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SE LO SPINELLO FA MALE ALLA SCUOLA*

di Jan van Ours, e Jenny Williams, Categoria Scuola e Università, / Internazionali, Data 12.10.2007

I ragazzi che consumano cannabis hanno risultati scolastici peggiori e abbandonano la scuola presto, soprattutto se iniziano prima dei quindici anni. Tutto ciò ha conseguenze sui loro futuri guadagni e sul tipo di lavoro che andranno a svolgere. Ma si riflette anche sull'intera società, che ne paga i costi in termini di potenziale di crescita e di tassi di occupazione. Un problema da affrontare con urgenza vista la sua diffusione tra gli studenti delle scuole superiori europee e americane. Attraverso campagne di informazione, ma anche un innalzamento dei prezzi.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Causa o effetto?
    Nome: Lorenzo  Data: 13.10.2007

    Sono un lettore molto giovane e ho trovato interessante questo articolo, molto vicino e ben rappresentativo di quella realtà che ho percepito per anni nella scuola.Ma credo incompleto. Manca secondo me una fondamentale variabile: le aspettative. Chi usa droga e lascia la carriaera scolastica è perchè non ne ha dal suo futuro. Quindi il problema dovrebbe essere risolto senzibilizzando i giovani al loro futuro. Comunque non credo che continuane a "informare" i giovani che la droga è veleno e se la usi diventi stupido possa aiutare, ci sarà sempre qualche disobbadiente che scoprendo che non è vero corerà a dirlo agli altri. A qualsisi età questo avvenga.

  • E se fosse vero l'inverso?
    Nome: Federico Ferro-Luzzi  Data: 13.10.2007
    La ricerca è molto interessante ma ho paura che sia stato sbagliato il "capo" ove cominciare a sbrogliare l'intricata matassa: e se andare male a scuola fosse la causa e non l'effetto?
  • Pretenzioso.
    Nome: Roberto  Data: 13.10.2007

    Mi pare pretenzioso affermare, come fate verso la fine dell'articolo, che "quasi la metà degli studenti in alcuni paesi potrebbe abbandonare la scuola a CAUSA dell'uso di cannabis". Ho letto i dati che proponete prima e, per dirla in termini econometrici, potrebbe trattarsi di un problema di distorsione da variabile omessa. Come si può sostenere che esista una correlazione totale fra uso di cannabis e abbandono della scuola? Sull'abbandono della scuola incidono ben altre cause, della natura più disparata. E stesso discorso vale per il rendimento sui voti scolastici: l'uso di cannabis DI PER SE' non incide secondo me eccessivamente sui voti. E' semmai sullo stile di vita di (alcuni) studenti che usano cannabis che occorrerebbe focalizzare l'attenzione. Non è infatti specificato cosa si intenda per "uso" di cannabis. Se per uso intendete farsi 10 canne al giorno e perdere solo nell'attività in se stessa buona parte della giornata, allora può avere un senso l'analisi e sicuramente tali soggetti impiegano ben poco tempo nello studio. Ma se per "uso" di cannabis intendete anche chi fuma occasionalmente, perlomeno non tutti i giorni, non capisco come si possa affermare che un tale comportamento incida così tanto su voti e quant'altro (occupazione et cetera).

  • Cannabis causa di tutti i mali?
    Nome: Maurizio  Data: 13.10.2007

    Dall'analisi sembrerebbe che il consumo di cannabis sia una causa diretta del fallimento degli studi e dei conseguenti problemi nel futuro dei giovani. Per me l'anasili è incompleta, si devono osservare le cose in un'ottica più ampia. Dipendenze da alcool, fumo, internet, televisione, disturbi del comportamento e disturbi psicologici.Tutti questi fenomeni sono in aumento tra i giovani e causano ritardi negli studi. Bisogna chiedersi: perchè i ragazzi iniziano a fumare? L'uso di droghe è solo un sintomo di problemi più complessi. È quindi inutile cercare di rimuovere gli effetti senza affrontare le vere cause del fenomeno.

  • cannabis e risultati scolastici
    Nome: irene  Data: 12.10.2007

    Si discute da anni riguardo la limitazione dell'uso dello 'spinello' tra i giovani, e spesso chi propone provvedimenti come quello italiano, dove si sono in pratica equiparate le pene per droghe leggere e pesanti, favorendo la diffusione delle seconde, da giovane ne faceva uso. Ora, a parte l'opinabilità del modello usato (l'evidenza in Australia non significa molto) mi sembra quantomeno improbabile la soluzione: lo sanno i due autori che la cannabis NON E' controllata (o almeno non dovrebbe esserlo) dallo Stato quindi lo Stato non può aumentarne il prezzo per diminuirne il consumo? Inoltre: anche per le sigarette il prezzo è stato aumentato ma il consumo non è diminuito. Ci vorrebbe, a parte tutto, un pò di realismo.

  • Aumentare il prezzo, si ma come?
    Nome: Diego d'Andria  Data: 12.10.2007

    Benissimo le campagne di informazione. Mi domando, invece, quale strumento gli autori dell'articolo abbiano in mente, quando parlano di "aumentare il prezzo" della cannabis. Essendo un bene il cui commercio è illecito, non si può certo imporre una banale accisa, stile sigarette e alcolici. Allora come fare? Aumentando i controlli di polizia, le sanzioni penali, insomma tutte quelle attività di repressione e controllo dell'offerta? Se questa è l'idea, consiglio una lettura più approfondita dei dati, ad esempio quella proposta da Paul De Grauwe (in questo abstract: https://www.econ.kuleuven.ac.be/ew/academic/intecon/Degrauwe/PDG-papers/Discussion_papers/Globalization%20and%20drugs%20-2007.pdf), dove si evidenzia l'effetto-spiazzamento che le strategie sul lato dell'offerta subiscono in conseguenza dell'aumentare del "premio di rischio" agli intermediari. Aumentare il rischio per i trafficanti significa regalare maggiori profitti alle criminalità organizzate. Siamo sicuri che questa scelta porti benefici, in termini di minor consumo di stupefacenti, sufficienti a controbilanciare questo alto costo sociale per la comunità? Personalmente, punterei soprattutto sulle campagne di informazione. Poi certo, c'è sempre la possibilità di legalizzare alcune sostanze psicotrope, in modo da renderle soggette a controlli e fiscalità... ma questa è un'altra storia.

  • Scientifico?
    Nome: Alessandro Condina  Data: 12.10.2007

    Con tutto il rispetto, ma questo vo sembra uno studio scientifico? Basato su dati australiani che prendono in considerazione le affermazioni degli intervistati? Probabilmente le conclusioni dei ricercatori valgono per quelli che riconoscono di aver fatto uso di cannabis in contrapposizione a quelli che lo negano (e sono un po' più furbi). Il resto è un esercizio di stile

  • Leggetevi Becker
    Nome: Alessandro Mongili  Data: 12.10.2007

    Consiglierei agli stimabili autori di questo pezzo di dare uno sguardo a un classico della sociologia contemporanea (H.S. Becker, Outsiders. Saggi di sociologia della devianza, 1963. The Free Press of Glencoe, in italiano EGA Libri, Torino 1987), e in particolare al celeberrimo capitolo "Come si diventa fumatori di marijuana". E' probabile, anche se non ci scommetterei neanche un euro, che venga loro in mente qualche altra ipotesi interpretativa sul legame uso della cannabis/scarso rendimento scolastico. Cordialità, Alessandro Mongili