
Sempre più insistenti in molti paesi i segnali di una ripresa inflazionistica. Con Stati Uniti e Fed accusati di soffiare sul fuoco. Ci sono almeno tre argomenti per ritenere che l'attuale fiammata sia potenzialmente pericolosa: rivendicazioni salariali, prezzi delle commodities, crisi finanziaria e reddito potenziale. In ogni caso, però, il ruolo che le banche centrali possono svolgere, nel bene e nel male, è fondamentale: per la loro capacità o imperizia nell'influenzare la relazione tra inflazione corrente e aspettative di inflazione.
L'inflazione, la crisi economica, la depressione, sono tutti sintomi di un sistema malato, dove chi la fa da padrone è il sistema bancario che decide lei stesso quanto deve guadagnare a spese nostre. Putroppo il giocattolo si sta rompendo e sono le stesse banche che ci hanno messo del loro, creando denaro dal nulla e facendo aumentare la massa di denaro in circolazione con conseguente scandaloso aumento dei prezzi ai livelli attuali. Volete cercare di capirne di più? E' molto semplice: cercate in internet la parola signoraggio bancario e scoprirete che intendo dire e sopratutto leggete una interessantissima lettura: "Euroschiavi e i segreti del signoraggio bancario" - Della Luna/Miclavez. Poi vi renderete conto che tutto quello detto in TV e sui giornali sono fesserie. Buona lettura!
Ritengo che oggi gli economisti debbano tenere la mente sveglia e libera più che mai per non farsi irretire da ricette che sembrano scolpite nella pietra. La questione degli aumenti salariali in italia deve essere sostenuta ed evidenziata non come il tentativo di re-instaurare automatismi tra salari e prezzi diffondendo second round effects, ma deve essere posta per quello che è: un'emergenza sociale. E' un'emergenza. Una emergenza, questo è chiaro a tutti o no? E' necessario almeno un adeguamento lump-sum verso l'alto dei salari che restituisca potere d'acquisto. Gli effetti sulla dinamica dei prezzi di un aumento in somma fissa dei salari dovrebbe essere temporaneo. E' questo, il punto su cui gli economisti che tengono al paese devono sottolineare: non ritengo che sia il momento di assopirsi su frasi preconfezionate che non hanno applicabilità universale. Bene gli agganci alla produttività, ma prima si risolva la questione dei livelli.
grazie del suo commento. Per abbandonare una ricetta "scritta nella pietra" bisognerebbe prima averne un'altra, possibilmente altrettanto fondata, seppur diversa. E la ricetta di aumentare i salari tout court, indipendentemente dalla produttività, ha una sola conseguenza: maggiore inflazione.
Credo che sia arduo per tutti scommettere se sia più grave l'inflazione o la recessione, ma sicuramente, saremo costretti ad una riduzione dei tassi sulla scia Americana, per cui spinta sui prezzi. Questo perchè tra due fuochi, America da un lato e Cina e India dall'altro. In tale situazione per non ridurre i consumi interni è benefico a tutti ridurre la spesa pubblica, corrente ed alleggerire in modo sostanzioso le imposte. Mi pare che gli esperti si concentrano troppo sul rischio inflazione e ciò potrebbe essere giusto per un'europa efficiente ma per l'italia la ricetta è una sola: meno sprechi e privilegi, recupero del denaro dalla miriade di prebende, ivi comprese le pensioni d'oro e politiche fiscali premianti e non "dittatoriali" come quelle attuali fondanti su presunzioni di presunzioni. Certo siamo in europa ma dobbiamo continuare a tenere presente i problemi "Italici" che sono molto diversi dagli altri paesi europei più evoluti.