
Anche in Italia sembra crescere la malpractice medica e per questo è stata istituita una commissione di inchiesta. Tuttavia, gli errori medici non sono necessariamente indice di una sanità in crisi, quanto il risultato dell' evoluzione della relazione medico-paziente. A far crescere i costi sociali, compresi quelli assicurativi e da medicina difensiva, è la dissociazione errori-responsabilità. Primo compito della commissione è allora chiarire i termini dei problemi, troppo spesso fraintesi dalle parti in causa, partendo da una ricognizione empirica nazionale del fenomeno.
Effettivamente è necessario evitare storture simili a quelle degli Stati Uniti. Tuttavia, a leggere l'articolo "Così Fan Tutti" (Gian Antonio Stella su Corsera del 18 gennaio), sarebbe opportuno modificare i "criteri" di scelta dei primari, non trovate? Cordialità.
I numeri di errori sanitari (tutti i professionsiti della sanità possono sbagliare) ipotizzati nell'articolo servono a quantificare un fenomeno, sicuramente sommerso, che necessita di interventi correttivi ma non di colpevoli. L'errore nasce quasi sempre da cattiva organizzazione, laddove si preferisce da tempo pensare a trovare il colpevole, lasciando intatti i problemi organizzativi che lo hanno creato. Infatti si dovrebbe intervenire con progetti, che obbligano a pensare, virtù rara, e con risorse, sempre scarse. Tantissimi vorrebbero aver a disposizione il miglior medico, esperto e superaggiornato, pagato dall'amministrazione pubblica come un burocrate di modesto livello. Ma anche pagandolo come negli USA, non si risolverebbe il problema, perché resta ancora un punto debole per poter intervenire con efficacia: la complessità del sistema e l'enorme mole di conoscenze scientifiche (10.000 riviste), alle quali nessun medico riesce a star dietro.
Il "consenso informato" se vissuto bene abbasserebbe il numero dei conflitti, al contrario è vissuto spesso dai medici come un atto per difendersi e non per fare chiarezza, se la comunicazione fosse più "umana" i conflitti calerebbero; i medici ora per riguadagnare fiducia debbono essere più chiari e più sinceri; non mi pare che nel corso di medicina ci siano esami in tema di relazione umane, oltre ad insegnare come curare bisogna insegnare anche come conquistare la fiducia del paziente.