
Ridurre la pressione fiscale è una necessità per l'economia italiana. Ma è possibile farlo senza sperperare i risultati sui conti pubblici ottenuti negli ultimi due anni e anzi consolidando definitivamente la politica di risanamento? Se congeliamo la spesa pubblica in termini reali ai livelli attuali si liberano risorse sufficienti per portare il bilancio in pareggio e nello stesso tempo finanziare un calo delle imposte. E il governo potrebbe favorire il miglioramento della contrattazione nel settore privato, legando salari a produttività in quello pubblico.
Piccolo elenco circa il taglio dei costi della politica: eliminazione di “tutte” le province, accorpamento di “tutti” i piccoli comuni, eliminazione di “tutte” le comunità montane e dei vari consorzi di bonifica, privatizzare veramente le società municipalizzate (sopprimendo i costi ovviamente), etc etc…(mi chiedo e la gente si chiede: perché le loro problematiche non possono essere seguite e gestite dalle moltitudini di enti e dipendenti statali?),
Salve,
condivido appieno, però c'è un aspetto da affrontare: il continuo rinvio, nelle contrattazioni con i sindacati, delle questioni sul turn over e incentivi alla produttività nell'impiego pubblico; forse perché sia i sindacati sia i politici "di mestiere" non vogliono inimicarsi tre milioni di potenziali elettori?
Le ricette suggerite da Boeri e Guiso sono condivisibili, però penso che gli obbiettivi sarebbero più facilmente raggiungibili se si facesse una seria lotta all'evasione, non solo per il recupero dell'entrate (imposte che spetterebbe pagare) ma anche per una maggiore equità distributiva; in questo modo la spesa (razionalizzata) della pubbica amministrazione viene coperta dal recupero fiscale ma diminuendo la pressione fiscale. Quando si parla di diminuzione delle imposte insieme alla diminuzione della spesa pubblica in questa uguaglianza non bisogna assolutamente dimenticare quella grande parte di entrate che viene evasa. In questo Paese bisogna anche ristabilire una distribuzione più equa del reddito e questo passa anche attraverso il recupero dell'evasione (= rispetto della legalità).
E' fuori dubbio che una riduzione significativa della pressione fiscale sostenibile e strutturale passi per una proporzionale contrazione della spesa pubblica improduttiva. E dire che vi sarebbe solo l'imbarazzo della scelta. Ma su questo - al di là di scelte poco incisive, al più propagandistiche - non si è voluto andare. Su questo mi pare che l'inizio della competizione elettorale sia evasiva: tutto si riduce in bei propositi che costano parecchio, quando invece sarebbe più giusto ed onesto andare ben oltre il "mantra" della lotta all'evasione fiscale. Circa i tesoretti (aspettiamo cosa accadrà dopo l'evoluzione del PIL nei prossimi mesi) io sarei del parere di destinare "solo" un terzo alla riduzione delle tasse ed il resto all'abbattimento del debito. Osservando poi l'andamento della tassazione a livello non centrale mi fanno paura queste promesse di forti riduzioni fiscali, senza contare che i reditti bassissimi non ne avrebbero bisogno, in quanto non beneficiari del calo delle aliquote.
Quasi tutti i politici che vedo in televisione insistono nel legare un eventuale aumento del salario all'aumento della produttività. Che vogliono farci intendere? L'operaio alla catena di montaggio dovrà andare più veloce? Ma la produttività è il rapporto tra prodotto e l'insieme dei fattori di produzione che hanno concordo a produrlo. Non dipende solo dalla manodopera, anzi, al giorno d'oggi (non siamo nell'antichità) non dipende proprio dalla manodopera! Inoltre per detassare i salari bisogna far pagare le tasse a chi non le paga (quasi il 40% in Italia!). Con una riforma fiscale con deduzioni, sul modello anglosassone: 10% - 22% e 40% del reddito. Mica una tragedia! Ma perchè nessuno lo dice? Bisogna far capire all'idraulico & company che vivere bene, non pagando tasse, in una casa rurale ristrutturata, con piscina, un paio di suv e viziare i figli non fa bene ai figli e nemmeno ai nipoti: che cavolo faranno loro da grandi? Gli idraulici? Non credo! Che cavolo di società troveranno? E' molto molto facile che l'idraulico & company vivano bene adesso ma togliendo il futuro ai loro stessi figli e nipoti!
Concordo con le ipotesi descritte. Sono però convinto che troppo spesso le parti sociali ostentino pregiudizi senza "entrare nel merito" delle proposte. E dubito che non di rado sia anche per incapacità di entrare in questo merito. Superare questo ostacolo permetterebbe di perseguire obiettivi che per la collettività hanno una prospettiva più stabile nel tempo. Spero vivamente che l'Italia non sia costretta a vivere l'ennesima inversione di tendenza che porti alla situazione dei conti pubblici di due anni fa...
Sarebbe meraviglioso leggere proposte precise e concrete su come misurare la produttività individuale nella pa. ci sono alcuni nodi, ad esempio come si risolve il problema: della discrezionalità dei funzionari addetti e la loro capacità e trasparenza; quello della cattiva organizzazione che è alla base di buona parte delle demotivazioni; delle risorse: come e in che misura si premia l'impegno, e come si punisce in conseguente "rosicamento" degli esclusi.
Anche per questo argomento come per la lotta all'evasione si generalizza troppo. Si è tentati di commettere a mio avviso l'errore che commetono i nostri politici. Errori determinati dalla paura, dalla mancanza di "slancio" in avanti. Il problema non è legato all'amontare della spesa pubblica ma come per la lotta all'evasione "seria" dalla qualità della stessa, oltre che dell'elevata percentuale di speco di denaro che ne viene fatto. Manca a livello nazionale una sorta di programma condiviso di recupero di spesa pubblica per livello di inefficienze. Mi chiedo a cosa serve ad esempio stanziare più soldi per l'istruzione se si mantengono al loro posto insegnanti dequalificati che non hanno l'autorevolezza per rispondere ad un alunno che li manda a quel paese. Come possono altrimenti fare se poi c'è un Tar che da ragione alla famiglia solidale col pargolo maleducato !? Mi chiedo a cosa serve dare più soldi alle strutture sanitarie del mezzogiorno che invece che pensare ad investire bene il denaro si preoccupano di non "pestare" i piedi al politico di turno costringendo i malati ad emigrare per curarsi. Forse che lasciando l'attuale sistema di spesa questi problemi spariscono.!?
Si possono ridurre le tasse nel modo seguente: -riduzione del 50% dei politici e relative strutture; -riduzione del 20% dei loro compensi; -abolizione delle Provincie; -forte controllo dei prezzi al consumo cercando di incentivare i produttori agricoli che vendono direttamente al consumatore; -diminuire la tassazione degli immobili(spropositata); -ridurre il vitalizio del presidente della Repubblica -ridurre fortemente i compensi dei managers pubblici a seconda del risultato ottenuto; -limitare l'importo dei compensi dei consulenti dei ministeri; -eliminazione degli enti inutili; -eliminare i privilegi dei politici; -eliminare le spese parassitarie; -controllo spesa degli ospedali; -formare un Comitato di controllo sulle spese affidato a persone esperte e non schierate politicamente.