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QUANDO SI FERMERA' IL PREZZO DEL PETROLIO

di Marzio Galeotti, Categoria Energia e Ambiente, Data 17.03.2008

Il greggio sfonda quota 110 dollari al barile e tutti tornano a chiedersi fin dove si arriverà. Attività speculativa, continua crescita della domanda, in particolare della Cina, e interesse dei paesi produttori a compensare la svalutazione della valuta americana sono tutti fattori che contribuiscono a mantenere alto il prezzo del petrolio. Le cose però potrebbero cambiare. Per due motivi: una recessione americana più profonda di quanto appaia e una presa di coscienza collettiva dell’insostenibilità dell’attuale modello di sviluppo cinese.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Picco del petrolio
    Nome: Matteo Civiero  Data: 18.03.2008

    Io sono portato molto di più a credere a forti difficoltà dell'offerta ad adeguarsi alla domanda, per i già citati mancati investimenti nel passato, per aver sfruttato dapprima i giacimenti più vicini di petrolio facilmente raffinabile, per il fatto che essendo il petrolio una risorsa non rinnovabile, conviene abbassarne il tasso di estrazione causando continui rialzi di prezzo. Per me la speculazione pesa in misura minore, mentre la crisi finanziaria potrebbe accentuare ancora di più il rallentamento dell'offerta, secondo il modello di Hotelling ("The Economics of Exhaustible Resources", 1931).

  • Prezzo barile
    Nome: Riccardo Gallottini  Data: 17.03.2008

    Che la speculazione sia la prima causa del prezzo alto del barile basta guardare i dati relativi al costo medio industriale per unità che è 5 volte rispetto al prezzo contrattato. Massa dei contratti poi che chiaramente più elevata rispetto alla prima contrattazione borsistica di giornata. Insomma, la speculazione e la continua contrattazione portano i prezzi a quelli attuali. A mio parere la situazione è ancora sostenibile nel medio periodo. L'offerta non calerà, e la domanda continuerà a crescere ma in maniera regolare, come da previsioni. I fondamentali del mercato quindi non riescono a pieno a spiegare i prezzi attuali. Prezzi che difficilmente caleranno " per una presa di coscienza" sull'impatto ambientale. Al prezzo finale infatti nel breve periodo i carburanti sono difficilmente sostituibili. Forse nel lungo ( vedi etanolo o biomasse), ma attualmente secondo me dovremo ancora assistere a picchi di prezzo del petrolio. Il Signor. Galeotti sottolinea come la svalutazione del dollaro sia importante per il prezzo al barile. L'autore non pensa che nemmeno all'OPEC conviene avere prezzi troppo elevati?Se dovessero scegliere non rimarrebbero sui 95-100 $ a barile?

  • Prezzo petrolio
    Nome: Michele Del Monaco  Data: 17.03.2008

    Mentre sono d'accordo che una profonda recessione maericana potrebbe portare ad un affievolimento della speculazione e quindi ad un rallentamento dei prezzi, ho più di un dubbio che ciò possa essere causato da una presa di coscienza ambientale collettiva riguardo la Cina. Mi sembra però che l'articolo insinui una falsa speranza che questi prezzi siano tutto sommato "distorti" e che prima o poi si ritornerà ai 20 $ di qualche anno fa, ignorando due fattori fondamentali che sono: la mancanza di nuove scoperte e quindi l'impossibilità dei paesi produttori di aumentare le erogazioni, e dall'altro lato l'inesistenza (o la scarsissima efficacia delle energie alternative). Questi due fattori, uniti al fatto che cinesi ed indiani stanno incominciare a consumare molto più petrolio che in passato, spingono i prezzi inesorabilmente verso l'alto. Personalmente mi sarei fatto un'altra domanda, e cioè: quando vedremo il greggio a 200 €? e cosa succederà a quel livello di prezzo? Sul fatto che il prezzo torni indietro, non ho molti dubbi. Anche perchè l'Opec ha visto che a questi prezzi le economie reggono, chi glielo fa fare di inondare il mondo di petrolio per far scendere i prezzi? Saluti

  • Prezzo del diesel
    Nome: Francesco Donnarumma  Data: 17.03.2008

    Per sapere, in percentuale, quanto gasolio si ricava da una tonnellata di greggio basta prendere un libro di tecnologia di seconda media. Si scoprirà che la percentuale di gasolio ricavata è di molto superiore a quella della benzina. In ossequio alla elementare legge della domanda e dell'offerta, che regola in massima parte il prezzo del petrolio, ci dovrebbe essere una differenza di prezzo tra i due tipi di carburante pari alla differente percentuale di produzione. Alla luce di queste elementari considerazioni, se ne deduce che il prezzo del gasolio è gravato oltre misura da un abnorme carico speculativo che va in ogni sede denunciato. Gli utenti non possono più tollerarlo!