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ANCORA AL VOTO CON LE QUOTE GRIGIE

di Paolo Balduzzi, e Alessandro Rosina, Categoria Istituzioni e Federalismo, Data 04.02.2008

Le attuali norme elettorali prevedono i vincoli costituzionali di 25 e 40 anni per poter essere eletti rispettivamente alla Camera e al Senato, e di 25 anni per poter votare al Senato. Grazie alle dinamiche demografiche e all'inerzia nel riadattare e rivedere le regole del gioco della partecipazione democratica, i giovani italiani sono tra quelli con minor peso politico nel mondo occidentale. Tutto ciò ha evidentemente ricadute penalizzanti sia in termini di politiche destinate alle giovani generazioni che di loro presenza nelle posizioni di prestigio e potere.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Vincolo di età
    Nome: Andrea Gavazzoni  Data: 05.02.2008
    Una proposta potrebbe essere quella di introdurre un limite massimo di età per l'elettorato passivo alla Camera. Sarebbe curioso capire l'effetto di un simile limite posto a diverse quote...
    Risposta:

    Sarebbe un esperimento curioso e interessante, che avrebbe bisogno di molto tempo per essere valutato (nonostante la frequenza delle elezioni italiane!). Poiché però critichiamo noi stessi le soglie minime di età, ci risulterebbe difficile trovare un criterio che giustifichi delle soglie massime (e soprattutto individuare tale limite).

  • Gioventù bruciata
    Nome: Vanni Petrelli  Data: 05.02.2008

    I giovani non hanno voce, l'articolo lo dimostra chiaramente. I nostri politici sono tra i meno giovani (uso una litote per non scrivere "i più vecchi", ecco, l'ho fatto!) del mondo. In soldoni: le nuove generazioni non possono votare... figurarsi decidere le sorti del Paese. Infine cito Massimo Baldini, articolo del 29 gennaio scorso (indagine Bankitalia sui redditi familiari). "L'indagine Banca d'Italia dimostra che il rischio di povertà è molto superiore per i giovani rispetto agli anziani".

    Risposta:

    L'articolo di Baldini è illuminante: il dibattito politico è spesso - sappiamo perché - concentrato sui redditi degli anziani, sui livelli delle pensioni, etc, scordando che sono i giovani oggi ad essere in difficoltà, come ricorda il lettore, e lo saranno ancora di più domani, a causa del sistema pensionistico cui appartengono.

  • Conflitto generazionale
    Nome: Massimo GIANNINI  Data: 05.02.2008
    L'Italia é un paese in pieno conflitto generazionale e non solo dei politici, i quali ci obbligano a sceglierli e non ci danno alcuna alternativa. Mi spiegate perché i politici non debbano andare in pensione a 60 o 65 anni come gli altri? Perché un Presidente della Repubblica deve avere sempre più di 70 anni o peggio 80? Perchè il Senato dove ci sono gli anziani si é trasformato recentemente in osteria? In Italia in nessun campo gli anziani vogliono farsi da parte: in televisione abbiamo ancora Pippo Baudo e Mike Buongiorno, in finanza aveva Cuccia e ora Geronzi, al voto non possiamo che avere non quote ma zone riservate agli anziani. E poi i giovani sono disoccupati...
    Risposta:

    Il nostro articolo si concentra sulle quote (o zone, come suggerisce il lettore) grigie in politica, ma è ben vero che l'invecchiamento della popolazione interessa trasversalmente tutte le classi dirigenti del Paese.