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Commenti

STRETTO DI MESSINA, LARGO DI MANICA

di Carlo Scarpa, Categoria Infrastrutture e Trasporti, / Mezzogiorno, Data 26.10.2007

Ha senso mantenere in attività  la Stretto di Messina spa? E' un'impresa interamente in mano pubblica, costituita per promuovere e coordinare la costruzione del famoso Ponte. Ovvero di un progetto che è stato accantonato. Ma anche se si volesse riprenderlo, questa società  non sarebbe necessaria perché non è operativa, e la progettazione e costruzione del Ponte sono in mano ad altre imprese. In compenso, secondo il bilancio 2006, tra dipendenti, amministratori, affitti e varie altre voci l'intero carrozzone costa circa 21milioni di euro l'anno.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • scioglierla oggi è davvero più conveniente?
    Nome: Carlo Catalano  Data: 30.10.2007

    Il ministro Di Pietro, che più degli altri si è assunto la responsabilità del mancato scioglimento della società, giustifica ciò sostenendo che qualora si fosse proceduto in tal senso lo Stato sarebbe obbligato a corrispondere penali per circa 350 mln di euro e che tale esborso possa essere evitato se, anzichè sciogliere adesso la società, in futuro il CIPE deliberi la rinuncia alla costruzione del ponte sullo stretto. In merito ai costi del mancato scioglimento lo stesso ministro ha proposto che avvenga una fusione per incorporazione nell'Anas SPA azzerando di conseguenza il costo degli organi amministrativi e di controllo e mettendo a frutto in quest'ultima il personale della Stretto di Messina SPA. Mi auguro che sia vero il fatto che rinunciando alla liquidazione oggi si eviti di pagare le penali in futuro poichè questo è senz'altro il motivo principale che giustifica la mancata liquidazione.

  • Il centro del problema
    Nome: rosario nicoletti  Data: 30.10.2007

    Molto apprezzabile e ben documentato l'articolo: la spa di cui trattasi è uno delle tante oscenità del panorama italiano. Mi sembra tuttavia importante la domanda: è vero che lasciando intatto il carrozzone non si pagano le penali alle società appaltatrici? E perché mai?

  • Stretto di Messina spa
    Nome: Costi Maria  Data: 30.10.2007
    Sono stupita che Carlo Scarpa non specifichi i motivi, che mi sembrano più che validi, addotti da Di Pietro per non eleminare la Società Stretto di messina che ci costerebbe un occhio della testa, ma di svuotarla senza pagare penali. Perchè non è stato chiarito questo punto da nessun mezzo di informazione? L'ho trovato scritto solo sul sito di Di Pietro.... Me ne dispiace.
    Risposta:

    Cara lettrice,
    La mia intenzione era semplicemente di spiegare quale fosse la società oggetto della contesa. Se poi sia opportuno scioglierla (come proposto da alcuni) o incorporarla in Anas (che è parte della proposta Di Pietro) non è questione su cui sono intervenuto se non (in fondo all'articolo) dicendo che entrambi mi sembravano comunque buoni modi di eliminare questa
    vergogna. Se però non la si sciogliesse nè la si assorbisse in Anas, sarebbe grave.
    Sulle penali, su cui si parla molto, ma su cui si sa poco, ho già scritto rispondendo ad altri commenti.
    Carlo Scarpa

  • Stretto di Messina SPA
    Nome: Luro62  Data: 30.10.2007
    Ho letto il suo articolo e il resoconto che fa Di Pietro sulla necessità di mantenere la società per evitare di pagare penali all'impresa vincitrice dell'appalto. Formalmente il discorso di eliminare una società che ha perso il suo scopo di esistere non fa una piega ma forse anche le ragioni di Di Pietro sono valide anche perchè mi sembra che sono stati adottati anche interventi per limitare la spesa residua.
  • SPERO DI ARRIVARE A VEDERE IL PONTE!
    Nome: MARIO LENA  Data: 30.10.2007

    Sono nato e vivo al nord, ma spero veramente di arrivare a vedere costruito e finito il ponte di Messina! Vorrà dire che l'Italia è uscita dal tunnel del provincialismo al ribasso. Non capisco inoltre come si possa imputare ad un governo legittimamente in carica l'aver stipulato un contratto per la costruzione di un'opera che era nel suo programma di governo. A questo punto tutti i governi devono chiedere all'opposizione del momento se sono d'accordo? Bene ha fatto Di Pietro, sarebbe costato in penali e come ha detto "a questo punto sarebbe stato difficilissimo tornare indietro". Con la marea di sprechi italiani, il tenere una porta aperta sul futuro non è buttar via i soldi, ma non tagliare le ali anche ai posteri.

  • Giusto liquidare la società Ponte di Messina
    Nome: Giovanni Fazio  Data: 29.10.2007
    Tutto condivisibile, quanto scritto dal prof. Scarpa. E infatti, mi pare che le cose siano andate proprio così; meglio, fossero già così nel decreto legge del Governo; se, poi, qualcuno ha pensato in sede di conversione di introdurre qualche zeppa contro la decisione, non c'è comunque riuscito. Sul punto sarebbe stato utile rendere ragione di questo fatto, e inoltre: - precisare chi fosse quel "qualcuno": ad esempio dicendo chi aveva presentato l'emendamento "salva Societa del Ponte"; - precisare cosa era successo in sede di votazione al Senato, dove il Governo si dice sia "andato sotto" proprio su quel punto: ma se il risultato è che la Società verrà liquidata, non è positivo che sia "andato sotto" in una votazione che mirava a fare il contrario di quello che il suo decreto proponeva? Tutto questo si poteva scrivere, se non altro perchè la data di pubblicazione dell'articolo del Prof. Scarpa è quella del giorno in cui sono avvenute le votazioni al Senato, mi pare. Cordialità.
  • Chi salva la "Stretto di Messina Spa"?
    Nome: Stefano Crimì  Data: 29.10.2007
    In Senato la maggioranza è andata sotto proprio su questo punto: ma chi è che ha voluto salvare la società? Perché qualcuno della maggioranza ha sentito il bisogno di proteggere una società che non sembra avere alcuna utilità? Posso ancora capire l'opposizione (probabilmente i dirigenti e gli amministratori della Spa sono stati nominati da loro, e quindi hanno interesse a "salvaguardarli"), ma perché Di Pietro e i suoi (che a parole si dicono sempre contro gli strechi ed il malgoverno) hanno votato contro la liquidazione della società?
  • attenzioni a corrente alternata
    Nome: Mauro  Data: 29.10.2007
    Il titolo del mio commento vuole essere una riflessione non tanto sulla notizia in sé, già autorevolmente commentata da molti, incluso l'autore dell'articolo, quanto sulla ipocrisia e sull'inutilità che permea organismi il cui ruolo è sancito nientemeno che dalla Costituzione. Mi riferisco alla Corte dei Conti, magistratura contabile sulla cui capacità di incidere significativamente nei confronti del malcostume e della disinvoltura con cui vengono utilizzate le finanze pubbliche è lecito porsi domande. Rapida e spietata contro gli amministratori locali che abbiano "sperperato" qualche decina di migliaia di euro in operazioni, magari azzardate, ma nelle quali per vedere un dolo occorrono lenti particolarissime, o che abbiano creato un "danno d'immagine" (sic) all'ente, tale magistratura diviene lenta e remissiva di fronte a fatti di ben maggiore rilevanza come quello della società per il ponte sullo stretto. Qualcuno saprebbe spiegarmene le ragioni?
  • e il Committment della PA?
    Nome: Alessandro Abati  Data: 29.10.2007
    Pur essendo contrario al progetto del Ponte di Messina, in quanto (1) ci sono modi molto piu efficienti gia' attualmente per collegare le due regioni, ma che potrebbero ulteriormente essere potenziati (2) perche non sarebbe mai il volano di due deboli economie, in termini di logistica, non mai sinergiche, sono d'accordo che un Governo che la sera stessa delle elezioni va in TV (Porta a Porta?), e non in Parlamento, a bloccare la gara gia affidata sul Ponte, avrebbe dovuto coerente interrompere/dismettere ogniqualsiasi iniziativa ad esso collegato. All'indomani, al piu tardi. Son passati quasi due anni e si tenta di giusitificare l'esistenza di un carrozzone (non per dimensioni, ma per evidente inutilita') finanziato pubblicamente. Costasse anche solo 1.000 Euro l'anno, con la decisione del Governo, la sua mission istitutionale e venuta meno. Non vale, invece, l'esempio della FIAT, poiche solo un privato potrebbe (follemente e di tasc sua) continuare a buttare i suoi soldi nella ...'Messina Spa'! con i soldi pubblici e meglio sempre perseguire spese che abbiano natura di investimenti, che perseguano Value for Money e con spese performanti per il bene pubblico. Sarebbe meno ipocrita e meno 'italiano', istituire un Fondo speciale per i dipendenti della 'Messina Spa', che son diventati disoccupati per decisione del Governo e non per loro incompetenza. La vergonga piu grande rimane nel fatto che il nostro Paese sembra unico in quanto a 'non committment' delle Pubbliche Amministrazioni (e qui parliamo di quella centrale) come controparti di operatori/investitori privati su contratti a lungo termine gia affidati per opere startegiche per il Paese.
  • SRETTO DI MESSINA
    Nome: Carlo Isgrò  Data: 29.10.2007
    Se si dovesse sciogliere la società per colpa dello Stato italiano, questi dovrebbe versare alla suddetta società la somma di 400.000.000 di euro di penale. E' solo per questo motivo che si lascia in vita con solo 5 dipendenti. Si aspetta la "morte" naturale.