
Secondo i sondaggi ben il 58 per cento degli italiani è insoddisfatto dei rappresentanti politici. E tutti a parole in questi primi scampoli di campagna elettorale dicono di voler cambiare. Tre criteri per capire se lo faranno sul serio: sono favorevoli a un sistema maggioritario a due turni, a tenere primarie a livello locale nella selezione dei candidati e a estendere il diritto di voto ai sedicenni sia alla Camera che al Senato?
secondo me posta in questi termini la proposta non è efficace. il problema sono le barriere all'entrata nel "mercato elettorale", barriere poste dalle segreterie di partito. alla luce di ciò, i punti 1) e 3) sono del tutto superflui. si può avere ricambio della classe dirigente anche se non votano i 16-enni e anche se non ci sono i collegi uninominali. il punto 2) serve. ma non facciamoci illusioni. in Italia è al momento impossibile avere le primarie. le primarie hanno senso se c'è tanto tempo per organizzarle e svolgerle. in Italia i Governi cadono all'improvviso, non c'è certezza sulla durata della legislatura. le primarie vanno bene se cambiando la Costituzione riuscimo ad "imporre" una durata fissa del mandato elettivo (tipo presidenzialismo all'americana). altrimenti dobbiamo escogitare altro.
Ottime idee, tutte e tre. Sottolinerei inoltre l'importanza di integrare queste proposte con l'obbligo di incandidabilità per quegli esponenti politici che vantassero precedenti penali di ogni tipo. Questa mossa porterebbe un surplus di credibilità alle istituzioni democratiche che sono l'unica ancora di salvezza in questo paese. Dove non c'è democrazia c'è dittatura.
Di solito non mi convincono le teorie dei due tempi. Ma faccio una eccezione per la proposta del voto ai sedicenni: basta un viaggio in autobus nell'ora dell'uscita dalle scuole per convincermi che prima di farli votare dovrebbe esserci una svolta significativa nell'efficacia dell'educazione culturale e comportamentale negli ambiti scalastico e familiare. Si obietterà che adulti maleducati e orgogliosi della propria ignoranza non mancano. Vero, ma lì non ci si può fare niente, se non sperare in un progresso della politica.
Felicitazioni! Tre idee alle quali anche chi si dice nauseato da tutto (e sono tanti!), replica con un interesse che dimostra il contrario! Che spreco! Un Paese così, gente così bella, in mano a chi non sa che farne, e anzi la teme a tal punto che ad ogni minino rischio di perderne il ferreo controllo astutamente acquisito nel tempo, fa scattare immediati terremoti politici, istituzionali e peggio.. Conta solo durare (Ornaghi, 2003). Qualcuno l'aveva capito che si era andati un po' troppo oltre e ha provato ad agire. E la trappola è scattata, inesorabile: il Governo è caduto e il tentativo Marini è subito andato sullo scaffale già occupato da quello di Maccanico. Eppure... Osserva acutamente uno dei commenti, che se l'astensione fosse di massa... Ebbene:, se la discussione sulle riforme è sospesa, perché non sfidare i candiati a dichiarare ORA cosa propongono in materia? Aggiungendo che se almeno una delle proposte non ci piacerà, non voteremo! Qualunquismo? Tutt'altro: il tentativo di delegittimare una nomenklatura autovotatasi all'eternità contrabbandando per consenso la stanca adesione ad un'interminabile serie di liste bloccate. Poi si vedrà. Ma io ci spero, stavolta.
Non sono un giovanilista ma dare il voto ai sedicenni oltre a quanto avete scritto comporta governare senza poter più scaricare su di loro i costi del malgoverno, quindi ottimo. Le primarie non hanno un potere salvifico ma l'uninominale doppio turno è altrettanto ottima cosa (e non ha i guasti dell'attivismo degli eletti col proporzionale prima repubblica). Ma nonostante il vostro invito a malincuore non andrò comunque a votare: almeno il giorno dopo di fronte all'inevitabile disastro non mi colpevolizzerò per averli oltretutto votati. Consolazione magra ma questo è quel che stavolta passa il convento
E perché andare a votare? Ho 24 anni e la mia decisione è puramente ininfluente. Col premio di maggiornaza attualmente vigente, infatti, chi prende più voti ha il 55% alla camera. In merito all'articolo l'insoddisfazione nasce dal fatto che in Parlamento c'è gente (quasi tutta) senza uno straccio di cultura, senatori col solo attestato di scuola media, pin-up di comprovata esperienza, ministri messi lì solo per il numero di voti o i soldi che portano: un laureato in filosofia alla giustizia, sempre laureato in filosofia allo sviluppo economico, un avvocato all'ambiente, sempre una filosofa (vanno per la maggiore in politica gli aderenti a quella scienza senza la quale o con la quale si rimane tali e quali) alla salute. Nella passata legislatura un ingegnere alla giustizia, un giornalista alla salute, attricette e ballerine dappertutto. Che schifo!
Nutro dubbi che il sistema democratico tradizionalmente inteso sia quello che meglio si addice al governo di questo paese. La apertamente dichiarata impotenza di imporre scelte ed un preciso indirizzo politico da parte di chi venga eletto al governo, chiunque esso sia, poichè di fatto privo del potere di incidere minimamente sulle dinamiche macroeconomiche dell'economia mondiale, che vengono solo subite, con il conseguente svuotamento del significato di rappresentatività, non fa che spingere le singole persone verso tre vocazioni tipicamente italiane, ovvero il familismo il territorialismo ed il corporativismo, che però sono incompatibili col mondo moderno e destinate a soccombere. Il circolo vizioso che si innesta è pericoloso.
E perché andare a votare? Ho 24 anni e la mia decisione è puramente ininfluente. Col premio di maggioranza attualmente vigente, infatti, chi prende più voti ha il 55% alla camera. In merito all'articolo l'insoddisfazione nasce dal fatto che in Parlamento c'è gente (quasi tutta) senza uno straccio di cultura, senatori col solo attestato di scuola media, pin-up di comprovata esperienza, ministri messi lì solo per il numero di voti o i soldi che portano: un laureato in filosofia alla giustizia, sempre laureato in filosofia allo sviluppo economico, un avvocato all'ambiente, sempre una filosofa (vanno per la maggiore in politica gli aderenti a quella scienza senza la quale o con la quale si rimane tali e quali) alla salute. Nella passata legislatura un ingegnere alla giustizia, un giornalista alla salute,attricette e ballerine dappertutto. Che schifo!
Mentre si incensa la coraggiosa scelta veltroniana e le sue conseguenze sul piano del quadro generale, il PD su base locale dribbla le primarie ogni volta che può. Qui in Toscana si parla di "primariette" per i candidati alle politiche, ma per i candidati alle amministrative si è instaurato un bel filtro (elezione di un comitato di elettori - per un candidato sindaco, neanche fosse il presidente degli USA). E nelle dichiarazioni di intenti, per ora non ancora dettagliate, dei possibili candidati sindaci brillano per la loro assenza tutti gli argomenti correlati alle pesanti strutture di potere locali: politica di spesa (e quindi imposizione fiscale), politica dei servizi (e quindi ATO, e aziende che gestiscono acqua e rifiuti). E tutto questo mentre le prime class action nella regione riguardano proprio questi ultimi soggetti, e i prezzi dei servizi lievitano di mese in mese. Forse se per le ammistrative si presenta una "lista Grillo" la voterò, ma per il resto, anche turandomi il naso, sono in serio imbarazzo.
... Almeno tenuto conto del "senza vincolo di mandato" che la nostra costituzione (art. 67) prevede. E' anche quello un modo per venire eletti con una lista (e sulla base di idee e programmi) e poi cambiare casacca a seconda delle proprie convenienze. E' successo con il proporzionale della prima repubblica, è successo con il mattarellum, ed è successo con il calderolum. Se cambiando legge elettorale la governabilità è rimasta la stessa, forse c'è qualcos'altro. Le primarie possono essere una strada, ma secondo me non basta.