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TRIONFO DELLA BUROCRAZIA

di Luigi Oliveri, Categoria Lavoro, Data 04.04.2008

Per garantire che la compilazione del modulo di dimissioni volontarie sia una libera scelta del lavoratore occorrono sistemi di indagine e strumenti che certifichino la provenienza del documento da chi lo compila. Come la firma digitale o l'intervento di un pubblico ufficiale. Ma il vero deterrente agli abusi nella gestione dei rapporti di lavoro sono i controlli. La vicenda della legge 188/2007 mosta che l'irrigidimento delle norme troppo spesso serve solo a esaltare le capacità elusive.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Dimissioni una norma da abrogare
    Nome: Tommaso Siracusano  Data: 04.04.2008

    La 2^ circolare nel giro di 20 giorni, per chiarire l'ovvio, ribadire il superfluo e non trovare una soluzione ad un problema, residuale e risolvibile da sempre attivando le azioni di tutela previste dal c.c. Nei casi in cui le dimissioni vengono rassegnate per errore o dolo nella formazione del consenso, ovvero, per effetto di un comportamento violento del datore di lavoro, diretto a coartare la volontà e la libera scelta del dimissionario sono annullabili. E lo sono ancora, a prescindere dalla forma, perchè nessuno garantisce che comportamenti illeciti non possano ancora avvenire tramite la coercizione del lavoratore a validare personalmente il modello, o anche di recarsi presso i soggetti abilitati. Tutto dipende dallo stato di soggezione del lavoratore, che potrebbe essere tale da indurre comunque, quest'ultimo a soccombere. L'unica cosa garantita, è un aggravio di costi, di adempimenti per i datori di lavoro su cui vengono ribaltati gli oneri della cessazione del rapporto di lavoro anche quando la volontà di recedere parte dal lavoratore. Un comma all'interno del primo provvedimento legislativo del nuovo Governo, che abroghi la norma, sarebbe il migliore inizio di legisla

  • Concordo in parte
    Nome: GIANLUCA COCCO  Data: 04.04.2008

    Da noi le buone cose arrivano sempre tardi e male. Il modello standardizzato di dimissioni è un buon primo passo sia per tutelare il lavoratore costretto a dimettersi sia per recuperare un po' di risorse erose dagli abusi dei datori di lavoro. Le 2 circolari del Ministero confermano però quanto siamo ridotti male in termini di analisi a priori degli impatti derivanti dalla introduzione di innovazioni di questo tipo. Quanto alla risoluzione consensuale e al suo probabile proliferare, penso che anche questa modalità di estinzione del rapporto di lavoro vada fatta passare per una sorta di certificazione pubblica che eviti l'utilizzo di una risoluzione consensuale in bianco. Quanto alla equazione calo delle dimissioni = elusione, se questa relazione non è suffragata dai dati (ad es incrociando i dati sugli occupati, disoccupati e inattivi) resta una semplice congettura. Pur concordando cone lei sulla necessarietà della firma digitale, penso, tuttavia, che l'utilizzo della password del lavoratore sia un rischio che ben pochi datori di lavoro saranno disposti a correre. Concordo con lei anche sulla necessarietà del potenziamento dei controlli, vero deterrente per ogni sanzione. Saluti.

  • meglio burocratizzare le dimissioni
    Nome: luca  Data: 04.04.2008

    Non vi è dubbio che la nuova procedura per dare le dimissioni sia laboriosa, ma se consideriamo le motivazioni ci troveremo tutti daccordo. Il fatto è che molti datori di lavoro sono dei simpatici delinquenti. Essi, infatti, specie al Sud Italia, quando fanno firmare la domanda di assunzione, contemporaneamente ti fanno firmare quella di licenziamento senza apporre la data. Più di un lavoratore, al sud principalmente, firma una busta paga per una cifra che non ha avuto mai per intero, perchè il restante va in nero nelle tasche dell'imprenditore. Se riceve invece tutto il salario, poi deve restituirne una parte in contanti. i datori di lavoro "più onesti" fanno contratti part-time e fanno lavorare sempre 8 ore al giorno. Pur di lavorare, il lavoratore subisce e non si può ribellare. Tutti lo sanno, ma nessuno denuncia! Adesso, almeno, si è fatto un primo passo avanti. Il prossimo è capire perchè i controlli in materia di lavoro sommerso al sud non portano i risultati sperati. Paradossalmente la Lombardia risulta la prima regione d'Italia per evasione contributiva: chi vive e lavora tra il sud ed il nord sa benssimo che è un'assurdità. Questa, ancora oggi, è l'Italia.

  • concordo: facciamolo sapere al ministero
    Nome: romano calvo  Data: 04.04.2008

    Concordo totalmente con quanto scritto ed essendo un addetto ai lavori potrei aggiungere ulteriori elementi per dimostrare la totale distanza tra le (buone) intenzioni ed i (pessimi) esiti che rivelano misure di questo tipo, partorite da incompetenti collocati nel Ministero del Lavoro e nonostante ciò super pagati. La loro mancanza di cultura tecnico amministrativa non può essere giustificata dal fatto di essere di sinistra o di destra.

  • Anche la burocrazia è uno dei poteri forti
    Nome: Silla Cellino  Data: 04.04.2008

    Anche la burocrazia è uno dei poteri forti che in questi ultimi anni hanno influenzato la nostra vita civile e politica e il potere burocratico è una delle espressioni di quella classe/casta informale che si è venuta consolidando e condiziona molte delle scelte governative, ma ha pesanti influenze anche agli effetti della vita civile. Il caso in questione è un aspetto particolare del burocratismo, che crede di risolvere i problemi con un decreto, una circolare, un modulo, una procedura, mentre continua l'inefficienza del sistema dei controlli, perché una sua ristrutturazione comporterebbe per l'intera macchina una rivoluzione che invece non si ha il coraggio di affrontare. Del resto lo si è già visto nel caso dei contratti a progetto, che si continua a demonizzare per circolari, ma senza dare attuazione alla legge con le commissioni di certificazione ed i codici di buone pratiche.

  • Trionfo della burocrazia - 04/04/08
    Nome: Guido Moretto  Data: 04.04.2008

    Che pasticcio! Tutto per risolvere un cosiddetto "problema", per guarire una supposta malattia. I datori di lavoro giustamente cercano ambiti di libertà contrattuale costantemente negati. L'unica vera soluzione è la sincerità contrattuale: assunzione solo a tempo indeterminato, senza altre complicazioni, con libertà di sciogliere il rapporto senza burocrazia e senza autorizzazioni, con semplice comunicazione.