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Commenti

E LA BANCA PRENDE IL VOLO

di Andrea Boitani, e Carlo Scarpa, Categoria Corporate Governance, Data 18.12.2007

E' passato un anno dall'avvio ufficiale della procedura di privatizzazione di Alitalia. Siamo ora al momento della scelta fra i tre unici candidati. Ma i dodici mesi sono serviti a far desistere otto potenziali offerenti e sono costati altre centinaia di milioni di euro ai contribuenti. Rischiamo ora nuove spiacevoli sorprese se dovesse vincere la cordata Air One-Banca Intesa. Intanto, le banche restano saldamente protagoniste di una sorta di politica industriale in nome e per conto di governi centrali e locali che non sanno come farla o dicono di non volerla fare.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Alitalia
    Nome: LT  Data: 18.12.2007

    Premetto che ho sempre cercato di volare Alitalia e che in situazioni in cui p.es. Lufthansa mi ha bruciato coincidenze internazionali, Alitalia le ha rocambolescamente recuperate. Detto questo però i contribuenti devono smettere di pagare la tassa Alitalia (molti fra l'altro non avranno mai messo piede su un aereo). Non esiste sopravvivenza senza l'inserimento in un network e KLM - AIR FRANCE consentono di mantenere un livello adeguato. Il servizio nazionale AIR ONE ha già cominciato ad essere Alitalia like (scadente, ritardi notevoli, voli cancellati) e non è un buon presagio. E' possibile che AF stimi maggiori esuberi, ma quanti "super raccomandati" (non) lavorano in Alitalia?

  • Libero mercato?
    Nome: Marco Giovanniello  Data: 18.12.2007

    E' proprio difficile pensare ad una soluzione Air France come "libero mercato". In Spagna ci sono, oltre a Iberia, due vettori domestici: Spanair e Air Europa. In Germania, a contrastare Lufthansa, c' è Air Berlin, nel Regno Unito BA deve vedersela con BMI, easyJet e Ryanair che hanno la maggior parte del mercato nazionale. In Francia c' è solo il monopolio di Air France, il cui capo è scelto dall' Eliseo, che è stata salvata con un enorme contributo pubblico, che è protetta in tutti i modi dalla concorrenza delle low cost, che ha sempre gli slot che desidera e che, soprattutto, è nata dalla fusione delle compagnie interne, quella cosa che invece non andrebbe bene per l' Italia. E' solo una variante dell "Import Protection as Export Promotion", con l' Italia che ha gestito asininamente la liberalizzazione e vede sempre una parte del Paese pronta a vendersi allo straniero per favorire il proprio interesse locale. Non cambia mai: "Franza o Spagna, pur che se magna". Nessuno si scandalizza che il piano industriale Alitalia ricalchi quello presentato poi da Air France, perché è lo stesso piano con lo stesso autore? Nemmeno Moggi avrebbe osato tanto.

  • A ognuno il suo dovere!
    Nome: Luciano Pasato  Data: 18.12.2007

    Quando sarà assunta la decisione di cedere Alitalia alla cordata "Toto" giustificando la scelta come la difesa dell'italianità si sarà compiuto l'ennesimo atto scriteriato e distruttivo delle risorse del Paese. Non occorre essere laureati ad Harvard per comprendere che ne pagheranno le conseguenze tutti i cittadini nei prossimi anni, ma con grande spirito "cristiano" e di solidarietà si invocheranno ennesimi aiuti dello Stato (cioè dei contribuenti) per "riparare" i disastri compiuti nel passato (cioè "oggi"). La scelta limiterà enormemente la concorrenza in Italia e contribuirà a mantenere le inefficienze del settore aereo, ed i cittadini senza un libero mercato (come avviene in tanti altri settori). Tutto questo è evidente ad economisti ed analisti finanziari. Ma tutto si rinvia e la decisione della difesa dell'italianità incombe (alla faccia del libero mercato!). Vorrei suggerire al Presidente del Consiglio (valido economista): non si può chiedere ai cittadini di fare il proprio dovere e poi essere i primi a venir meno nelle scelte importanti di politica economica per asservirsi a lobby e politici che continuano a "divorare" il Paese. Non c'è ragione di stato che tenga!

  • Alitalia
    Nome: mauro iaschi  Data: 18.12.2007

    All'inizio del cda della compagnia, che dovrebbe semplicemente prendere atto di quanto riportato dai costosissimi advisor, dover leggere Ansa che riportano dichiarazioni di incertezza politica sulla decisione, non può che indignare. La scelta, non è stato sempre ripetuto, che doveva essere fatta dall'azienda. La politica cosa vuole ancora? Dov'era quando bisognava difendere il primo decreto Burlando, che salvaguardava lo sviluppo di Mxp? Alitalia ha perso circa 300 milioni di euro l'anno grazie a costoro. Domandate agli olandesi perché hanno preferito pagare penali, invece di continuare a seguire il suicidio politico di Alitalia su Mxp. Adesso bisognerebbe scegliere, secondo un nutrito gruppo di buonpensanti, la piccola Airone (coefficente di riempimento del 57%) invece del gigante francese, in nome dell'italianità, ovvero del clientelismo. L'unica salvezza per noi, che è stata anche la salvezza di Air France, è far uscire AZ dall'orbita della politica e da un certo tipo di sindacato. Forse costoro è proprio questo che non vogliono:magari fosse Franza!

  • Volare
    Nome: Ticonzero  Data: 18.12.2007

    Ve lo ricordate il comportamento dei gruppi dirigenti di questo paese (a partire dall'attuale presidente di confindustria), un paio di anni fa ,in occasione delle scalate bancarie? "Non conta la nazionalità dei proprietari bensi il vantaggio dei consumatori" Sembra che l'umore sia cambiato . Qualcuno mi spiega di cosa c'è di più strategico in una compagnia aerea rispetto ad una banca ?

  • ALITALIA
    Nome: CARLO  Data: 18.12.2007

    Da semplice cittadino penso che la soluzione migliore sia air france perchè in air one sento puzza di bruciato e penso che l'ingresso di capitali stranieri non possa che farci bene. Inoltre non capisco quanto ci voglia a decidere il vincitore della gara da parte del governo quando alitalia continua ad accumulare debiti.

  • Alitalia disastro
    Nome: Stefano Parravicini  Data: 18.12.2007
    Non so quanto sia giusto avere due Hube, Malpensa e Fiumicino, o quanto sia meglio averne uno solo, Fiumicino. Non so quanto il sistema Italia perderebbe con la eliminazione o ridimensionamento dell'aereoporto di Malpensa. So però con certezza che per salvare una compagnia aerea come Alitalia e dare magari una possibilità futura ad altri imprenditori che volessero cimentarsi nel settore va rotto il controllo deleterio che politica e sopratutto sindacato hanno avuto nei confronti di Alitalia, distruggendola. Anche solo per questo ritengo che sia più vantaggiosa per il Paese l'offerta di Air France che è sì statale ma sana e con politiche industriali non dettate da elementi esterni e perniciosi come i sindacati ed i politici.
  • Historia magistra vitae NON EST...in Italia
    Nome: Barone Rosso  Data: 18.12.2007
    Oltre ad essere "un Popolo di Navigatori, Poeti,Scienziati...ecc...ecc), siamo un Popolo che non ha memoria. Con tutto il rispetto per i contendenti, ci siamo dimenticati gli scandali finanziari/bancari che ci hanno accompagnato negli ultimi anni con i vari "capitani coraggiosi" e "i furbetti del quartierino", politici e alti dirigenti statali? Siamo il paese europeo che ha i peggiori e piu' cari servizi bancari, che "spennano" gli utenti come polli e che resistono come il Fort Apache alle "liberalizzazioni" europee e alle proteste dei cittadini. Il "matrimonio" Banche/AirOne, secondo me, non potra' essere la soluzione giusta per il "malato terminale" Alitalia, per chiare "compatibilita' ambientali". Inoltre l'appoggio a questa soluzione da parte di Confindustria aumenta la confusione e i dubbi su questa strategia: qui da noi sono diventati tutti "liberisti"...con gli altri...ma a casa propria vale il motto del "Che"...libera volpe in libero pollaio. Credo che non ci dovrebbero essere dubbi sulla rotta da seguire, e basta con questa storia dell'italianita':cio' puo' andare bene per la finale dei mondiale di calcio, non in questo "piano di volo".