandiose ma i dipendenti ? sarebbe interessante conoscere il nome di una qualsiasi altra azienda nel mondo che perdendo da 19 anni non si sia preoccupata di ridurre il personale... pensare che il fatto che non siano graditi renda evitabili i tagli all'occupazione è l'equivalente finanziario del ritenere che non curare una infezione ne eviterà il successivo diffondersi. sarebbe ora di accettare la realtà e smettere di vivere nel mondo delle fiabe. se tutti i potenziali acquirenti parlano di riduzioni un motivo ci sarà....