
Le borse cadono per timori legati alla crisi dei mutui Usa. E la bolla immobiliare è da attribuirsi alla politica creditizia praticata, tra il 2001 e il 2004, dalla Fed ed in parte dalla Bce, sulla base di un timore deflattivo ingiustificato.Perché ora dovrebbe essere socialmente utile un'espansione monetaria e fiscale? I mercati interpretano le mosse delle banche centrali come se contenessero informazione privilegiata. Provocando così effetti reali e realmente dannosi. Tagli ai tassi spettacolari e drammatici come quello odierno non servono.
Il problema sta nella bolla speculativa, promossa da Greenspan, favorita dal Patto di stabilità, ed esemplificata dai mutui subprime, che passano dalle banche agli hedge funds. Se lo "stimolo economico" di Bush punta a rifinanziarla, invece di porvi rimedio come propone l'economista americano LaRouche, avremo un'iperinflazione come quella di Weimar. Non si tratta di intervenire sui tassi di interesse, ma di promuovere l'economia reale e non rifinanziare gli hedge funds.
Lo stimolo fiscale non e' solo di Bush, ma bipartisan. Direi di piu': e' stato voluto piu' dai democratici che dalla Casa Bianca. Le relazioni fra economia reale e mercati finanziari sono purtroppo complesse, oltre che essenziali. Direi che occorre fare tutto il possibile, specialmente nella regolazione e legislazione a livello micro, per far si' che I mercati finanziari lavorino al servizio dell'economia reale.
Proverò a rispondere alle varie domande. Buona parte della colpa di quanto accade è del sistema bancario.Parlo dell'Italia,ma le tecniche vengono dagli USA. Da un decennio si lavora a budget nelle banche.Budget personalizzati per la vendita di tutto e di più:prestiti,mutui,carte di credito,fondi comuni e mille altre cose tipo finanziamento e vendita auto nella banca,consegna dal concessionario.Naturalmente il TOP MANAGEMENT spinge perchè remunerato "a cottimo". L'incapacità di banchieri e governanti ha una pietra miliare:l'introduzione dell'euro.Bastava lasciare la doppia circolazione per un paio d'anni od obbligare ai prezzi in euro e valuta locale. NULLA DI CIO'. La voracità dei palazzinari ha fatto il resto. quando con lo stipendio di un anno ci compri mezza stanza,c'è qualcosa che non va.Alla lunga si paga. Il PETROLIO : gli arabi non sono scemi e neppure lo è Chavez. quando hanno visto che venivano pagati in valuta destinata alla svalutazione,quando giunti a fare spesa in euro hanno realizzato che con quei dollari ci compravano sempre meno,hanno fatto come gli avvocati e i medici:hanno aumentato la parcella in dollari. Il petrolio non calerà mai sotto gli 80 dollari,
Forse il petrolio non scendera' mai piu' sotto gli 80 dollari. Non lo so. Pero', permetta, qual'e' la relazione di tutto questo con la bolla immobiliaria e l'intervento della Fed?
Concordo pienamente, a cominciare dal titolo .......a miseria della macroeconomia". Tra i tanti interrogativi ne sottolineo il seguente "... non è in grado di spiegarci perché tante banche abbiano prestato soldi a persone che non erano in grado di restituirli". Il sistema bancario potrebbe cortesemente rispondere?
Approfitto della condivisione per aggiungere un'altra considerazione. Eventi come quello di SocGen, il bailout delle monolines USA (MBIA and Ambac), il rating assurdo di MBS e CDOs, eccetera, suggeriscono che ci troviamo di fronte ad un collasso piuttosto serio sia dei sistemi di controllo ed incentivo interni alle istituzioni finanziarie, sia di quelli che regolano e controllo dall'esterno l'operato delle istituzioni stesse, ossia quel mercato nel suo complesso. Non vorrei dare l'impressione d'appartenere al gruppo dei teorici delle cospirazioni, nessuna cospirazione. Il problema e' semplice: come ci insegnava Merton Miller, uno dei fattori piu' importanti nell'evoluzione dei mercati finanziari e' l'interazione fra regolatori e nuovi strumenti. A fronte di nuovi strumenti, sono necessarie nuove regole. A fronte di nuove opportunita' di profitto, occorrono sistemi nuovi per creare incentivi alla trasparenza ed alla creazione e diffusione di infomazione veritiera. E' un gioco dinamico senza fine, ma lasciare che la regola dello "everything goes" domini finisce per fare piu' danno che guadagno, come gli eventi ci provano.
1) la causa principale della crisi per K. è l'insufficienza della domanda e l'eccesso di risparmio rispetto agli investimenti. La rigidità verso il basso dei prezzi è solo un'aggravante; 2) l'origine dell'attuale crisi (v. Stiglitz su Rep. del 10/8/07) sta nella riduzione delle tasse a favore dei ricchi attuata da Bush nel 2001; 3) questo avrebbe creato, sommato a quello proveniente dall'estero, un eccesso di risparmio che pur di impiegarsi non badava a rischi; 4) non sarebbe la prima volta. Vi ricordate l'enorme liquidità in petrodollari che si creò negli anni '70? Ebbene le banche pur di impiegarla la prestò a piene mani ai paesi dell'america latina che poi dischiararono l'insolvenza nei primi anni 80 (azzardo morale?); 5) cosa dice K. quando si verificano questi squilibri? Che l'equilibrio (S=I) si ricrea attravarso una variazione del reddito. Cioè quello che sta puntualmente avvenendo: tutte le previsioni sul PIl sono in ribasso; 6) E' ora che ci si renda conto che questa può essere una crisi strutturale seria dovuta all'enorme spostamento di reddito dai salari ai profitti che dura da molti anni nel mondo.
Lei capisce, credo, che SE i prezzi non fossero rigidi, non vi sarebbero mai eccessi di S su I, o viceversa. In questo caso specifico, poi, lei sta affermando che la struttura dei tassi d'interesse e' rigida e non equilibria la domanda ed offerta fra S ed I. Dati i movimenti quotidiani dei tassi, l'affermazione andrebbe forse motivata e sostenuta meglio. Su quale evidenza si basa l'affermazione secondo cui vi e' oggi un eccesso di risparmio in relazione all'investimento? L'impressione e' che sia vero il contrario, non le sembra? In quale maniera la riduzione del carico fiscale sui "ricchi" avrebbe causato la bolla speculativa dei mortagages sub-prime, che sono in grande maggioranza prestiti a "non ricchi"? Anche gli altri punti sono alquanto dubbiosi, almeno in termini di fatti. In particolare, non vi e' alcuna evidenza statistica che mostri un sostanziale spostamento nella distribuzione del reddito mondiale dal reddito da lavoro a quello da capitale. Questo vale, in particolare, per gli USA. Lo spostamento da capitale lavoro avvenne tra 1968 e 1972. Quello in senso inverso, da lavoro a capitale, inizio' a fine anni '70 e si concluse nel 1984. In ogni caso, la variazione era di 2-3 punti percentuali di PIL.
Sebbene possa essere vero che le banche centrali non possiedono la sfera di cristallo, il taglio improvviso da parte della Fed di 75 punti base e il fatto che il mercato ne sconti altri 25/50 nella comitato “ufficiale” di fine mese, fa comunque meditare su un pericoloso atteggiamento di rincorsa da parte soprattutto della Fed. A Bernanke è stata più volte attribuita l’incapacità di anticipare i mercati e, soprattutto di rassicurarli, qualità che invece aveva il suo predecessore (Greenspan). Il taglio odierno aumenta il fronte dei pessimisti, di coloro che ritengono che una mossa del genere non è spiegabile se non dal fatto che la situazione economica americana sia estremamente grave, senza andare a scomodare il piano Bush da 150 miliardi di dollari di incentivi fiscali. In questi ultimi mesi, la politica monetaria della Fed è parsa un po’ in affanno, sempre “dietro la curva”, come si dice in gergo. Ed in effetti, l’intensità della manovra e la confusione delle ultime ore, ne dà una ulteriore dimostrazione. Sparare così tante cartucce sulle prime teste messe fuori dal cespuglio, rischia di far rimanere la Fed con il grilletto scarico. E allora sì che l'inflazione farà male.
L'unica cosa su cui dissento e' che Greenspan sapesse "anticipare i mercati", e lo abbia fatto in modo utile. Mi pare abbia fatto il contrario e molte dei guai odierni sono dovuti, al meno in parte, alla sua politica di credito facile che rincorreva i mercati finanziari, invece di anticiparli. Per i dettagli, rinvio ai precedenti articoli citati sopra. Proprio perche', come dice lei, la Fed non e' onniscente, cercare di anticipare i mercati e' una pessima idea.
Nessun mago economista, e forse nessuna economia politica aveva previsto che abbiamo raggiunto la perfetta informazione. I soggetti seguendo la soddisfazione perfetta dei loro desideri hanno diffuso e vendute tutte le informazione in loro possesso. Il manifestarsi della perfetta informazione sui mercati richiedi la generazione di un nuovo capitalismo orientato non verso la creazione di ricchezza, ma la creazione di un bene comune. Grazie.