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IN MORTE DELL'ICI

di Gilberto Muraro, Categoria Fisco, / Istituzioni e Federalismo, Data 29.04.2008

L'abolizione dell'Ici è una vittoria dell'apparenza sulla sostanza. Proprio perché l'imposta riguarda l'80 per cento degli italiani, dovrebbe essere chiaro che gli stessi beneficiari dovranno pagare in altre forme quello che è presentato come un regalo. Il minor gettito dei comuni sarà compensato con trasferimenti dal centro. Ma mentre l'Ici si autoregola, un sussidio per definizione genera una domanda unanime di incremento. Tutto fa pensare che nella manovra su imposte nazionali per sostituirne una locale non ci sia alcun guadagno né di efficienza né di equità.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Eccoti castigato
    Nome: yllas  Data: 20.05.2008

    Mia moglie ed io abbiamo lavorato una vita per arrivare a comprarci una casa dove vivere e far vivere i nostri figli. E' stato il sogno e lo scopo di tutta la vita. Abbiamo rinunciato a tutto: vacanze, ristoranti, cinema, abiti, divertimenti per far fronte alle rate di mutuo (al 17% di interesse) che abbiamo dovuto accendere per comprare la casa dei nostri sogni. Abbiamo rischiato più volte di non riuscire a pagare le rate. Oggi, ormai anziani e pensionati, non pensiamo più a nostri conoscenti che, come le cicale, hanno vissuto allora una vita molto più comoda e allegra, senza tanti pensieri. Alcuni di loro oggi pagano l'affitto invece noi...anche (leggi ICI). Ci chiediamo a volte se sia valsa la pena fare tanti sacrifici, ma siamo contenti. Riteniamo solo che l'ICI sulla prima casa sia una tassa veramente iniqua perchè non tiene conto del reddito, ma del patrimonio che non sempre viene creato con espedienti o disonestà. La casa entro la quale uno vive non dà redditto, ma, anzi, costa per la necessaria manutenzione. L'ICI sulla casa nella quale si vive significa: "Non hai speso ciò che hai guadagnato in cose superflue? Eccoti castigato"

  • ICI, mito delle tasse aumentate per forza
    Nome: Boston Tea Party  Data: 13.05.2008

    Non condivido la tesi che l'abolizione dell ICI debba per forza portare ad un aumento di tasse locali. Non è previsto da una legge dello stato ne da una legge fisica che il Comune debba, ogni anno, ricevere tot Euro dalle imposte locali. E` invece probabile che i sinsaci si siano abituati a incassare una cifra alta, molto alta che poi spendono in modo discutibile comprendendo consulenze a compagni di partito, se fossero camerati non cambierebbe nulla, notti bianche e sottoscrizione di contratti di derivati a tutto favore delle banche. Se un anno un Comune dovesse incassare meno denaro si deve autoregolare e spendere meno .

  • In morte dell'ICI
    Nome: Flavio Bisson  Data: 11.05.2008

    L'espressione da voi usata "la vittoria dell'apparenza sulla sostanza" è molto appropriata, dato che la proposta di abolizione dell'ICI non è che un esempio evidentissimo del decadimento della nostra politica nell'arte di far finta di risolvere i problemi dei cittadini (non quelli della casta che trovano sempre soluzioni effettive). L'organizzazione sociale e pubblica in Italia è oggi di stampo prettamente feudale ed apprezzo i vostri contributi di informazione che, come in questo caso, contribuiscono ad una comprensione oggettiva dei problemi sui quali l'informazione prevalente scantona o tace. Sono un pensionato, proprietario della casa costruita con i proventi di un'intera vita di lavoro e non capisco per quale motivo, se abitassi in una casa non mia, dovrei invece continuare a finanziare con l'affitto il proprietario perchè paghi l'ICI. Cordialmente Flavio Bisson

  • Iniquo anche verso i Comuni
    Nome: AGOSTINO FRAU  Data: 05.05.2008

    La volontà di abolire l'ICI sulla prima casa è iniqua anche verso i Comuni, perché crea enormi disparità tra di loro. Infatti più un Comune ha finora tartassato i cittadini con questa imposta, applicando una aliquota alta, più lo Stato dovrà "rimborsare" a questo Comune!! Alla faccia del Comune virtuoso che invece è stato attento nelle spese ed ha finora applicato una aliquota bassa, che invece riceverà un "rimborso" inferiore dallo Stato! I Comuni virtuosi verranno penalizzati, mentre verranno premiati, con maggiori trasferimenti i Comuni che con una aliquota ICI elevata hanno vessato i cittadini ( e quindi speso molto e male). A meno che la compensazione dello Stato ai Comuni, con maggiori trasferimenti, sia proporzionato all’aliquota ed alle detrazioni applicate dal singolo Comune. Ma tutto ciò è estremamente complicato da gestire…. Va segnalato che l’ANCI, l’Associazione dei Comuni rifiuta l’idea del rimborso da parte dello Stato a mezzo della maggiorazione dei trasferimenti e chiede ” una delega per la riforma dell’imposizione immobiliare che valorizzi l’idea che l’immobile è la base imponibile vocazionale dei Comuni e che tale imposizione è uno dei tasselli fondamentali.

  • ICI e immobilismo
    Nome: Mario Sebastiani  Data: 04.05.2008

    Che nel panorama mondiale l'Italia presenti la quota di gran lunga più elevata di proprietari delle case in cui abitano è indubbiamente una buona cosa in termini di benessere. Assai meno in termini di efficienza, se consideriamo che questa anomalia è lo specchio di un'altra anomalia della nostra società: l'immobilismo. La mobilità geografica (e professionale, che ne rappresenta l'altra faccia) non fa parte delle nostre tradizioni e come le lumache aspiriamo a ritirarci nel nostro guscio. L'abolizione dell'ICI sulla prima casa asseconda questa inclinazione ed è profondamente iniqua, poichè avvantaggia i proprietari rispetto agli inquilini (che non hanno beneficio fiscale alcuno dall'affitto che pagano) e avvantaggia comparativamente di più i redditi più elevati. Non sarebbe meglio destinare gli introiti dell'ICI alla costruzione di case, più o meno popolari, da offrire in affitto a prezzi ragionevoli? Magari anche con il concorso di privati, secondo modelli di project finance (social housing) comuni all'estero?

  • Meglio abolire il Bollo auto.
    Nome: AGOSTINO FRAU  Data: 03.05.2008

    Se proprio il nuovo Governo intende realizzare quanto incautamente promesso in campagna elettorale, sarebbe auspicabile che assieme all'abolizione dell'ICI sulla prima casa, che pur non ritengo nè opportuna nè prioritaria, vengano approvate misure economiche ( detrazione dell'affitto o parte di esso dalla denuncia dei redditi) a sostegno di chi paga pesanti affitti, considerato che anche questi ultimi sono cittadini come gli altri. Demagogico per demagogico, perchè anzichè abolire una tassa comunale il nuovo Governo non elimina una tassa statale?? Berlusconi non ha promesso che avrebbe eliminato il "bollo" dell'auto? Allora lo tolga: sarebbe più semplice da realizzare ed accontenterebbe ancor più persone, comprese le tante che sono costrette ad usare l'automobile per andare ad lavorare, per carenza di mezzi pubblici. In questo modo accontenterebbe tutti: sia l'80% che possiede la prima casa, sia il restante 20% che paga affitto.

  • ICI rifinanziarla ma senza uscire dal territorio
    Nome: Stefano Remondini  Data: 02.05.2008

    Io sono dell'idea che compensare il minor gettito per le casse dei comuni con ulteriori trasferimenti statali sia un grave errore. E' indispensabile che sul territorio ci sia una maggiore responsabilizzazione in termini di gestione costi / ricavi. Solo attraverso questo principio si possono individuare economie e diseconomie e queste ricadrebbero a vantaggio o svantaggio dei cittadini del singolo comune i quali saprenno poi trane le conseguenze in sede elettorale. Se si vogliono responsabilizzare gli amministratori locali, bisogna dare ad essi gli strumenti per operare. E tanto più questi strumenti sono reperibili sul territorio del comune da essi amministrato quanto più facile sarà valutarne il livello di efficacia della loro amministrazione. Intendo quindi dire che l'abolizione dell'ici sulla prima casa deve essere compensata con la possibilià, ad esempio, di aumentare le aliquote sugli immobili non locati. O con qualche altro strumento impositivo ma sempre nell'ambito del medesimo comune. Dirò di più, sarei persino dell'idea di prevedere che la norma sia facoltativa per la prima casa, lasciando a ciascun comune la facoltà di mantenerla o abolirla.

  • Esenzione ICI prima casa.
    Nome: Alessandro Esposito  Data: 02.05.2008
    Tutti euforici per la promessa esenzione ICI sulla prima casa. Peccato che con l'ultima finanziaria del defunto governo di centro-sinistra già il 40% delle famiglie italiane proprietarie di appartamenti modesti risultino esonerati dal pagamento di questa imposta che, alla faccia del federalismo fiscale, viene considerata la più odiosa. Il beneficio come al solito andrà ai più abbienti, a coloro cioè che meno ne hanno bisogno.
  • ICI e affitti
    Nome: Pietro  Data: 02.05.2008

    Bell'articolo innnzitutto, andrebbe pubblicato sui giornali (se ci fosse, nella carta stampata, qualche giornalista con coraggio) Aggiungerei un particolare non indifferente: proprio perchè esiste un 20% di persone che non hanno la casa di proprietà ma sono in affitto, l'abolizone dell'ICI comporterebbe irrimediabilmente che anche questa fascia dovrebbe pagare una quota dell'ICI dei proprietari di case. essendo questi evidentemente a basso reddito oltre al danno avrebbero la beffa.

  • ICI e cecità
    Nome: Sergio Bisone  Data: 02.05.2008

    Sono assolutamente d'accordo con l'articolo. E' talmente palese che togliere ai comuni la possibilità di ricevere dei soldi in proporzione al patrimonio residente e, in una certa maniera, proporzionale ai servizi resi ... è demagogia pura e semplice, da rimaner stupiti che nessuno, ma proprio nessuno si chieda quale sia il rovescio della medaglia. La sinistra, come opposizione e come tradizione vicina ai lavoratori dipendenti, dovrebbe urlare a gran voce che questi sussidi peseranno solo sui redditi più bassi e più certi. La Lega, così "attenta" al federalismo, dovrebbe opporsi ad un regime fiscale che si allontana dal federalismo fiscale e torna alla concentrazione del denaro pubblico nelle mani di Roma. O sono ciechi loro ... o siamo ciechi noi a non vedere la ragione ultima di questo silenzio.