
Il voto ha premiato gli unici due partiti che si sono opposti all'indulto. Non a caso. L'indulto non solo ha fatto aumentare l'attività criminale in Italia, ma ha anche modificato la composizione dei flussi migratori, finendo per attrarre nel nostro paese più criminali che altrove. Tanto che oggi quattro italiani su dieci temono gli immigrati, non per il lavoro, ma per i reati che possono commettere. Se non si rafforza la repressione dell'attività criminale in Italia prima o poi saremo costretti a chiudere le frontiere. A quel punto, importeremmo solo immigrazione irregolare, in un circolo vizioso di illegalità che alimenta nuova illegalità.
La risposta audio dell'autore ai commenti.
L’indulto è stato un provvedimento vergognoso e l’Italia è una meta per delinquere. Le carceri sono composte prevalentemente da persone disagiate e l’immigrato è l’emblema del disagio, per cui è normale che 1/3 della pop. carceraria sia composta da stranieri. Mancano pene severe (per tutti) e certezza della pena. Ma soprattutto mancano serie politiche per l’immigrazione, potenziale risorsa in termini di reddito e di maggiore sostenibilità previdenziale. La destra (anche quella pro indulto) ha vinto le elezioni anche grazie agli slogan populistici xenofobi. Cresce la xenofobia, come se camminare per le strade fosse un pericolo continuo e ogni reato commesso viene enfatizzato dai media, alimentando questa fobia. E’ emblema di questo atteggiamento lo spazio dedicato nei media agli stupri commessi dagli stranieri, lasciando nel silenzio quel 90% di stupri commessi da familiari e conoscenti delle vittime. Vanno tolti gli immigrati dalle stazioni, dalle baraccopoli, dai ghetti. Vanno fatte rispettare le regole gia esistenti in termini di espulsioni. Ma andrebbero introdotte anche sanzioni penali per tutti coloro che fomentano l’odio razziale nascondendosi dietro il diritto di cronaca.
Mi spiace ma il fatto che aumenti i reati subito dopo un indulto può essere attribuito a chi ne ha usufruito solo se si verificano i reali autori di tali crimini. Il semplice aumento dei reati non può essere attribuito a coloro che sono stati scarcerati. Lei parla di indizi. L'indizio per cui sono in aumento gli italiani che vedono un male, è un effetto del bombardamento mediatico sulla sicurezza e lo considero un effetto del razzismo aumentante in questo paese. Il "mancato rispetto delle regole" da parte degli immigrati è "fondato su riscontri obiettivi"? Cosa vuol dire? O si producono dati o questa rimane una pura percezione di pregiudizio. Forse i primi a non rispettare le regole siamo noi italiani. Il mio riscontro soggettivo mi dice che la tanto vituperata pratica di fare i propri bisogni davanti agli altri (il famoso degrado urbano) è praticato quotidianamente da italianissimi maschi su autostrade e tangenziali. Perchè abbiamo molti immigrati in carcere? Cosa ne pensa della legge Bossi-Fini e il suo aspetto repressivo?
Non so chi abbia premiato il voto visto che l'indulto è stato concordato da maggioranza e opposizione e cioè gli stessi partiti che oggi sono al governo e all'opposizione. Reprimere l'attività criminale? interessante. Come?
Io credo che quando si citano le percentuali relative all'incidenza che gli immigrati hanno sul totale di alcune categorie di crimini, sarebbe sempre opportuno citare distinatamente le percentuali relative a immigrati clandestini e regolari. Se non sbaglio (attendo smentite) la percentuale tra crimini e popolazione immigrata regolare è inferiore al dato relativo alla popolazione italiana. Dico questo perchè credo che in Italia la principale mancanza sul tema sia l'assenza di una politica di immigrazione organica, che accompagni l'immigrato durante i vari passaggi necessari all'integrazione. Attualmente mi sembra che questa politica sia basata sulla divina provvidenza. Posto che 1) l’immigrazione è un fenomeno sociale legato alla storia dell’uomo, 2) i tassi di crescita della popolazione italiana sono oltremodo preoccupanti, forse oltre a chiederci – giustamente - come gestire l’immigrazione nella sua componente deviata a comportamenti illegali, sarebbe anche il caso di cominciare a spendere energie per incentivare e sostenere comportamenti non deviati.
Il nuovo governo deve continuare a conservare il buon rapporto con l'opinione pubblica, anche fornendo un'immagine del saper governare; noto con piacere la fermezza delle parole del nuovo ministro Sacconi, che, contrapponendosi al giornalista Ferrucio De Bortoli (regolarizzazione lavoratori ex. clandestini) instaura una linea di rigore e repressione dei clandestini, anche lavoranti in Italia, per interrompere finalmente la "spirale clandestina". Questo è un buon punto fermo che collegato all'introduzione del reato di clandestinità, potrebbe invertire la rotta della politica.
Gentile Sig. Tito Boeri, concordo col suo articolo ed infatti il sottoscritto ha votato DiPietro. Sono contrario agli indulti a costo di costruire carceri (ove i detenuti lavorino per sdebitarsi) al posto di ospedali, così come sono contrario ai condoni. Per principio. Chi sbaglia deve pagare, anche se 'pentito'. Non c'è miglior azione di recupero che non la pena. Per quanto riguarda la immigrazione, sono nettamente contrario, per più motivi. - si importa povertà, ci guadagnano solo gli imprenditori (lavoro nero o sottopagato) mentre i costi (p.es. pronto soccorso e eventuali case) sono a carico della collettività - non c'è lavoro per tutti, quindi aumento della criminalità - spesso sono musulmani, religione incompatibile con la costituzione italiana - le risorse ambientali (p.es. acqua) non saranno sufficienti per tutti - di fatto l'Italia è già sovraffollata (stiama asfaltando e cementificando tutta la pianura padana) - potrei continuare l'elenco con esempi di degrado cittadino vissuto, ma tanto credo sia sufficiente quanto già scritto... Cordiali saluti
Caro professore, a sostegno della sua tesi che l’esito dell’indulto ha mosso gli italiani a votare come hanno votato, lei porta una pezza d’appoggio: la tabella delle rapine in banca. L’unica cosa che si può leggere nella tabella è che l’indulto è stato preceduto da un insolito calo delle rapine in banca che è poi stato recuperato durante e dopo l’indulto tornando leggermente sopra la solita punta. Se proprio vuol legare l’indulto al ritorno della punta può ipotizzare che nei mesi precedenti l’indulto siano stati messi dentro un sacco di rapinatori di banca che non solo sarebbero usciti con l’indulto ma anche diventati subito attivi. Mi sa che servono altre prove.
Desidero soltanto segnalare in risposta all'articolo di Tito Boeri, l'interessante presa di posizione di Aldo Schiavone sul risultato delle recenti elezioni politiche, comparsa su "La Repubblica" di due giorni fa. Vi si richiama fra l'altra il pensiero di Zygmunt Bauman e la sua illustrazione delle ragioni delle penetrante percezione d'insicurezza che avvinghia le società contemporanee. Secondo Bauman laddove ogni illusione di stabilità offerta dalla realtà sociale viene a svanire l'ultimo baluardo in difesa della precarietà strutturale della società liquida è rappresentato dalla propria incolumità personale.La vita umana, in un quadro di liquefazione generale delle istituzioni sociali, appare cioè come l'unica realtà socialmente durevole. Questo attiva un meccanismo di vera e propria sublimazione di un disagio che ha origini e natura eminentemente sociali in paura per la propria incolumità fisica. Queste brevi considerazioni vorrebbero soltanto invitare a riflettere sulla forte divaricazione tra dato sociale del fenomeno criminale (obbiettivamente non rilevante) e la sua percezione psicologica come forte strumento di suggestione politica.
L'indulto ha avuto il pregio di aver unito quasi tutto il parlamento (e ciò si verifica solo quando si devono aggiornare i loro stipendi) e il difetto di essere una legge schifosa. Più che altro perchè i 3 anni di sconto si attuano anche a reati commessi dopo l'approvazione della legge. Qualsiasi persona commette un reato sa che tra condizionale e indulto già ha parecchi anni di carcere scontati.
La constatazione che mi pare emerga dall'articolo è che il contesto ed i comportamenti prevalenti nel paese hanno influenza rilevante sui comportamenti anche degli immigrati. Vero questo, la soluzione che abbia ad obiettivo solol'immigrazione o la repressione della criminalità commessa da immigrati piacerà forse a molti ma non risolve affatto la questione. Diffondere la legalità globale di tutti i cittadini è uno dei metodi più solidi, credibili ed efficaci per innescare processi virtuosi autoalimentati da cui anche gli immigrati sarebbero "contagiati". Il sistema prevenzione-repressione è, oggi, un potente ulteriore strumento che l'illegalità non la combatte e favorisce l'impunità di troppi. Intreventi di sistema quindi, incisivi e davvero innovativi. Ma tutto considerato non ho una gran fiducia per il dilemma che mi dilania dal 1994 e si è molto rafforzato negli anni successivi e fino ad oggi "quis custodiet custodes?