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ANCORA LUNGA LA MARCIA DEL FEDERALISMO FISCALE

di Gilberto Muraro, Categoria Fisco, / Istituzioni e Federalismo, Data 13.05.2008

Nonostante la vittoria della Lega, il percorso del federalismo fiscale è ancora in salita. Le due questioni fondamentali dei rapporti Nord-Sud e Regioni-enti locali sono lontane da soluzioni condivise e minacciano di creare spaccature all'interno di maggioranza e opposizione. Non basta il generico invito all'accordo bipartisan. Occorre individuare una ricomposizione di forze che sfrutti le componenti federaliste delle due parti, pur rispettando il vincolo di non creare pericoli al governo. Non è un risultato facile da raggiungere e richiede fantasia, anche sul piano procedurale.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Ma quali vincoli?
    Nome: fabrizio spirolazzi  Data: 14.05.2008

    Non condivido le premesse. Cosa significa trovare un accordo bipartisan che rispetti il vincolo di non creare pericoli al governo? Questa maggioranza ha ottenuto al nord un vasto consenso grazie alla promessa del federalismo fiscale. Se ora questo governo non è in grado di mantenere le promesse è giusto che vada in difficoltà e se fossi la Lega, non solo manterrei la minaccia di una crisi di governo in caso di una mancata riforma fiscale, ma sarei coerente con le promesse fatte agli elettori e dalla minaccia passerei ai fatti. E l'opposizione faccia il suo mestiere: incalzi il governo sulle cose da fare senza avere l'obiettivo di non "creare pericoli al governo".

  • Federalismo fiscale: è necessaria fantasia e scelte forti, ben visibili da parte dei contribuenti elettori
    Nome: Giovanni Posani Loewenstein  Data: 13.05.2008

    La situazione del Mezzogiorno è drammatica; criminalità, malgoverno, deresponsabilizzazione complessiva della società. un gap di capitale sociale spaventoso, hanno fatto sì che i due ultimi QCS abbiano fallito nel loro scopo primario: la riduzione delle distanze nord sud del Paese. Di contro, però, c'è un ricambio in talune regioni che lascia sperare, con l'arrivo di tecnocrati preparati, che prendono lo spazio che in parte la "politica" sta abbandonando (Campania, Calabria ecc.) Occorre aiutare questo processo e la leva più importante è, a mio parere, la responsabilizzazione fiscale; ma occorrono proposte ben comprensibili da tutti, che provochino anche sul piano elettorale cambiamenti profondi di comportamento. L'idea potrebbe essere questa: tutte le imposte dirette alle Regioni (con la responsabilità del prelievo), tutte le imposte indirette allo Stato. (occorre valutare, ovviamente i fabbisogni Stato e Regioni, ma il principio deve essere chiaro e senza fumosità. Poi un fondo perequativo decennale e decrescente tra le regioni del nord e quelle del sud, diretto o triangolato attraverso lo Stato.

  • Ancora lunga la marcia......
    Nome: Bruno De Leo  Data: 13.05.2008

    La marcia sarà lunga se si vogliono risolvere tutti insieme i numerosi problemi; la perequazione verticale mi pare sia ormai accettata dai più; insisto che invece imbarcarsi nella costruzione di parametri su cui calcolare i costi standard dei vari servizi si parta subito dalla spesa storica assegnando congrue risorse finanziarie (compartecipazioni, addizionali, assetgnazione diretta di tributi statali). Per quanto riguarda il dualismo regioni-enti locali ho sempre sostenuto che la perequazione dovrebbe essere gestita dalle Regioni anche tenendo presente che sempre più funzioni legislative dovranno essere trasferite alle stesse a completamento del federalismo amministrativo. E' necessario invece aiutare gli Enti locali a contare di più in sede regionale e per questo il contrasto di interessi all'interno della regione e nei confronti della Regione, determinato da una perequazione gestita a livello regionale, è un forte elemento di stimolo.