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Commenti

LA RISPOSTA DI WALTER VELTRONI CANDIDATO DEL PARTITO DEMOCRATICO

Categoria Mezzogiorno, Data 25.03.2008
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Non i voti, ma le liste
    Nome: Paolo Cesario  Data: 02.04.2008

    Il problema di tutti i partiti è l'infiltrazione mafiosa: se un partito ha la possibilità di governare, è naturale che venga infiltrato da coloro che a tale gestione del potere vogliono partecipare. Il PCUS raccoglieva tutti coloro che ambivano al potere: dopo la caduta del muro quasi tutti hanno palesato ideologie diverse e ben lontane dal comunismo del giorno prima. Se chi vuole partecipare al potere è l'imprenditoria locale e la regione è storicamente di sinistra, l'imprenditoria (la cosa può essere positiva!) infiltra i partiti di sinistra (vedi il PCI e il PSI negli anni 80). Se chi vuole il potere è la mafia, infiltrerà i partiti di sinistra nei comuni dove governa la sinistra, quelli di destra dove governa la destra, tutti e due dove non c'è certezza sul vincitore. Occorre allora che esistano dei comitati di garanzia dei partiti che verifichino l'integrità morale dei candidati, possibilmente, comitati formati da persone che vengano da regioni lontane e possano avvalersi anche di mezzi quali investigazioni private, perchè purtroppo deve bastare il dubbio per l'esclusione.

  • Il "Sesto Puntino"
    Nome: Luciano Scalzo  Data: 02.04.2008

    Il sesto punto del programma , intreccio tra mafia e politica, deve diventare l'unico punto di rifrimento di una campagna antimafia. Invece, esso è quasi nascosto in semplice sesto punto. Gli altri punti del programma banalizzano il fenomeno a mera criminalità e sono intercambiali con la lotta alla prostituzione, alla droga, al riciclaggio ecc. La pulizia delle liste nazionali può diventare un operazione di facciata se non è accompagnata da concrete misure volte ad incidere in ambito locale ove i voti, uno ad uno, vengono contati ed indirizzati. Ed una volta indirizzati, evidentemente, influenzano le scelte legislative nazionali. Poichè lo strumento principale di indirizzo del voto è la gestione della spesa pubblica,in primis quella sanitaria, affidata ai partiti è in questa direzione che si deve incidere e fare disinfestazione. Una domanda: che senso ha sciogliere un comune per mafia se nello stesso comune permangono gli stessi dirigenti e funzionari che ubbudiscono ai soliti noti?. Saluti LS

  • E' facile parlare, in modo vago...
    Nome: FRANCESCO COSTANZO  Data: 02.04.2008

    Primo: gli strumenti legislativi possono essere potenziati al massimo, ma deve esserci qualcuno che controlla l’applicazione ed il rispetto della legge, e questo vale sia per la lotta alla mafia che per la pulizia e la sicurezza delle nostre città… dove sono finiti i poliziotti di quartiere? Secondo: il tutor per le imprese è soltanto un “impiegato” in più che guadagna con i soldi dei contribuenti. Per lottare contro la mafia non occorrono tutor, occorre un sostegno finanziario adeguato per non lasciare gli imprenditori nelle mani degli usurai, maggiore sicurezza e presenza delle istituzioni. Terzo: mi sembra una buona idea, dove li prende i soldi? Quarto: il numero dei magistrati può essere aumentato, la DIA potenziata, ma se i processi durano decenni come si lotta contro la mafia? Quinto: questo è un impegno che ha buone pSesto: il legame tra mafia e politica è determinato dall’incapacità dello Stato, che provoca continue situazioni di emergenza, con possibilità di guadagno per la criminalità organizzata (vedi raccolta rifiuti), sempre pronta a proporre ai politici la “soluzione dell’ultimo minuto”. Settimo: il clientelismo esiste pure nelle università, dove voi vorreste preparare i giovani a lottare contro il clientelismo… Ottavo: le imprese non vanno premiate perché assumono impiegati regolari, il lavoro è un diritto costituzionale!! Bisogna adottare politiche fiscali a sostenere le imprese ed i salari dei lavoratori… Nono: cominciate a ripulire Napoli… Decimo: anche questo punto, come il quinto, ha buone possibilità di essere realizzato, ci vuole solo qualche firma… Salutiossibilità di arrivare a compimento, perché occorre solo la disponibilità degli altri paesi.

  • sviluppo e organizzazioni criminali
    Nome: francesco  Data: 02.04.2008

    Probabilmente,come sostiene Roberto Saviano, le organizzazioni criminali sono la causa principale del lento sviluppo dell'Italia e del sud; perciò la lotta alle mafie è e deve essere l'impegno principale di qualsiasi governo. Penso che Veltroni non voglia lasciare tali propositi solo sulla carta in quanto in parecchie città anche del nord (vedi milano) ha parlato di lotta alle organizzazioni criminali e questo sta diventando uno degli argomenti principali della sua campagna (come ha già fatto la Borsellino in Sicilia ma senza successo). Staremo a vedere fatto sta che oggi le mafie sono gran parte dell'economia italiana dalla mozzarella di bufala agli appalti al cemento e l'Italia davvero non può permettersi di essere fermata da questi che alla fine non sono altro che facinorosi.

  • Avanti!
    Nome: carlo  Data: 02.04.2008
    Il primo punto mi sembra quello di dichiarare di non volere il voto mafioso.
  • Mafie
    Nome: ferdinando  Data: 02.04.2008

    Un segnale alla lotta alle mafie è la semplice estensione dell'obbligo del certificato antimafia per gli iscritti ai partiti e per gli eletti in parlamento, regioni, provincie e comuni. Bonificata la testa si può iniziare a legiferare e ad agire sul territorio.

  • Commento a impegno su mafie
    Nome: bruno grenci  Data: 02.04.2008

    Un provvedimento concreto e che darebbe immediati frutti sarebbe a mio avviso quello di applicare lo stesso principio che si vuole applicare agli extracomunitari, dell'onere di dimostrare il sostentamento, ai giovani che vivono in italia ma in particolare al sud. Se uno gira con autovetture di grossa cilindrata, non ha un lavoro, non ha una famiglia ricca, e si permette una vita agiata, deve darne conto e essere sottoposto a controlli? Perchè agli extracomunitari sì e agli italiani no? In altre parole fare in piccolo quello che La Torre ha fatto in grande con le indagini patrimoniali. Infatti il danno alla mafia fu così grave che La Torre venne assassinato. Se nessuno tocca o interviene su queste persone, si intacca la fiducia dei cittadini nello Stato perchè tutti vedono e sanno. E la stessa credibilità dello stato viene meno. Quando va "bene" quei soggetti sono picciotti di giornata, stipendiati che controllano il territorio pari pari e in tempo reale. Quando "va male" sono veri e propri esponenti di bande e clan. E nessuno interviene. cordiali saluti

  • Programma anti mafie del PD
    Nome: Graziano Saibene  Data: 01.04.2008

    Soddisfatto della decisa presa di posizione, spero che queste non restino solo parole pre-elettorali. Manca forse solo un'accenno alla copertura dei costi di implementazione di tutti i punti citati nella risposta di Veltroni. Ma penso che sia naturale utilizzare immediatamente le ricchezze ricavate dalle operazioni di confisca di tutti i beni di origine mafiosa, dai conti correnti, agli investimenti finanziari e immobiliari. E inoltre bisogna promuovere tutto ciò che può contribuire in modo intelligente a distruggere nella testa dei cittadini campani, pugliesi, calabresi, siciliani, ecc., le impressioni positive sulle "mafie" che derivano dalla loro tradizione culturale. La più efficace lotta alla mafia la devono fare quelli che la subiscono e, per ora, continuano ad accettarla.

  • E allora Crisafulli?
    Nome: Carlo  Data: 01.04.2008

    Come si conciliano queste parole con la candidatura di Crisafulli in Sicilia? Un personaggio che non sara' stato condannato ma e' stato filmato dalla polizia in compagnia del boss Bevilacqua? E come mai nella prima versione delle liste Lumia non c'era?

  • mezzogiorno
    Nome: fiele  Data: 01.04.2008

    Tutte queste misure a mio avviso vanno integrate con una seria politica infrastrutturale per il meridione, la vera scommessa per rimettere in moto l'economia di questa area del paese. Non è un caso che la presenza di organizzazioni malavitose è più radicata in aree in cui i tassi di occupazione sono bassi e la generalità dei servizi non risponde a criteri di normalità ed efficienza.Dirottare la fallimentare politica dei sussidi, che hanno allontanato la cultura del merito, verso investimenti infrastrutturali in un'ottica di non breve periodo (autostrade,ferrovie,ponte sullo stretto...) credo sia la vera scommessa poltica per il mezzogiorno. Combattere la ciminalità vuol dire innanzitutto favorire lo sviluppo economico, creare quelle condizioni di benessere, favorire meglio la mobilità delle persone, modernizzare un territorio affinchè l'intermediazione politico-clientelare non sià più quel "sotto welfare sociale" così ancora diffuso in certe zone del mezzogiorno. Finchè la politica non riserverà attenzione al gravissimo problema infrastrutturale del mezzogiorno (magari usando l'argomento mafia come deterrente alla loro fattibilità) sarà veramente difficile vincere questa battaglia.