
Il 2007 ci ha dato una misura dei danni causati dalla scarsa trasparenza nel funzionamento dei mercati finanziari, nella gestione delle banche e nella governance delle imprese. Migliorare l'informazione su questi temi è una delle nostre ragioni d'essere. Cercheremo di aumentare la consapevolezza e, dunque, la sanzione sociale di comportamenti poco trasparenti e inadeguati. Attraverso un progetto che ci permetta di monitorare gli strumenti finanziari proposti dalle banche a una clientela spesso ignara dei rischi che comportano e segnalando casi di amministratori che violino requisiti di competenza e onestà. Ma abbiamo bisogno dell'aiuto dei lettori.
In un Paese Normale un ex Presidente del Consiglio e attuale Capo dell'opposizione dopo quello che è emerso dalle intercettazioni telefoniche, avrebbe dovuto nascondersi per la vergogna. In Italia invece può tranquillamente sbraitare contro le intercettazioni, contro il governo in carica e aizzare le folle che, invece di indignarsi, corrono ad applaudirlo. Forse è tutta qui l'anomalia italiana che consente a soggetti condannati in via definitiva di stare in Parlamento e a soggetti, come Cesare geronzi, privi o quasi di dei requisiti di onorabilità di sedere nei Consigli di amministrazione di banche, assicurazioni e finanziarie.
Credo che la domanda sul perché Geronzi sia al vertice di Mediobanca possa essere considerata retorica. In un paese come UK o US sarebbe fuori dalla comunita' finanziaria, ma in Italia esistono anche meriti politici. Meriti acquisiti finanziando movimenti politici ed amici degli amici. Ne ha parlato Report, ne parla questo sito, ma il risultato purtroppo non cambia. E' un altro segno della decadenza di cui (purtroppo a ragione) hanno parlato i giornali anglosassoni.
Condivido i progetti. Mi si consentano alcune chiose. I requisiti formali di sono importanti. Ma non salvano gli investitori dagliabusi. Come più volte ribadito da Cavazzuti, da Zingales e da me, la disciplina delle transazioni con parti correlate è essenziale. Il nostro art. 2391bis del c.c. fa sorridere. Ci si rifaccia all'esperienza inglese che prevede l'approvazione assembleare di quelle transazioni oltre un certo limite. Si tenga comunque presente che il rinvio a giudizio è un atto preliminare a un lungo iter giudiziario, e indica solo che le questioni sollevate dal PM meritano dibattimento. Non ci si illuda sui prospetti. Nessun risparmiatore si leggerà mai 200 pagine di un prospetto di IPO. Per le obbligazioni strutturate nessun prospetto, per definizione, è comprensibile a un laico . Semplicemente, le si renda inaccessibili ai risparmiatori che non rispondono a un determinato profilo, ex Mifid). Si chieda una maggiore informazione a Banca d'Italia. E ci si occupi dei prodotti c.d. assicurativi di ramo III - gli strumenti più opachi.
L'articolo tocca temi fondamentali purtroppo ad oggi irrisolti in Italia. La Mifid e la bozza di proposta di modifica del DM 703/1996 pubblicata il 21 dicembre dal MEF dovrebbero imporre anche nel nostro paese una nuova cultura nel mercato finanziario fatta di controllo ex ante ed ex post del rischio e trasparenza nei confronti del consumatore, retail o professionale che sia. Purtroppo oggi la finanza italiana è concentrata in pochi gruppi. I Fondi Pensione se rapidamente implementeranno la loro professionalità dovrebbero trovarsi nelle condizioni ideali per contrastare l'oligopolio attuale e consentire al nostro paese di avviarsi verso la modernizzazione che tutti invocano ma poi , nei fatti, assai pochi mettono in campo. Auguriamoci che il 2008 sia l'anno della svolta in un settore tanto delicato quanto vitale. Alla redazione de La Voce l'augurio di proseguire nella strada intrapresa. I risultati arriveranno. Avv.Paolo Rosa-Trento
Grazie per quanto andrete a fare. E' assolutamente necessario denunciare i ripetuti casi di disonestà nascosta. Il caso Geronzi è clamoroso.
La situazione in effetti non è certo trasparente, credo di avere una risposta personale alla domanda da lei posta: “Perché gli azionisti di Mediobanca ritengono che la reputazione di Geronzi... Posto che i summenzionati azionisti non sono dei dilettanti sprovveduti, evidentemente un soggetto di quel profilo fa comodo, offre delle garanzie di vasta copertura e certamente si integra bene nel più ampio sistema paese Italia, approssimando con molta precisione i codici etico/comportamentali della struttura sociale e comportamentale del nostro paese. Cosa fare allora? Difficile da dire, ovvio è che qualsiasi iniziativa – come la vostra – sensata, onesta ed equa è ben accolta, ma mi occorre sottolineare che è necessaria una forte capacità di autocritica ed assunzione di responsabilità collettiva, ovvero ci si deve fare un profondo esame di coscienza. Tutti quanti, nessuno escluso. Il sistema finanziario riflette le anomalie del sistema paese, e del singolo cittadino.
Sono completamente daccordo e mi domando come mai il mercato non reagisca. Io ho venduto tutto quello nel qualo il nostro era implicato. Chedete a Arpe di esprimere lo stesso parere.
Basterebbe, per avere nuove segnalazioni, solo dare un'occhiata ogni tanto a siti quali www.beppegrillo.com www.onemoreblog.it cercare su YouTube le parole "travaglio" e vedere i risultati. Insomma, complici le inerzie di chi ha il ruolo istituzionale di intervenire, le realtà sempre più scandalose della non-governance o mis-governance che abbiamo in Italia su imprese (private e non) non necessitano gran lavoro da parte dei vostri lettori. Il gran lavoro che necessitano è di chi vuole provare a informarci - col vostro punto di vista - di quello che emerge. Le TV non lo faranno mai. Del vostro sito continuo invece ad avere una gran stima. Cordialmente, J
Il progetto che voi vi proponete è importante e da incoraggiare. Del resto sono sempre stato d'accordo con quel giudice - mi pare Davigo - che una volta disse: "Se io vedo il vicino di casa uscire dal mio appartamento con l'argenteria, non aspetto la sentenza della Cassazione per smettere di invitarlo a cena". E cosi' per gli amministratori dei soldi altrui non deve valere il principio: "Innocente fino a sentenza della Suprema corte (cioe' a condanna definitiva)". Se uno come Geronzi ha un curriculum penale che aasomiglia a quello di Al Capone ma non ha ancora una condanna definitiva, sarebbe il caso che se ne stesse alla larga dalla gestione dei soldi degli altri. Ma la politica non puo' rinunciare a Geronzi perche' - azzardo io - ha il suo tonaconto. E qui mi fermo...
Dopo anni in cui abbiamo visto di tutto, dove i manager si sono ritagliati uno spazio di intoccabilità tale da stravolgere le regole dell’economia stessa, ottenendo altissimi rendimenti per sé a fronte di rischi prossimi allo zero, finalmente vedo che qualcuno ha fatto il piccolo-grande salto logico necessario per invertire la china. Basta con l’irresponsabilità. I manager devono essere “toccabili” da sanzioni per il loro comportamento, perché “toccano” l’economia e la società in cui vivono. Lei parla di “sanzioni sociali” e forse è l’unica via realistica da percorrere, in un sistema bloccato come quello italiano, ma noi (io e altri miei amici pensavamo a vere e proprie “cauzioni”. chi entra nell’alta direzione di una SPA/società quotata deve lasciare in deposito una cauzione pari a 3 (o 4, o 5) annualità, da reinvestire nel fondo pensione dei dipendenti, alle stesse loro condizioni dei dipendenti e da restituire due o tre anni dopo la fine del mandato. Due o tre anni sono probabilmente un tempo sufficiente per poter valutare a pieno che tipo di eredità il manager ha lasciato dietro di sé. Oppure si trattiene il 50% dello stipendio e lo si restituisce 3 anni dopo. Ci pensi!