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Commenti

  • si può cambiare
    Nome: mauro  Data: 30.06.2009

    Forse vado controcorrente, ma è la mia personale esperienza. I concorsi pubblici si possono vincere per merito anche a scapito dei figli dei dipendenti pubblici. Dopo la laurea ho intrapreso la strada dei concorsi pubblici, senza disdegnare anche quelli per semplici diplomati e alla fine ecco i risultati: ho cambiato tre amministrazioni pubbliche (ministero, ente locale e organo costituzionale) e negli anni ho dovuto rifiutare diverse opportunità di lavoro (corte dei conti, insegnamento) perché reputate di minor valore rispetto a quelle che in quel momento svolgevo. Per l'esperienza accumulata ritengo che per superare un concorso pubblico occorra in ordine di importanza: non credere ai luoghi comuni (tipo lo vincono solo i raccomandati), studiare, organizzarsi (sapere ad esempio da chi è composta la commissione e non per trovare la raccomandazione ma semplicemente capire le materie in cui sono ferrati i commissari), effettuare un feedback di ogni concorso e capire dove si è sbagliato e apportare le dovute correzioni e non mi dilungo ulteriormente. Mi preme solo dire che se le cose sono affrontate con serietà, scrupolo e tenacia non c'è nepotismo che tenga. Il sistema si può cambiare.

  • paragone infelice
    Nome: marco  Data: 30.06.2009

    Mi pare inappropriato e infelice il paragone suggerito: la peste era un fatto del tutto reale e il negarla era criminale; viceversa è innegabile che la paura giochi un ruolo non marginale nei comportamenti dei cittadini, anche di quelli che, come i dipendenti pubblici, non dovrebbero avere timori per i loro stipendi. Quanto sia importante la componente psicologica è discutibile, ma che abbia un peso è sicuro.

  • La Consob senza transparency
    Nome: mp  Data: 30.06.2009

    Che alla Consob si discuta di transparency sembra un non sense. Le decisioni vengono assunte dalla Commissione nella assoluta riservatezza. Non è dunque il caso che anche la Consob faccia propria un po' di quella trasparenza che chiede alle società? Basterebbe rendere pubblici i verbali delle sedute della Commissione, secretandoli unicamente per le questioni che necessitassero la riservatezza, similmente a quanto avviene per le commissioni parlamentari. Si potrebbero così verificare le posizioni e le ragioni dei singoli commissari (e perchè no? ...anche le loro effettive competenze). Non sarebbe poi così difficile: basterebbe provvedere ad una pubblicazione su internet... e sui quotidiani, ovviamente!

  • Affidare i Fondi a Soggetti Competenti!
    Nome: Giovanni Rapisarda  Data: 30.06.2009

    Ritengo l'articolo di Andrea Bonaccorsi e Mario Calderini condivisibile ed appropriato, in particolare laddove rileva la necessità che la gestione dei fondi e la selezione dei progetti venga affidata a Soggetti Competenti in materia di politica industriale ed innovazione e disconnessi da inefficienti "interessi" locali. In Italia esistono? O sarebbe meglio affidarsi a Tecnici di nazioni UE (Germania, Francia) che hanno dimostrato di saper incentivare l' Innovazione? Questi fondi potrebbero essere una chance seria per lo sviluppo del sistema produttivo del Paese.

  • La cosa più grave è che il fatto non m'impressiona più
    Nome: CARLO CATALANO  Data: 30.06.2009

    Il fatto è assurdo, anzi no! Il fatto è normale. La cosa più grave è che leggo così tanti fatti disgustosi che quasi quasi mi ci sto abituando. In questo paese sta finendo anche la speranza di poter vivere in un paese normale. Stiamo superando il più infimo livello. Credo che dopo un Presidente del Consiglio che indica, potendo apparire anche una minaccia per chi non segue l'indicazione, i giornali nemici sui quali non indirizzare pubblicità, per il solo fatto che democraticamente fanno informazione, possa accedere di tutto.

  • Chiarimenti sulla manovrina
    Nome: Filippo Strati  Data: 30.06.2009

    Sono anch'io in cerca di chiarimenti su alcuni interventi a favore dell'occupazione. Autoimpiego: la possibilità di fruire dei sussidi in una unica erogazione era già contemplata per i lavoratori in mobilità. Contratti di solidarietà: l'integrazione salariale è allineata alla CIGS, ma già altri incentivi non hanno stimolato l’uso di tali contratti. Formazione durante la CIGS: già strumento dei piani di ristrutturazione aziendale, ma la nuova norma prevede che i lavoratori in CIGS (80% dell’ultima retribuzione) possono essere impiegati nell’attività produttiva dell’impresa di appartenenza tramite progetti di formazione o riqualificazione con un costo aziendale ridotto (l’altro 20% dell’ultima retribuzione). Fonti di informazione rilevano che, in aree territoriali ove mancano controlli efficaci, alcune imprese fanno lavorare “a nero” dipendenti messi in CIGS. Il nuovo provvedimento vuole sanare questa illegale attitudine? Non si legittima così una pratica scorretta per ridurre il costo diretto del lavoro da parte di imprese con posizione di mercato relativamente buona ma strenuamente nascosta per ottenere la GIGS?

  • gare
    Nome: pistik  Data: 30.06.2009

    Prendo spesso le linee periferiche di roma affidate a privati e onestamente non offrono servizio migliore dell'azienda municipalizata , certo i costi saranno minori per il comune ma all'utente chi pensa?

  • Yersin
    Nome: Bruno Stucchi  Data: 30.06.2009

    L'aspetto inconsapevolmente umoristico di questo passaggio dei Promessi Sposi è che quando Manzoni lo scrisse, sulla peste ne sapeva più o meno quanto ne sapevano i vari Don Ferrante e altri protagonisti del romanzo. E' insomma la stessa situazione di oggi per quanto riguarda "la crisi" di cui tutti parlano senza saperne spiegare le cause reali e l'evoluzione. Forse anche in economia stiamo aspettando un AlexandreYersin?

  • vere cause
    Nome: vincesc  Data: 30.06.2009

    Siamo alla solite, per qualcuno la causa della crisi è di chi ne parla, così, come quando si scopre un reato, la colpa non è di chi l'ha fatto ma di chi l'ha scoperto...

  • Quegli scomodi dati
    Nome: Luciano Messori  Data: 30.06.2009

    Mi sembra che non ci sia niente di nuovo nell'uscita del Ministro Tremonti sull'indagine sulle forze di lavoro dell'ISTAT. Qualche anno fa il precedente governo Berlusconi attaccò lo stesso Istituto sulla rilevazione del tasso di inflazione. Quello che colpisce è che un Ministro della Repubblica diffonda coscientemente notizie inesatte (non posso credere che non conosca le vere modalità di lavoro dell'ISTAT) allo scopo di manipolare l'opinione pubblica approfittando della scarsa diffusione della cultura statistica nel nostro paese.