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PER I LAVORATORI IL PERICOLO ARRIVA DALLA STRADA

di Andrea Moro, Categoria Lavoro, Data 17.12.2007

Il triste episodio dell'incendio alla ThyssenKrupp di Torino ha riaperto il dibattito sull'incidenza delle morti bianche in Italia. I dati indicano che la differenza fra i tassi di mortalità sul lavoro italiani ed europei è dovuta in gran parte alla maggiore pericolosità delle nostre strade, e non dell'ambiente di lavoro. Unita a processi produttivi che implicano più spostamenti su strada dei lavoratori, forse per il minore uso di tecnologie. La prevenzione dovrebbe quindi includere una riflessione sul miglioramento della viabilità e del sistema dei trasporti commerciali.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Infortuni sul lavoro
    Nome: C. G. Catanoso  Data: 18.12.2007
    E' noto, a chi si occupa professionalmente e seriamente di sicurezza e tutela della salute, quale sia l'incidenza degli incidenti stradali sul totale degli infortuni mortali. Quel che spesso ci si dimentica, quando ci si concentra sugli effetti (incidenti o infortuni), è l'analisi di quali siano, a monte, le condizioni organizzative aziendali in cui questi eventi si verificano. Ad esempio, un venditore dipendente di un'azienda, è obbligato per raggiungere il proprio target di vendite, a visitare giornalmente un numero elevato di clienti spostandosi con un veicolo e, quasi sempre, andando ben oltre le otto ore giornaliere. In questa situazione lo stress psicoficico, derivante dal carico di lavoro, condiziona significativamente n modo negativo, il suo comportamento di guida, facendolo divenire soggetto più esposto al rischio d'incidente stradale. Pertanto, visto che dalle statistiche INAIL, non è possibile far emergere queste situazioni (dovrebbero essere le aziende ad effettuare un'analisi seria ed approfondita), andrei molto cauto nell'attribuire allo stato penoso delle strade, ai comportamenti dei singoli, ecc., le cause primarie del 50% degli infortuni mortali sul lavoro. Del res
    Risposta:

    E' certamente vero, come lei sostiene, che parte delle cause dei fenomeni evidenziati nei dati da me presentati sono dovuti a processi produttivi e commerciali arretrati che richiedono una maggiore esposizione ai pericoli della strada.

  • Morti sulla strada e sul lavoro
    Nome: mirco  Data: 17.12.2007

    E' vero, gran parte dei morti sul lavoro è di lavoratori che satnno viaggiando sulle strade. Posso fare alcune riflessioni: perchè si è sceltala strada di inasprire le norme del codice della strada e non quello ad esempio di controllare a monte la velocità proibendo la fabbricazione di veicoli che oltrepassano il limite massimo dei 130km orari ( limite max autostrade) Il concetto è un po quello del risparmio energetico se si vuole risparmiare occorre proibire la fabbricazione di lampadine ad alto consumo non immetterle sul mercato e renderle concorrenziali alle lampadine a basso consumo. quello che voglio dire è che ormai occorre guardare anche agli interessi collettivi ( un altro esempio è quello della tassa sui cibi grassi è meglio tassarli e ridurre la spesa sanirtaria prevedendo meno obesi o lasciare guadagnare le imprese produttrici di maionese e aumentare la spesa sanitaria per malattie da obesità? Sulla politica dei trasporti è uguale.Se si fossero attuate politiche di trasporto merci su nave e ferrovia forse avremmo meno morti di lavoratori sulle strade e il trasporto merci costerebbe di meno e il paese non sarebbe ricattato dai camionisti.