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QUEL PROTEZIONISTA DI BARACK OBAMA *

di Willem Buiter, e Anne Sibert, Categoria Internazionali, / Concorrenza e Mercati, Data 21.04.2008

Il senatore dell'Illinois è autore di una proposta di legge, il Patriot Employer Act, che prevede tagli alle tasse delle imprese che si impegnano a mantenere la sede negli Stati Uniti, a non mutare il rapporto tra dipendenti in Usa e all'estero e a pagare un salario minimo più alto, oltre a prevedere contributi per fondi pensioni e assicurazione sanitaria. Sarà pure animata da buone intenzioni, ma è una proposta protezionista, reazionaria e inconsistente sotto il profilo economico. Se passerà, finirà per favorire alcune categorie di lavoratori a discapito di chi è davvero povero.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Protezionista?
    Nome: Francesco Arcarese  Data: 22.04.2008

    Leggendo il titolo credevo fosse un articolo in merito alle posizioni di Obama sul commercio estero; davvero non capisco il pechè dell'utilizzo del termine "protezionismo" in questo contesto (tra l'altro la maggior parte dei repubblicani sono libero-scambisti solo a parole e protezionisti nei fatti). In ogni caso non vedo cosa ci sia di scandaloso nell'inseguire il voto dei lavoratori organizzati, la politica è proprio pluralità di posizioni. Se tutti i politici la pensassero allo stesso modo su queste questioni davvero avrebbe poco senso andare a votare (problema dell'alto astensionsimo che interessa parecchio gli USA, quindi vivaddio che ci siano più posizioni contrapposte in questa campagna elettorale).

  • Obama
    Nome: Marino  Data: 22.04.2008

    Avevo già letto l'articolo sulla stampa americana. Nel merito alcune obiezioni sono giuste tecnicamente, ma leggere che in uno dei paesi più ricchi del mondo (e dove i manager beccano fior di soldi in buonuscite, stock options ecc. ecc., e dove la distribuzione del reddito è diventata sempre più sperequata) aumentare i salari dei lavoratori non qualificati di meno di un dollaro e mezzo l'ora non è possibile...bè, è raccapricciante. Oltretutto, va bene sganciare pensioni e assistenza sanitaria dalla posizione lavorativa, ma ciò implica un sistema più europeo e un maggior carico fiscale. Un bacio della morte per Obama. Politicamente, poi, se la sinistra liberale continua a sostenere acriticamente questa globalizzazione, i ceti popolari andranno appresso a Tremonti e ai suoi emuli americani, che sono molto peggio come populismo e nazionalismo. Ne conosco qualcuno su internet.