
La legge elettorale è incivile. Ma ci sono almeno tre motivi per votare comunque. Le liste bloccate danno molte informazioni sulle vere priorità dei partiti e su come interpretano il rinnovamento della classe politica: dalle quote rosa eluse al ringiovanimento spesso solo di facciata, mentre nella nuova Camera ci saranno almeno dodici deputati già condannati. Non è vero che i programmi dei due maggiori schieramenti sono uguali. L'unica cosa che hanno in comune è il fatto di essere libri dei sogni. E sulla legge elettorale, non tutti i partiti vogliono davvero cambiarla.
Cara redazione, che ammiro, stimo e seguo così tanto, ho letto il vostro articolo speranzoso di trovare una buona ragione per ritornare sui miei passi di andare in campagna anche sotto la pioggia pur di votare lorsignori! d'altronde, se l'Italia diventa un villaggio turistico per pensionati nostrani e banchieri inglesi, tanto vale godersi gli aspetti positivi... mi ritrovo invece la lista quasi esaustiva dei perchè non votare!
La legge elettorale è brutta.Ma condivido che le liste bloccate danno molte informazioni sulle vere priorità dei partiti. Sono dei veri biglietti da visita per gli elettori che vogliono prendersi la briga di andare a vedere chi sono i candidati proposti dai partiti. A questo punto il problema è degli elettori,se hanno voglia di impiegare tempo ed energie per conoscere meglio i candidati e quindi esprimere un voto consapevole.Secondo me uno dei motivi della grave situazione politica in cui ci troviamo è data dal fatto che molti onesti cittadini partecipano poco alla "politica attiva"delegando troppo ai partiti dai quali si aspettano molto,mentre spesso diventano proprio per questo scarso controllo popolare dei comitati d'affare se non di malaffare.Infine ricordiamo Giorgio Gaber : Libertà è partecipazione!
Ringrazio vivamente questa redazione tutta intera. State facendo un gran lavoro informativo ed anche formativo. Peccato che siete gli unici che hanno come intenzione reale quella di comunicare e non di pilotare il pensiero politico degli italiani. Spero vivamente che manteniate almeno voi le promesse che fate e che pertanto possa vedere con chiarezza ( prima del voto ) tutti i programmi ( come da voi indicato nell'articolo ) dei candidati premier. credo che questo tipo di informazione sia il primo vero atto della seconda repubblica che GARANTISCE LA PRESENZA DELLE MINORANZE. Come possono quest'ultime far nascere un nuovo pensiero politico se blasonate già dalla nascità? Come può fare un cittadino italiano ricco di idee ( che niente hanno a che fare con i soliti ignoti ) a poter emergere se gli si impedisce alla fonte l'informazione pubblica? Perchè e su quale principio paritario ed egualitario si sostiene che i partiti che hanno più iscritti debbono ( in sede di elezioni ) avere più spazio pubblicitario pubblico? Come si può promettere l'eguaglianza se già dall'inizio questa non viene garantita?
Ho trovato molto interessante l'opinione del dottor Sartori, soprattutto per chi, come me, era intenzionato ad annullare la scheda o a non andare a non votare http://www.corriere.it/editoriali/08_aprile_10/sartori_voto_sfiducia_costruttivo_ef0d7768-06bb-11dd-b573-00144f486ba6.shtml Suppongo che non sia il massimo per la stabilità del prossimo governo, ma mi sembra una buona alternativa all'astensione.
E ne spiego i motivi 1) Se anche 10 mlioni di Italiani non andassero a votare, i loro 900 e passa parlamentari se li ritroverebbero comunque seduti alle Camere. Preferisco avere qualcuno cui IO posso chiedere il conto perchè IO ce l'ho mandato. 2) Chi non vota non ha diritto di muguno, perché non ha contribuito in nessun modo al risultato su cui mugugnare. Preferisco continuare a esercitare il mio diritto. 3) Le facce nei partiti e dei partiti non sono affatto uguali (e grazie al blog per l'ottimo lavoro di informazione): ce ne sono parecchie spudoratamente impresentabili, specialmente concentrate in alcuni partiti, oltre tutto. Io il PD lo voto, non mi turo il naso: ne faccio parte attiva dalle primarie e questo partito ha la faccia MIA e di tanti come me. Se fossimo ancora più attivi (e lo saremo: ne abbiamo ritrovato la voglia e dipende da NOI) il PD assomiglierebbe ancora di più a noi, gente vera e non vipperia da TV. Pare che repubblica (=cosa di tutti) e democrazia (potere del popolo) significhino proprio questo. Mi fido...di me.
Vivendo all'estero, sono stupefatto della prevalenza, proprio in questo sito, di chi crede di fare cosa utile non votando, e chiedo loro: Vi e’ davvero indifferente se sarà un esponente del PD o del PdL a rappresentare l’Italia nelle sedi internazionali (UE, da cui dipende gran parte della legislazione italiana, ONU, OMC, NATO, etc.)? Qualunque segnale crediate di inviare non votando, credete francamente che venga percepito all’estero? L’esperienza dimostra il contrario: chi governerà, determinerà la posizione dell’Italia. E dato che e’ il quarto maggiore paese dell’Unione, avrà un peso considerevole, e plasmerà l’immagine dell’Italia all’estero. Vista da Bruxelles, Berlino, Londra, Parigi, la differenza tra i due schieramenti è abissale. Sono certo che il pubblico che frequenta questo sito abbia abbastanza competenza per apprezzarla, la memoria per ricordarsi una serie di episodi vergognosi, e quali personalità italiane abbiano invece riscosso un consenso bipartisan ai massimi livelli internazionali. Vi prego di riflettere ancora, magari con l’aiuto della stampa internazionale di qualsiasi colore politico. Ognuno è responsabile delle sue azioni, anche delle omissioni.
Mi sembra difficile concordare con Cosimo. E' vero: nonostante le critiche nei confronti della politica, lo scenario resta pressoché immutato. Ma tirare ancora una volta in ballo la legge elettorale non basta più. Le impressioni di una maggiore linearità nelle proposte illustrate agli elettori si sono rivelate in buona parte ingannevoli: al minor numero di simboli presenti sulla scheda si è infatti andata a sommare la grande incertezza dovuta al rischio di annullamento di molti voti. Il continuo richiamo a possibili brogli e le varie sparate quotidiane mantengono il clima avvelenato, rendendo la politica italiana molto distante da quella delle principali democrazie occidentali. Ciò nonostante concordo con lo spirito dell'invito rivolto dalla redazione della “voce”: votare bisogna. Come due anni fa la partita decisiva sarà quella che si gioca nel grande campo degli indecisi. E con l’aria che tira sarà dura, a destra e più che mai a sinistra, convincere molti elettori a recarsi alle urne, ancora una volta, “turandosi il naso”. All’aria quasi irrespirabile della politica italiana c’è il rischio che molti, questa volta, preferiscano quella più salubre dei nostri monti.
Penso che votare sia scegliere, e che gli argomenti per scegliere non manchino. Condivido il giudizio che la legge elettorale sia una porcata (e' l'unico punto su cui sono d'accordo con Calderoli, che di questa legge e' il padre degenere), ma non dimentico che l'ha voluta il governo di centro-destra per lasciare una polpetta avvelenata al centro-sinistra, e che il c-s in questi 20 mesi di governo ha elaborato diverse proposte di riforma che il c-d ha sempre rigettato. E comunque: Damiano non e' Maroni, Padoa Schioppa non e' Tremonti, D'Alema e' apprezzato nel mondo, Amato non ha sulla coscienza i manganelli di Bolzaneto, Veltroni non possiede televisioni ne' stallieri mafiosi, non farebbe mai le corna ai Ministri UE ne' darebbe del kapo' a Shultz...
Non è solo questione di inciviltà o di "suinità" dell'attuale legge elettorale. Si sovrappongono due problemi: il senso di frustrazione dato dal totale disinnesco dello spirito riformatrice degli anni '90 e la palese contraddittorietà delle attuali proposte politiche ("detassiamo gli straordinari!", "costruiamo case!", "detassiamo le case!") che non convincono né nello spiegare i problemi, né nel mostrare una soluzione. E' vero che non conviene rinunciare al voto: il mio voto sarà però leggero, cioè sceglierà tra molte proposte contraddittorie, quella meno rivoltante. Chi fa informazione deve però evidenziare le contraddizioni, almeno quelle evidenti, altrimenti finisce per permettere i politici di dire e promettere impunemente qualsiasi cosa.
Si parla tanto dell'importanza dell' innovazione per l'Italia restringendo però il termine quasi soltanto al campo della tecnologia, della produzione, dei servizi, dell'organizzazione privata e pubblica, del management e quant'altro. Ora siamo di fronte alla più grossa innovazione politica da decenni. Certo: possiamo decidere di non votare e volare alto, per tutte le ragioni dei precedenti commenti ed innumerevoli altre ancora. Personalmente penso, secondo un orientamento di etica della convinzione, che votare sia la scelta migliore. Per qualsiasi lista si voti, chiunque vinca. Poi occorrerà essere "vigili come il serpente", come questo stesso sito insegna.