Penso sia assolutamente pertinente porsi il problema di aiutare particolari settori produttivi in crisi, ma con possibilità di ripresa, con incentivi temporanei in grado di sostenerne e ampliarne le potenzailità. Penso, tuttavia, che il problema del mercato del lavoro del nostro Paese sia di natura strutturale e non congiunturale; il tasso di disoccupazione giovanile al 26,8% dimostra che un mercato del lavoro costruito, almeno nell'ultimo decennio, all'insegna di elevati livelli di flessibilità e deregolamentazione ha prodotto, spesso, cattiva occupazione più che buona occupazione e non ha consentito una larga partecipazione dei giovani al mercato stesso.Gli interventi tampone, sia sul versante degli ammortizzatori sociali che su quello delle regole del mercato, incideranno ben poco se non si prende atto della necessità di una riforma strutturale del mercato del lavoro a partire dall'introduzione del contratto unico coniugata alla riforma del sistema degli ammortizzatori sociali.
A la guerre comme à la guerre, e informazione addio.
Nome: LorenzoData: 05.03.2010
Ma perché mai i Signori del Talk Show non potevano mettere in piedi trasmissioni sulle elezioni? Con i candidati, i temi regionali - che sono di interesse comunque nazionale vista la rilevanza delle competenze - e tutto quel che ne consegue? E invece no. E questo perché informazione non ha da essere. Ciò che importa è che ognuno abbia la sua postazione di lotta. Nessuno conoscere nulla dei temi su cui andrà a votare? E che problema c'è! L'einaudiano conoscere per deliberare ha sempre fatto un gran ridere in Italia. Ciò che importa è che ogni anello nel potere di comunicazione sia ben saldo nelle mani di chi lo detiene. E visto che c'è il dominio berlusconiano bisogna poter assestare qualche colpo con Santoro e Floris, più pedine a destra con Vespa e Paragone. Problemi di informazione? Macché! Ricordate le regionali in Sardegna? Il centrodestra fece scempio dell'informazione e vinse. Scandalo? Macché. Floris, Santoro e Vespa in onda, quindi tutto ok. Tutti salvi, tranne l'informazione.
chiunque abbia lavorato veramente nelle imprese....
Nome: PieroData: 05.03.2010
Sa perfettamente che sotto sotto, dietro le apparenze, non solo nel pubblico ma anche nel privato, le consulenze sono in buona parte una tecnica di redistribuzione del reddito, oppure di costruzione di relazioni fiduciarie che ben poco hanno a che fare con il capitale umano.. chiuque lo sa...
Lo strabismo nell'interpretazione della "par condicio"
Nome: Rinaldo SorgentiData: 05.03.2010
Davvero singolare lo strabismo interpretativo dell'autore dell'articolo. Evidentemente, per alcuni trasmissioni come "Annozero", "Ballarò", "Parla con Me", "L'Infedele", "Matrix" sono la migliore dimostrazione dell'equilibrio nella comunicazione politica e, quindi, averle sostanzialmente escluse da questa fase elettorale, comporta una sproporzione a favore di una parte invisa. Tutto il resto del ragionamento è la conseguenza esplicita del difetto d'origine.
L'umiliazione
Nome: M.GibertiData: 05.03.2010
Oltre al senso di umiliazione si aggiunge un intollerabile sensazione di impotenza. Qualsiasi reazione sarebbe distrutta sul nascere dalla mancata disponibilità di mezzi di informazione e quindi di conquista di consenso. Si giustifica così l'atteggiamento strafottente del Berlusconi che non pone più alcun freno alla sua arroganza. Fino a qualche anno fa era possibile sperare almeno nella ribellione delle piazze che vanno invece deserte per una totale assenza di stimoli. Non solo, ma l'arroganza del potere mette in stato di ansioso disagio chi cerca di esprimersi con la voce o la presenza che tendono sempre di più ad individualizzarsi anzichè unificarsi negli obbiettivi e nelle espressioni. Si cerca di individuare una via di uscita o speranza ma ci si rende conto che ne l'immoralità ne l'ingiustizia riescono a smuovere l'agregato di forza attorno a interessi veri o presunti onesti o disonesti, morali o immorali. Il disastro sociale causato da enormi delitti contro il bene comune non viene divulgato mentre si invade l'informazione con insulti, falsità demagogiche, scorribande nei luoghi comuni più miserabili. C'è solo da sperare che il sistema imploda!
ma basta
Nome: laura lenzanoData: 05.03.2010
Il lavoro a chiamata è uno dei tanti modi che usano i titolari di lavoro per fregarti oltre che viene usato a tutte le età, ma è terribile non hai sicurezza di nessun tipo. Come al solito la legge Biagi non ha fatto altro che rovinare il mondo del lavoro, perchè tutti hanno usato il precariato, ma il sistema non si adegua al precariato. E il lavoro a chiamata è il peggiore fra tutte le riforme, ci sono passata e vi dico almeno che non siate propio in dificolta grave, non accettare....è una offessa per i lavoratori.
Umiliati e offesi
Nome: FRANCOData: 05.03.2010
La Gabanelli, in questi anni, è stato uno dei pochi esempi di giornalismo libero e si sente umiliata. Anch'io, lettore e spettatore sono umiliato e offeso quando vedo il TG1 il cui direttore sembra uscito dall'EIAR e dal film Luce. Si è parlato, in questi anni, di "lost decade", per l'economia giapponese; per la nostra democrazia mi sembra che i decenni perduti siano stati tanti, visti i risultati.
Non c'è bisogno di misurare basta osservare
Nome: mlvData: 05.03.2010
Dalla lettura dei dati della tabella (politici/amm.pubb.) si evince il tutto. La percezione è giusta. Adesso non rimane altro che approfondire l'indagine su queste due categorie per vedere se ci sono dati in comune (se si trovano dei minimi comuni denominatori) per evitare altri errori per il futuro. Da cittadino che avrebbe votato come è stato fatto, ritengo che ce ne sono tanti di fattori comuni basta saperli cogliere. Ad ogni modo è sconsolante vedere che i cittadini hanno l'esatta percezione di chi sono e cosa fanno i corrotti e scoprire che sono da una parte coloro che legiferano e dall'altra coloro che controllano (o dovrebbero) a vario titolo che le leggi siano rispettate. In questa situazione come si può chiedere ai cittadini il rispetto delle regole!? Sembra una farsa. Sarebbe interessante vedere la differenza con altri paesi, sono sicuro che i tedeschi e i francesi non pensano come noi che i maggiori corrotti nel loro paese sono i LORO politici e i LORO dipendenti pubblici. LORO, maiuscolo, per sottolineare la suddittanza che dovrebbero avere queste categorie verso i cittadini, sovrani.
Buone proposte impraticabili
Nome: Elio GulloData: 05.03.2010
L’ineleggibilità per i politici locali che sfondano i bilanci oppure offrono servizi di qualità inferiore a una determinata soglia è una buona ipotesi. Ne vedo però già distintamente la difficile praticabilità (soglie che diventeranno rivedibili caso per caso, difficile nascita di agenzie che certificano la qualità dei servizi, possibili "ammutinamenti" di politici locali e relativo seguito, etc.). Temo che anche la seconda ipotesi formulata dagli autori, peraltro ampiamente condivisibile, che associ all’ineleggibilità interventi sul portafoglio dei soggetti direttamente responsabili (ovvero i partiti che scelgono i candidati), attraverso una riduzione dei finanziamenti alle formazioni politiche e degli emolumenti alla giunta nel caso una Regione, sia di difficile praticabilità. Non vedo come una classe politica che non ha sentito vergogna nell'autocondonarsi per le multe da imbrattamento continuo e senza regole dovuto alle affissioni di manifesti politico-elettorali possa scegliere di vedersi ridotto l'introito per manifesta incapacità degli eletti. Sarebbe appena sensato farlo e pretenderlo in qualità di cittadini e contribuenti. Raccogliamo le firme.
incentivi
Nome: PDCData: 05.03.2010
Incentivo ulteriore sarebbe in teoria il federalismo fiscale (vero). Se i cittadini calabresi sapessero che quelli che i dirigenti in questione si mettono in tasca sono i LORO soldi... e non soldi comunque sfilati di tasca ad altri.
Penso sia assolutamente pertinente porsi il problema di aiutare particolari settori produttivi in crisi, ma con possibilità di ripresa, con incentivi temporanei in grado di sostenerne e ampliarne le potenzailità. Penso, tuttavia, che il problema del mercato del lavoro del nostro Paese sia di natura strutturale e non congiunturale; il tasso di disoccupazione giovanile al 26,8% dimostra che un mercato del lavoro costruito, almeno nell'ultimo decennio, all'insegna di elevati livelli di flessibilità e deregolamentazione ha prodotto, spesso, cattiva occupazione più che buona occupazione e non ha consentito una larga partecipazione dei giovani al mercato stesso.Gli interventi tampone, sia sul versante degli ammortizzatori sociali che su quello delle regole del mercato, incideranno ben poco se non si prende atto della necessità di una riforma strutturale del mercato del lavoro a partire dall'introduzione del contratto unico coniugata alla riforma del sistema degli ammortizzatori sociali.
Ma perché mai i Signori del Talk Show non potevano mettere in piedi trasmissioni sulle elezioni? Con i candidati, i temi regionali - che sono di interesse comunque nazionale vista la rilevanza delle competenze - e tutto quel che ne consegue? E invece no. E questo perché informazione non ha da essere. Ciò che importa è che ognuno abbia la sua postazione di lotta. Nessuno conoscere nulla dei temi su cui andrà a votare? E che problema c'è! L'einaudiano conoscere per deliberare ha sempre fatto un gran ridere in Italia. Ciò che importa è che ogni anello nel potere di comunicazione sia ben saldo nelle mani di chi lo detiene. E visto che c'è il dominio berlusconiano bisogna poter assestare qualche colpo con Santoro e Floris, più pedine a destra con Vespa e Paragone. Problemi di informazione? Macché! Ricordate le regionali in Sardegna? Il centrodestra fece scempio dell'informazione e vinse. Scandalo? Macché. Floris, Santoro e Vespa in onda, quindi tutto ok. Tutti salvi, tranne l'informazione.
Sa perfettamente che sotto sotto, dietro le apparenze, non solo nel pubblico ma anche nel privato, le consulenze sono in buona parte una tecnica di redistribuzione del reddito, oppure di costruzione di relazioni fiduciarie che ben poco hanno a che fare con il capitale umano.. chiuque lo sa...
Davvero singolare lo strabismo interpretativo dell'autore dell'articolo. Evidentemente, per alcuni trasmissioni come "Annozero", "Ballarò", "Parla con Me", "L'Infedele", "Matrix" sono la migliore dimostrazione dell'equilibrio nella comunicazione politica e, quindi, averle sostanzialmente escluse da questa fase elettorale, comporta una sproporzione a favore di una parte invisa. Tutto il resto del ragionamento è la conseguenza esplicita del difetto d'origine.
Oltre al senso di umiliazione si aggiunge un intollerabile sensazione di impotenza. Qualsiasi reazione sarebbe distrutta sul nascere dalla mancata disponibilità di mezzi di informazione e quindi di conquista di consenso. Si giustifica così l'atteggiamento strafottente del Berlusconi che non pone più alcun freno alla sua arroganza. Fino a qualche anno fa era possibile sperare almeno nella ribellione delle piazze che vanno invece deserte per una totale assenza di stimoli. Non solo, ma l'arroganza del potere mette in stato di ansioso disagio chi cerca di esprimersi con la voce o la presenza che tendono sempre di più ad individualizzarsi anzichè unificarsi negli obbiettivi e nelle espressioni. Si cerca di individuare una via di uscita o speranza ma ci si rende conto che ne l'immoralità ne l'ingiustizia riescono a smuovere l'agregato di forza attorno a interessi veri o presunti onesti o disonesti, morali o immorali. Il disastro sociale causato da enormi delitti contro il bene comune non viene divulgato mentre si invade l'informazione con insulti, falsità demagogiche, scorribande nei luoghi comuni più miserabili. C'è solo da sperare che il sistema imploda!
Il lavoro a chiamata è uno dei tanti modi che usano i titolari di lavoro per fregarti oltre che viene usato a tutte le età, ma è terribile non hai sicurezza di nessun tipo. Come al solito la legge Biagi non ha fatto altro che rovinare il mondo del lavoro, perchè tutti hanno usato il precariato, ma il sistema non si adegua al precariato. E il lavoro a chiamata è il peggiore fra tutte le riforme, ci sono passata e vi dico almeno che non siate propio in dificolta grave, non accettare....è una offessa per i lavoratori.
La Gabanelli, in questi anni, è stato uno dei pochi esempi di giornalismo libero e si sente umiliata. Anch'io, lettore e spettatore sono umiliato e offeso quando vedo il TG1 il cui direttore sembra uscito dall'EIAR e dal film Luce. Si è parlato, in questi anni, di "lost decade", per l'economia giapponese; per la nostra democrazia mi sembra che i decenni perduti siano stati tanti, visti i risultati.
Dalla lettura dei dati della tabella (politici/amm.pubb.) si evince il tutto. La percezione è giusta. Adesso non rimane altro che approfondire l'indagine su queste due categorie per vedere se ci sono dati in comune (se si trovano dei minimi comuni denominatori) per evitare altri errori per il futuro. Da cittadino che avrebbe votato come è stato fatto, ritengo che ce ne sono tanti di fattori comuni basta saperli cogliere. Ad ogni modo è sconsolante vedere che i cittadini hanno l'esatta percezione di chi sono e cosa fanno i corrotti e scoprire che sono da una parte coloro che legiferano e dall'altra coloro che controllano (o dovrebbero) a vario titolo che le leggi siano rispettate. In questa situazione come si può chiedere ai cittadini il rispetto delle regole!? Sembra una farsa. Sarebbe interessante vedere la differenza con altri paesi, sono sicuro che i tedeschi e i francesi non pensano come noi che i maggiori corrotti nel loro paese sono i LORO politici e i LORO dipendenti pubblici. LORO, maiuscolo, per sottolineare la suddittanza che dovrebbero avere queste categorie verso i cittadini, sovrani.
L’ineleggibilità per i politici locali che sfondano i bilanci oppure offrono servizi di qualità inferiore a una determinata soglia è una buona ipotesi. Ne vedo però già distintamente la difficile praticabilità (soglie che diventeranno rivedibili caso per caso, difficile nascita di agenzie che certificano la qualità dei servizi, possibili "ammutinamenti" di politici locali e relativo seguito, etc.). Temo che anche la seconda ipotesi formulata dagli autori, peraltro ampiamente condivisibile, che associ all’ineleggibilità interventi sul portafoglio dei soggetti direttamente responsabili (ovvero i partiti che scelgono i candidati), attraverso una riduzione dei finanziamenti alle formazioni politiche e degli emolumenti alla giunta nel caso una Regione, sia di difficile praticabilità. Non vedo come una classe politica che non ha sentito vergogna nell'autocondonarsi per le multe da imbrattamento continuo e senza regole dovuto alle affissioni di manifesti politico-elettorali possa scegliere di vedersi ridotto l'introito per manifesta incapacità degli eletti. Sarebbe appena sensato farlo e pretenderlo in qualità di cittadini e contribuenti. Raccogliamo le firme.
Incentivo ulteriore sarebbe in teoria il federalismo fiscale (vero). Se i cittadini calabresi sapessero che quelli che i dirigenti in questione si mettono in tasca sono i LORO soldi... e non soldi comunque sfilati di tasca ad altri.