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C'E' UN LIMITE ALLA LIBERTA' DI CIRCOLAZIONE

di Paola Mariani, Categoria Immigrazione, Data 16.11.2007

La libera circolazione delle persone costituisce una delle libertà fondamentali nel mercato interno europeo. Ma per i cittadini dell'Unione non è previsto un diritto di soggiorno illimitato. Se è superiore ai tre mesi, spetta solo ai lavoratori subordinati o autonomi e a chi dispone di risorse economiche sufficienti e di un'assicurazione malattia. La legge italiana di recepimento, poi, contemplalimitazioni al diritto di ingresso e di soggiorno per motivi di ordine pubblico. Perché sindaci e prefetti che chiedono più poteri sull'ordine pubblico non la applicano?

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Finalmente un articolo che fa chiarezza!
    Nome: Fabrizio Farnedi  Data: 16.11.2007
    Complimente per l'articolo! Finalmente si entra nei meandri della legge in questione e lo si fa obiettivamente! Secondo me, sindaci e prefetti non applicano la legge in questione perchè non essendoci un'autorità statale ( autorevole perchè da l'esempio) al di sopra delle parti che controlla il loro operato e da sanzioni o premi a seconda dei casi, ogni sindaco e prefetto tira a campare anche perchè ( secondo motivo) il cittadino medio italiano non si ribella quasi mai in modo vigoroso e le rare volte che lo fa non riesce a fare massa critica ( essendo in pochi) per ottenere quello che gli spetta: servizi decenti a fronte delle tasse pagate!!
  • Libera circolazione
    Nome: Davide  Data: 16.11.2007

    Non dimentichiamoci mai la situazione sociale esistente nel luogo in cui si nasce e la storia di ciascun individuo, altrimenti è la disumanizzazione. L'ipocrisia di una politica volta solo al massimo profitto permette in Europa la libera circolazione dei capitali (e favorisce il libero stabilimento delle imprese), le istituzioni europee sono molto attente ad evitare che le normative interne ai singoli paesi non ostacolino la libera circolazione. Siamo arrivati all'assurdo, i capitali finanziari e le persone giuridiche hanno più diritti degli esseri umani. Nel momento in cui non vedo più nell'altro un essere umano ma solo un nemico, colui che può ledere i miei diritti ... è finita. Solo una politica sociale finalizzata al recupero del tessuto sociale potrà migliorare la qualità della vita di tutti noi e garantire pari opportunità. O forse pensiamo che in questa società tutti abbiano pari opportunità?

  • Libertà di circolazione o libero arbitrio per nullafacenti?
    Nome: Francesco  Data: 16.11.2007

    Un ringraziamento sentito per lo studio e l'analisi fatta. La risposta alla domanda (perchè sindaci e prefetti non applicano le disposizioni vigenti) è molto semplice: si tratta della consueta ipocrisia italiana nell'applicare le leggi, della cronica mancanza di pragmatismo nell'affrontare i problemi, della spasmodica ricerca del cavillo per giustificare inerzia ed inettitudine. Con il paravento di una finta solidarietà, come testimoniato anche da risposte qui apparse, si sta alimentando una miscela esplosiva che entro breve esploderà.

  • Migrazioni e sanzioni
    Nome: Lia Toller  Data: 16.11.2007

    Oggi in Italia esiste un problema sicurezza che presenta troppe sfaccettature per ridurlo a questione legata all'immigrazione. Chi delinque può essere italiano, straniero, indigente, ricco, vicino o assolutamente lontano al potere economico e politico. In un sistema sociale degradato come il nostro l'insicurezza deriva tanto dalla presenza della microcriminalità nei quartieri quanto dalla crescente difficoltà a sopravvivere con un salario decente e un tetto sopra la testa, o dal degrado urbanistico in cui versano molte periferie. Le sanzioni , che nel nostro paese sono applicate tra l'altro in modo inadeguato e poco efficace, non possono essere l'unico rimedio per limitare il danno che da tutto ciò deriva. Quanto all'allontanamento dei cittadini neocomunitari non in possesso di risorse sufficienti per il proprio mantenimento concordo sul fatto che si può applicare la normativa vigente ma sollevo dubbi sull'efficacia di provvedimenti di allontanamento che ,data anche la condizione di nomadismo che caratterizza i destinatari,verrebbero facilmente aggirati tramite reingressi, ed altri espedienti che sono tipici di chi viene espulso o allontanato. Dobbiamo renderci conto che un'apertura delle frontiere declinata in termini economici ma per nulla programmata e ragionata nel suo impatto sul sistema sociale, amministrativo, penale dei paesi oggetto di flussi d'ingresso lascia sul tappeto problemi di questo tipo. In breve : non si può avere la botte piena e la moglie ubriaca! Si è voluto approfittare dei vantaggi offerti dalla delocalizzazione nell'est europeo, si sono voluti allargare i mercati di sbocco di merci e manodopera e non si è pensato al fatto che, come i capitali, le persone si spostano dove conviene, soprattutto se stanno male. In un mondo globalizzato le organizzazioni sovranazionali come l'UE, gli stati e gli enti locali dovrebbero progettare accoglienza, integrazione, riduzione del disagio sociale e del degrado che nelle città affligge non solo gli stranieri ma spesso gli stessi connazionali. Tutto ciò sarebbe efficace -se vogliamo- anche dal punto di vista delle tecniche di controllo, e andrebbe coniugato ad un sistema di sanzioni che abbiano il carattere della certezza e dell'effettività, sistema di cui disponiamo ma che non sappiamo usare grazie all'inefficienza dell'amministrazione.

  • Esperienza di italiano immigrato all'estero
    Nome: Fabrizio Scioscia  Data: 16.11.2007

    Io ho vissuto sulla mia pelle la libera circolazione, lavorando per un anno in Polonia come lavoratore autonomo. Io sono stato immediatamente controllato a domicilio dalla Polizia solo dopo aver fatto tutte le richieste inerenti la mia attività, altrimenti nessuno si sarebbe mai scomodato per andare a rintracciare una persona "inesistente". Le autorità locali e nazionali non hanno conoscenza della presenza di un individuo europeo sul loro territorio se non a seguito di fatti delittuosi oppure espressa volontà dell'individuo di regolarizzare la propria posizione nel paese in questione. Quindi mi sembra di difficile attuazione andare ad espellere una persona di cui non si hanno tracce e di cui non si sa nulla. E poi una precisazione: per risiedere all'estero basta il tesserino sanitario nazionale che ha validità su tutto il territorio europeo, quindi non serve nessun altra assicurazione.