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PROVE TECNICHE DI GRANDE COALIZIONE

di Tito Boeri, Categoria Istituzioni e Federalismo, / Conti Pubblici, Data 26.02.2008

Il decreto milleproroghe approvato in fretta e furia dalla Camera è un esempio tangibile di cosa accade quando in Parlamento non c'è una forte opposizione. Estende nel tempo normative in scadenza, ripristina leggi già abrogate e prevede eccezioni ad personam. Nel silenzio totale si sono scientemente smantellati i pochi elementi strutturali di controllo della spesa introdotti nella passata legislatura. Una classe dirigente preoccupata della propria rielezione non avrebbe ceduto alle pressioni dei piccoli centri di potere. Ma in aprile si vota con liste bloccate.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Indulto statistico
    Nome: Franco Bortolotti  Data: 27.02.2008

    Mi sembra interessante (sopratutto per chi per lavoro ha molto a che fare con le statistiche Istat) il cosiddetto "indulto statistico" che sostanzialmente -per quel che ho capito- elimina l'obbligo di sanzionare le non risposte delle imprese alle indagini dell'Istat (notizie in merito da: http://www.usirdbricerca.it/documenti/Istat/INTERVENTO_ONOREVOLE_CARTA.pdf

  • Grande coalizione uguale grande sfascio...
    Nome: Luca Melindo  Data: 27.02.2008
    Si fa un gran parlare di elezioni dominate da un vento nuovo che ci si dimentica di come nessuno dei due schieramneti abbia manifestato un concreto desiderio di rottura con il passato: alla prima occasione (e con lo spettro del referendum) crisi di governo e corsa alle elezioni con il Porcellum, sistema criticato in pubblico ma adorato dalle segreterie dei partiti. Permette infatti di governare male con la scusa della mancanza di una maggioranza solida (ricordate i "mitici" anni '80 della Milano da bere e del debito pubblico alle stelle?) e permette di scegliere i parlamentari senza dare la possibilità non solo di scelta agli elettori ma anche ai cittadini comuni di proporsi. Prova lampante la candidatura di Marianna Madia quale capolista del Pd nel Lazio: una perfetta raccomandata alla faccia dei proclami di Veltroni. Per non parlare dell'operaio Thyssen che sarà eletto in Piemonte: proprio non sentivamo la mancanza dell'ennesimo politico inadeguato. E dire che sono di sinistra....
  • anche le banche popolari hanno avuto la loro proroga
    Nome: dylan70  Data: 27.02.2008
    E che dire dell'articolo 28-bis, che proroga di un anno il termine di alienazione delle azioni possedute in eccesso al limite massimo (0,5% per cento del capitale, in base all'art. 30.2 del testo unico bancario)? Dopo avere affossato la riforma Benvenuto, la lobby delle popolari riesce a ottenere un altro importante favore: infatti, ove scadessero i termini, qualche azionista che si trova in situazioni contra legem sarebbe costretto a vendere pacchetti azionari ingenti. Se è vero che a giustificazione della proroghetta si potrebbero invocare le possibili ripecussioni di borsa per le banche popolari quotate, c'è il sospetto che il favore sia diretto, in realtà, alle varie categorie di azionisti (tra cui le fondazioni bancarie, altri investitori istituzionali, raider finanziari), che vengono in tal modo protetti da perdite immediate e potranno giovarsi di futuri rialzi di borsa. Più in generale, un aspetto che lascia perplessi in tutta la vicenda del milleproroghe è l'assoluto disprezzo dei regolamenti parlamentari, che satbiliscono criteri restrittivi di ammissione degli emendamenti in sede di conversione dei decreti-legge.
  • La casta che si perpetua
    Nome: mario maceroni  Data: 27.02.2008

    Che dire dell'articolo 16 bis? Il PD, partito che si autodefinisce "nuovo", ha votato alla Camera il menzionato emendamento al decreto cosiddetto "milleproroghe" che sottrae le s.p.a. controllate dagli enti locali alla sacrosanta giurisdizione della Corte dei conti affidandola unicamente al giudice civile. Sono sicuro di essere tacciato (dalla casta) di qualunquismo sostenendo che la casta tende a perpetuarsi i privilegi, anche quello della irresponsabiltà nell'uso delle risorse pubbliche.

  • Corte dei conti
    Nome: alessandro spanu  Data: 27.02.2008
    L'ottimo Maceroni mi ha preceduto. Aggiungo:la decisione di sottrarre le società quotate in borsa (ma controllate da enti pubblici) alla giurisdizione della Corte dei conti meriterebbe un approfondimento. La sensazione è "la casta" voglia mani libere per utilizzare queste società formalmente private ma sostanzialmente pubbliche come strumento clientelare.
  • TORNARE AL PASSATO? YES WE CAN
    Nome: Nicola  Data: 27.02.2008

    Spiegare il mondo dell’università a chi non ne fa parte è una cosa difficile, soprattutto perché l’immagine di comodo che spesso emerge dalla stampa d’opinione è solo quella di un mondo deteriorato nei valori dove impera la baronia dei grandi professori mentre il merito è raramente preso in considerazione. In realtà l’Università è lo specchio della nostra società dove coesistono realtà molto diverse. E’ tuttavia innegabile che si tratti di un sistema che abbisogna, come il nostro sventurato paese, di una rivoluzione copernicana che scardini le attuali dinamiche di accesso e progressione aprendo ad una vera valutazione del merito. Purtroppo, in questi ultimi mesi sembrava dovesse iniziare un primo timido cambiamento, ma in realtà non è cambiato nulla. Abbiamo assistito ad un finto reclutamento straordinario dei ricercatori, ad un’immotivata esclusione dalle stabilizzazioni dei precari, ad uno sblocco dei concorsi da ordinario ed associato con addirittura il ritorno alla doppia idoneità e, dulcis in fundo, alla prima interruzione per legge nella storia dei concorsi da ricercatore. In più occasioni il comportamento del Ministero dell’Università ha lasciato esterrefatti per approssimazione.

  • Favori nel decreto. Costi della politica
    Nome: Giorgio Desogus  Data: 26.02.2008

    L'articolo 42 bis a proposioto delle Circoscrizioni nei Comuni tra 30000 e 100000 abitanti, rinvia lo sciolgimento dei Consigli alle prime elezioni amministrative di quel Comune. Presidenti e consiglieri di Circoscrzione, di oltre settanta Comuni, tirano un sospiro di sollievo. Ma ciò crea un buco di bilancio. le somme risparmiate, infatti, erano già state quantificate e destinate dalla legge finanziaria!