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COME DILAPIDARE IL "TESORETTO"

di Tito Boeri, e Pietro Garibaldi, Categoria Conti Pubblici, Data 01.10.2007

Il complesso della manovra di bilancio per il 2007 e 2008 peggiorerà i conti pubblici, rispetto a quanto avverrebbe in sua assenza. Si tratta di mezzo punto di Pil di deficit in più. Dal punto di vista dell'equilibrio di bilancio e degli impegni europei sarebbe meglio fare a meno di decreto fiscale e Legge Finanziaria. Una fetta consistente del peggioramento dei saldi è dovuta a maggiori spese e non a riduzioni di tasse. Quindi non si può neanche sostenere che si tratta della restituzione agli italiani dell'extragettito. E' invece una rinuncia a investire nel futuro.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Tesoretto
    Nome: Aldo Fava  Data: 07.12.2007

    Il famoso tesoretto è frutto di una buona attività degli addetti alla riscossione delle tasse. Si comincia ad usufruire dei beni confiscati alla mafia , effetto di un buon lavoro della polizia e carabinieri. Il mancato controllo degli speculatori delle varie filiere si traduce in perdita del potere d'acquisto e logoramento dei salari. Allora, è da ingenui ritenere che il tesoretto sia stato polverizzato in interventi a pioggia ingoiati da un sistema che ingoia tutto e che la cosa più saggia sarebbe stata investire quei soldi nei controlli delle filiere, nel rafforzare l'attività della Finanza, nel liberare le forze produttive del Paese dal controllo della malavita e nel finanziare e introdurre meritocrazia nell'ambito della Giustizia e dell'amministrazione pubblica ?

  • Il DEBITO PUBBLICO TASSA NON TROPPO OCCULTA
    Nome: Lorenzo Catraro  Data: 28.11.2007

    Sono convinto che la priorità sia la riduzione del debito pubblico, ma come riuscire a farla diventare il problema nazionale perché né destra né sinistra lo vedono così? Credo occorre creare una coscienza: ma come ? Parlare alle tasche degli Italiani. La domanda quindi che Le pongo è: quanto costa ad ogni cittadino in base al reddito, il maggior debito pubblico dell’Italia rispetto alla media Europea? Quanto pesa sul costo del lavoro il debito pubblico e quindi riducendolo potremmo dire ad un lavoratore se il debito fosse 70% il tuo stipendio aumenterebbe di tot Euro. Quanto si abbasserebbero i prezzi dei beni se fossero gravati da meno tasse? Questi dati sono la base per la costruzione di una politica di condivisione, che non sarebbe comunque facile perché quanti vivono grazie ad un debito così alto: PA, enti terzi, contributi alle aziende ecc.? Insomma quanti dovrebbero cambiare lavoro e quanti avrebbero un reddito da debito più basso? Se potesse fornirmi questi dati gliene sarei grato, perché leggo attentamente i suoi articoli che apprezzo e condivido, ma farli fare propri alle persone normali occorre una traduzione “economica”

  • come dilapidare il tesoretto
    Nome: Marcello  Data: 27.10.2007

    Nella risposta degli autori mi ha sorpreso il trito richiamo a ciò che il solito buon padre di famiglia "fortemente indebitato farebbe trovandosi entrate superiori al previsto, vale a dire ridurre i propri debiti." In questo caso il buon padre di famiglia non ha solo debiti ma cento altri problemi altrettanto pressanti e giustamente cerca di distribuire l'extra gettito per attenuarne più di uno nei limiti dell'urgenza e dell'efficacia per migliorare il futuro della sua gestione economica. E' facile fare come per esempio il Draghi che un giorno dice che bisogna abbassare le tasse, il giorno dopo ridurre il debito, e oggi aumentare i salari. O sono tutti in malafede o come dicono a Roma "ci fanno". Il governo o il buon padre di famiglia devono fare tutte la cose necessarie senza finire sotto i ponti.

  • Che ne facciamo di questo tesoretto?
    Nome: Congedi Matteo  Data: 24.10.2007

    Se dobbiamo pensare dal punto di vista economico e non "POLITICO", il tesoretto sarebbe stato utile utilizzarlo per ridurre quella palla al piede che ci portiamo ormai da decenni "ovvero il debito pubblico"; condizione inevitabile se vogliamo far accrescere gli investimenti nel nostro paese, che ormai sta perdendo di credibilità ora dopo ora.Purtroppo però il nostro governo non essendo un governo stabile, subbisce le pressioni della sinistra più estrema che tendenzialmente non è propensa a prendere decisioni impopolari!

  • et nunc et semper
    Nome: cumino  Data: 19.10.2007

    Boeri, Garibaldi, Alesina, Giavazzi etc. Io li leggo volentieri, e ne condivido quasi sempre gli assunti. Ma una cosa, serenamente, non capisco. Una buona parte degli articoli sono una critica costante da molti anni a questa parte, che a ben vedere ha questo denominatore comune: sui temi di politica economica, e sociale, sui temi del lavoro, sui temi costituzionali, e in sintesi su tutto ciò che configura uno stato moderno la sinistra è eternamente indietro culturalmente. Questo il problema da voi puntualmente e ripetutamente segnalato. Soluzione: aspettiamo che la sinistra un bel dì colmi questo gap. Di cambiare, naturalmente, non se ne parla.

  • Finanziaria come al solito
    Nome: luigi zoppoli  Data: 11.10.2007

    Non suoni giustifica ma finanziaria e pacchetto welfare sono ovviamente correlabili all'entità della maggioranza ed alla sua composizione. Personalmente ciò che più mi sgomenta sono i 10 miliardi in 3 anni derivanti dall'abolizione dello scalone. E' uno dei peggiori esempi di protezione di una corporazione, che beneficia 200.000 persone (se non erro) alla faccia di altri 59.800.000.. E' una linea di incapace irresponsabilità politica alla quale si è tranquillamente adagiato anche il precedente governo ad onta della sua maggioranza bulgara. Adesso qualche politico anche dell'opposizione,per motivare "nobilmente" indisponibilità a toccare la spesa pubblica afferma che non è tanto l'ammontare della spesa quanto la qualità che va migliorata. Ed è una plateale, sordida menzogna che chiarisce senza alcun dubbio quale sia l'atteggiamento dei politici in argomento.

  • Tesoretto
    Nome: Paolo Grassi  Data: 08.10.2007

    Concordo con gli autori che il gettito e' aumentato soprattutto grazie alla crescita piu' che per il recupero dell'evasione fiscale. Ricordate il sogno di Giuseppe, quello delle vacche magre che mangiavano quelle grasse? Bene, le vacche magre stanno arrivando di corsa. I segnali sono sempre piu' forti e preoccupanti e presto saranno ufficializzati. Manca liquidita' e le aziende sotto-capitalizzate non stanno pagando i fornitori con tutto quel che ne consegue. L'aver favorito la finanza a discapito del lavoro, non solo nel nostro Paese, ha ridotto la voglia di fare impresa. Troppe aziende sane sono passate nelle mani dei fondi i quali, si preoccupano soltanto di creare un incremento di valore piu' sulla carta che nella sostanza. Poi si vende l'impresa impoverita. Credo che la scelta di ridurre le imposte sui redditi delle imprese sia sostanzialmente giusto anche se in ritardo di anni. Non condivisibile la riduzione dell'ICI decisa a livello centrale. I Comuni e solo loro devono poter decidere in merito. Gli enti locali devono avere la loro imposta e si deve proibire allo Stato di ripianare i debiti che essi contraggono. Ripianare, ad esempio, i debiti delle Regioni con il "prestito trentennale" e' sbagliato. Le regioni taglino altre spese e facciano quadrare i conti. Gli amministratori devono essere chiamati a rispondere civilmente di cio' che fanno. Diversamente, il gioco a "chi spende di piu'" e far credere di essere bravi amministratori per farsi rieleggere, non finira' mai. Se gli enti locali non sono in grado di pagare i debiti diamo loro la possibilita' anche di licenizare se serve. Altrimenti, il Tribunale dichiari il "fallimento" dell'ente. Il federalismo fiscale non e' ancora partito ma senza responsabilita' precise, sara' la morte non solo delle regioni ma del Paese.

  • Crescita e politiche finanziarie
    Nome: Rosalia Toller  Data: 05.10.2007

    Anch'io concordo sul fatto che la crescita grazie alla quale si sarebbero migliorati i conti pubblici va analizzata attentamente. Non bastano i numeri, bisogna individuarne la fonte e capire ne abbiano beneficiato i vari segmenti dell'economia;mi sembra che esistano situazioni diffuse nelle quali il clima della crescita non ha influito granchè. Dopodichè mi sembra esagerato parlare di manovra prociclica: una buona parte degli interventi di spesa è a carattere redistributivo e va incontro- tra l'altro in misura insufficiente a mio avviso- alla non più rinviabile emergenza povertà. Dobbiamo ricordarci che, a dispetto della "crescita" ci sono in Italia 12 milioni di persone sotto la soglia della povertà e che i redditi medi di buona parte dei lavoratori dipendenti si aggirano attorno ai 1100 euro mensili. Non credo che economisti come Boeri siano particolarmente propensi a proporre aumenti salariali che gravino sulle imprese. E allora a chi spetta l'onere avvicinare gli standard di vita a livelli- almeno alla lontana- dignitosi, se non alle politiche governative? La riduzione delle imposte era richiesta a gran voce da molti operatori economici e commentatori autorevoli, che dovrebbero ammettere che pure questa è una misura in sè prociclica e spiegare perchè il bilancio dello stato deve essere risanato sempre e comunque a colpi di riduzioni di spesa.Altre questioni sono la riqualificazione della spesa e la riduzione delle aree di spreco, sulle quali concordo che non sembra volersi fare granchè; quello richiederebbe oltre che interventi in finanziaria ,corpose riforme di sistema sulle quali anche questo governo nicchia.

  • Pensierino dopo un corso di Finanza, nel quadro di una tesi sulla trasparenza delle quotate.
    Nome: opla  Data: 04.10.2007

    Professore, in riferimento all'accenno che ha fato sulla legge finanziaria 2oo7, mi sto chiedendo come dare fiducia nell'Italia agli investitori(avendo fatto caso che i dividenti e sicuramente anche les tasse sul capital gain in caso di dismissione stanno per passare al 20% si o no? si ciò!). Sono rimasto colpito della sua argomentazione in rilevo al risanamento del debito pubblico, senza per tanto dare peso al shock delle generazioni. Insomma...Se les imposte sulla produzione diminuiscono e aumentano quelle dei strumenti finanziari quotati (“comunitari”) mi sembra paradossale il fato che ci possa essere un beneficio visto che la tendenza è orientata verso la sfugga alla Valentino Rossi. Credo di intendere che stiamo per prendere la strada a lungo termine come il Giappone. E' forse è meglio così se vogliamo affermare la qualità made in Italy, e consente anche di dare un ambiente proficuo per R&S, e magari accaparrandosi le invenzioni e tenendocele, concorrendo nel "settore" del capitale intellettuale". Ma la scommessa è rischiosa se emigrano le persone (?welfare) e le imprese oltre alle fortune mentre immigrano prodotti e lavoratori a basso costo. Va bene che con la riforma del TFR qualcosa possa attenuare l'avversione nei confronti di controparte ma come la mettiamo con i rischi di mercato? La lotta all'evasione, e in misura minore il controllo dell'inflazione aiutano se l'Italia riesce a comunicarlo e dar loro credibilità a livello internazionale. Dopodiché siamo campioni del mondo, allora pensate se giocassimo in casa, in difesa fino ai rigori.

  • quale politica economica adotta il governo?
    Nome: antonio petrina  Data: 04.10.2007

    Non avendo utilizzata la riduzione effettiva del risanamento, poi paradossalmente questa riduzione la si opera nei contratti del pubblico impiego senza rispettare i patti ovvero rinnovari i contratti da tempo ormai scaduti come quello dei segretari comunali ( scaduto dal 2001): è anche questa una riduzione ad investire nel futuro della p.a. e della risorsa principale (gli uomini) nonostante i proclami del ministro Santagata di renderla efficiente !