
Il ritiro dell'offerta di Air France su Alitalia pone problemi molto seri alla sopravvivenza della compagnia di bandiera. Ma è soprattutto un'ennesima dimostrazione di come nei confronti dei capitali esteri la nostra sia oramai diventata un'economia di rigetto più che di attrazione. Il caso, con le sue false verità, ricorda al mondo che per applicare un contratto contestato da noi ci vogliono 1.210 giorni contro 331 in Francia e che a ogni Finanziaria si modificano le regole fiscali. Gli investimenti torneranno solo quando le regole del mercato e di chi le governa saranno chiare e certe.
Mia nonna diceva: le bugie hanno le gambe corte. Sarà semplicistico ma è proprio così. Ma chi volete mai che compri mai un'azienda (che perde € 1000000 ) al giorno senza poter seriamente intaccare il potere di coloro ( in primis sindacati che al solito proteggono coloro hanno già un lavoro ) che hanno fatto andare a rotoli l'azienda? Solo qualcuno che ha altri interessi non strettamente economici. Vi pare che questa sarebbe una buona scelta? Rispondetevi da soli. Per parte come mia, come autentico liberista, ritengo Alitalia vada fatta fallire, visto che non è in grado di stare profittevolmente sul mercato. E' solo un'impresa che distrugge benessere per proteggere qualche migliaio di privilegiati. Stiamo pure tranquilli che, se il mercato aereo del nord italia è buono, verranno altre compagnie ad offrirci la possibilità di volare a costi più bassi e con migliori servizi. Purtroppo i liberisti in Italia, da sempre, sono quattro gatti e i nostri politici non sono leaders, vengono guidati dalle aspettative degli elettori per pessime che esse siano!
Vorrei soffermarmi su alcuni aspetti della questione Alitalia. da molte parti si è avanzata la questione della difesa della italianità nel risolvere il problema legato alla sopravvivenza della compagnia di bandiera alla faccia della globalizzazione, del libero mercato, della efficente allocazione delle risorse. Ciò che sorprende che questa difesa della italianità viene proprio da compagini politiche - quelle che hanno vinto le recenti elezioni - che si rifanno a parole alla libertà anche in campo economico. Si parla tanto di una convenienza nel difendere l'italianità della compagna, ma a fronte di tale convenienza quali sono i relativi costi per il contribuente? quanto è costato al detto contribuente rimandare in tutti questi anni la vendita dell'Alitalia e quanto gli costerà aver favorito la ritirata dell'Air France, per non parlare del rischio fallimento che comporterà costi sociali non indifferenti ? In che termini poi questi ultimi ulteriori costi a carico della collettività si ripercuoteranno sulla politica di riduzione delle tasse sbandierata ai quattro venti in questa campagna elettorale dai neovincitori?
Tutto vero (quasi). Però specificherei che la proposta francese conteneva condizioni davvero irricevibili come quella di un sostanziale congelamento del mercato del Nord (cioè del 62% del mercato italiano). Quel "mantenimento dei diritti di traffico in portafoglio ad Alitalia" significava: "nessuno si azzardi a far arrivare altre compagnie a servire quella domanda che Alitalia non serve più una volta trasferita a Fiumicino perché dal Nord si andrà a Parigi". E questo - soprattutto da un sito che sempre sottolinea l'importanza del mercato - deve essere messo in luce. Del resto l'Italia è l'unico paese in cui la compagnia non sia basata laddove esiste la maggiore concentrazione di domanda (la sola Milano vale il 33% del mercato) e l'unico paese con un aeroporto per campanile (100 contro i 30 della Francia). Queste condizioni - che definiscono il mercato - devono essere prese in considerazione. Cordiali saluti
L'autore afferma che "un doppio hub a Fiumicino e Malpensa non può funzionare". Con Alitalia non può funzionare, certo, ma non sembra che funzioni neanche l' hub single a Fiumicino. Chiuso quello di Malpensa, chiusi i voli per Cina e India, come mai Alitalia perde ancora soldi, raschia il fondo della cassa e ha bisogno di un prestito pubblico? Perché addossare le colpe a Malpensa era comoda propaganda per favorire gli interessi romani. Swiss ha un hub a Zurigo, la Svizzera ha 7.300.000 abitanti, meno della Lombardia, così come Austrian ha il suo a Vienna, l' Austria ha 8.200.000 abitanti. Perché l'Italia non può avere due hub, con 57.00.000 di abitanti e un traffico interno che in Svizzera e Austria non esiste. La Germania ha due hub, la Gran Bretagna e la Francia no, perché non hanno città in grado di rivaleggiare con le capitali. In tutto il mondo l'hub coincide con la sede del mercato finanziario, senza eccezioni, salvo Milano.
But seriously, the airline business has been extraordinary. It has eaten up capital over the past century like almost no other business because people seem to keep coming back to it and putting fresh money in. You've got huge fixed costs, you've got strong labor unions and you've got commodity pricing. That is not a great recipe for success. I have an 800 number now that I call if I get the urge to buy an airline stock. I call at two in the morning and I say: "My name is Warren and I'm an aeroholic." And then they talk me down.
Niente paura! Il bacino di voti e consenso verrà salvato, anche questa volta, ricorrendo a qualche manovra arrotolata analoga a quella con cui il precedente Governo B. ha salvato l'amato Calcio (finanziamento semi-occulto attraverso la RAI). Invece di vitello, prosciutto e formaggio: Alitalia, Aeroflot, Intesa-Sanpaolo. Per tenere tutto insieme: filo o stuzzicadenti?
Che Berusconi ha utilizzato l'Alitalia a scopi elettorali e che il Governo Prodi aveva ragione. Ora non possiamo altro che aspettare il fallimento e ringraziare il governo entrante. Complimenti!