
Il triste episodio dell'incendio alla ThyssenKrupp di Torino ha riaperto il dibattito sull'incidenza delle morti bianche in Italia. I dati indicano che la differenza fra i tassi di mortalità sul lavoro italiani ed europei è dovuta in gran parte alla maggiore pericolosità delle nostre strade, e non dell'ambiente di lavoro. Unita a processi produttivi che implicano più spostamenti su strada dei lavoratori, forse per il minore uso di tecnologie. La prevenzione dovrebbe quindi includere una riflessione sul miglioramento della viabilità e del sistema dei trasporti commerciali.
E' certamente vero, come lei sostiene, che parte delle cause dei fenomeni evidenziati nei dati da me presentati sono dovuti a processi produttivi e commerciali arretrati che richiedono una maggiore esposizione ai pericoli della strada.
E' vero, gran parte dei morti sul lavoro è di lavoratori che satnno viaggiando sulle strade. Posso fare alcune riflessioni: perchè si è sceltala strada di inasprire le norme del codice della strada e non quello ad esempio di controllare a monte la velocità proibendo la fabbricazione di veicoli che oltrepassano il limite massimo dei 130km orari ( limite max autostrade) Il concetto è un po quello del risparmio energetico se si vuole risparmiare occorre proibire la fabbricazione di lampadine ad alto consumo non immetterle sul mercato e renderle concorrenziali alle lampadine a basso consumo. quello che voglio dire è che ormai occorre guardare anche agli interessi collettivi ( un altro esempio è quello della tassa sui cibi grassi è meglio tassarli e ridurre la spesa sanirtaria prevedendo meno obesi o lasciare guadagnare le imprese produttrici di maionese e aumentare la spesa sanitaria per malattie da obesità? Sulla politica dei trasporti è uguale.Se si fossero attuate politiche di trasporto merci su nave e ferrovia forse avremmo meno morti di lavoratori sulle strade e il trasporto merci costerebbe di meno e il paese non sarebbe ricattato dai camionisti.