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La parodia dei premi al merito

di Tito Boeri, e Pietro Ichino*, Categoria Lavoro, , Data 26.04.2007
Premi alla produttività dei pubblici dipendenti? No chiamiamoli con il loro vero nome: si tratta di una riedizione delle vecchie indennità di presenza e di compensazioni per chi ha commesso reati nell'esercizio delle sue funzioni. L'esempio dell'accordo dei dipendenti del Tesoro. Un documento davvero illuminante.
COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • L'esempio dovrebbe venire dall'alto
    Nome: federico zampolli  Data: 08.06.2007
    Sono d'accordo con le vostre tesi tuttavia esiste una grande ipocrisia da evidenziare. il caso visco-speciale è solo la punta dell'iceberg Se un generale è infedele alla PA o anche peggio, perchè premiarlo con 10 anni di superstipendi alla Corte dei Conti? Naturalmente tutti si pongono dei seri dubbi sulla vicenda, ma se fosse vera la teoria di TPS perchè il premio?. L'On. Fassino a Ballarò risponde che è un normale automatismo di premio previsto per gli alti dirigenti. Automatismo: è questa la parola che temono coloro che credono nella meritocrazia, ed è purtroppo la parola che viene applicata nella PA sempre e comunque, anche di fronte agli illeciti, e che viene santificata dagli onorevoli sacrificando la legalità.
  • le parodie dei risultati e degli incentivi
    Nome: antonio petrina  Data: 23.05.2007
    caro prof. Ichino, come lei sugeriva lei è ira di rimboccarsi le maniche infatti è da 2 anni che nel mio comune il fondo della produttività viene ripartito al 100% in base ai progetti ed ai risultati verificati oggettivamente. Nei comuni italiani non sarà la regola generale, ma molte amministrazioni sono su questa linea. Perchè allora non rinnovare il contratto dei dipendenti per gli enti dando incentivi e riconoscimenti agli enti virtuosi che fano economie nei servizi con il medesimo personale ?
  • meritocrazia nel p.i.
    Nome: lombardi nicola  Data: 22.05.2007
    Il pubblico impiego è in sciopero il 1 giugno p.v. per il diritto a rinnovare il contratto nazionale di lavoro - biennio economico 2006-2007, scaduto da 17 mesi. Il Governo, che aveva assicurato l'esistenza delle risorse economiche alla vigilia della finanziaria 2007, dimostratosi inadempiente, ha rinnegato l'accordo firmato con il sindacato il 5.4.2007, di 101 euro per i ministeriali. Nel Memorandum firmato da Governo e OO.SS. ( intesa sul lavoro pubblico su proposta di CGIL CISL UIL ) è affermata in maniera forte la volontà di rendere la pubblica amministrazione moderna, più efficiente e certamente più capace di rispondere ai bisogni della collettività. Per fare questo la dirigenza pubblica deve fare il suo dovere, assumersi le sue responsabilità di gestione, assumere decisioni da "datore di lavoro" e dimostrarsi all'altezza delle sfide che la riforma della p.a. impone. Siamo d'accordo a discutere di produttività del pubblico impiego in modo del tutto nuovo, ma vogliamo cominciare dalla produttività ( e dalla capacità gestionale) dei dirigenti, che guadagnano cifre non certo equiparabili a quelle della "massa" dei dipendenti pubblici e che in teoria ( ma non in pratica ) dovrebbero rispondere pesantemente dei risultati negativi o non soddisfacenti della loro gestione. L'accordo del Ministero Economia e Finanze di cui all'articolo dei prof. Boeri e Ichino, oggetto di una nostra specifica replica alquanto articolata, sta tutto in questa situazione. Un ministro Padoa Schioppa che ha pesanti responsabilità nel grave ritardo cin cui ha sottoscritto gli accordi sindacali nazionali, le resistenze della dirigenza pubblica nell'escludere dal premio di produttività quei dirigenti responsabili di atti dolosi o oggetto di condanna definitiva, il tentativo di "allungare" ulterioremente la chiusura di una vertenza che si è trascinata, per responsabilità della sola parte pubblica, oltre ogni misura.
  • Il pantano della P.A.
    Nome: Corrado Nicolino  Data: 20.05.2007
    Sono un dipendente pubblico. Nel mio ente esiste da tempo una retribuzione di risultato (il 30 % del totale), quindi teoricamente saremmo all’avanguardia nel panorama della P.A. italiana. Se, però, si va più in profondità, si scopre che è un risultato di tutto l’ufficio periferico, ottenuto su alcune linee produttive, dette prioritarie, e solo dai relativi addetti (veri schiavi ai remi), a vantaggio di tutto il personale. Il quale personale, durante l’anno, quando vengono diffusi i dati della produzione, monta campagne denigratorie, risse assembleari, nei confronti di coloro “che non ci faranno prendere i soldi”, ma si guarda bene dall’offrirsi come sostegno ai colleghi in difficoltà., in ciò favoriti dall’atteggiamento pilatesco dei dirigenti che non vogliono turbare gli assetti esistenti. Questi progetti di produzione, inoltre, vengono tirati fuori dal computer, non tengono conto delle reali condizioni delle sedi periferiche. Nel mio ente, infatti, metà del personale è concentrata a Roma, senza dirette funzioni produttive, e la maggior parte delle sedi del Nord ha vuoti paurosi negli organici, non si sa come facciano a tirare avanti, ma nonostante ciò siamo trattati tutti allo stesso modo. La dirigenza è interessata solamente a salvaguardare le proprie ipertrofiche retribuzioni: caro professor Ichino, i nullafacenti non sono nient’altro che i protetti dei dirigenti, magari su sollecitazione politica o sindacale! Qualche anno fa avevamo sperimentato anche la valutazione individuale, a giudizio del dirigente, soprannominata spregiativamente “pagellina”, che dava diritto ad un “bonus” sul premio di produzione: il risultato fu che il bonus andò a raccomandati e sfaccendati. Nella realtà della P.A. italiana, paradossalmente, il rischio è che i sistemi di valutazione penalizzino chi lavora veramente!
  • Ancora non basta?
    Nome: Fabio Pancrazi  Data: 17.05.2007
    Ho 53 anni, faccio il vigile urbano (Sansepolcro AR) ed ho 31 anni di contribuzione. Con le norme i vigore (me temo proprio che a breve peggiorino) potrò andare in pensione a 62 anni (età richiesta dal 2014), casualmente io con 40 anni di servizio. Quando entrai al lavoro eravamo tra i primi in Italia a poter andare in pensione, ora siamo gli ultimi: non abbiamo "esuberi" come nelle banche, "mobilità" come nel privato, ecc. Avevamo un'assistenza sanitaria abbastanza valida, ora no. Da noi carriera zero, si entra vigile urbano e si finisce vigile urbano, non si diventa nemmeno "appuntato" come nei Carabinieri. Le piccole "progressioni orizzontali" e la "produttività" non sono che i nuovi nomi, meno sostanziosi dei "vecchi scatti di anzianità" e di una parte di stipendio "scorporata" dove pescano amministratori politici e sindacati per dispensare "indennità" ai loro amici, quel poco che rimane te lo danno solo se "meritevole". Con la "microcriminalità", il "vigile di quartiere" ed altre belle parolone si pretende che alla mia età io diventi Batman.
  • parodia dei premi al merito
    Nome: Stefano Oteri  Data: 15.05.2007
    Sono un COBAS del Ministero Economia e Finanze ed ho cercato di seguire (vista la NON democrazia sindacale) tutto l'iter del cosiddetto contratto integrativo sulla produttività. Vorrei precisare che questo accordo ha come oggetto le "cartolarizzazioni", cioè le vendite degli immobili pubblici e le economie sulla lotta all'evasione fiscale. Quindi sono soldi che i lavoratori del MEF hanno meritato di prendere per il loro "lavoro sporco e silenzioso" a favore dell'intera comunità (vedi il tesoretto....) E' inutile che facciate polemiche sulla distribuzione di questi soldi: l'accordo così raggiunto è stato voluto dalla parte politica, dall'Amministrazione e da cgil-cisl-uil (non cito le altre sigle sindacali tanto non contano...). Il dipendente statale non può essere paragonato all'operaio o all'edile; certo, è più tutelato per la tutela del posto di lavoro ma, ve lo assicuro personalmente, lavora sotto una dirigenza incapace, senza sbocchi di carriera e demotivato professionalmente. Per non parlare dei salari... In più abbiamo la dittatura sindacale e politica, che ha resa la P.A. un serbatoio di voti ed una casa accogliente per tutti... Non c'è spazio per scrivere altro, ma mi piacerebbe parlarna ancora e seriamente... Grazie a tutti
  • Criteri oggettivi?
    Nome: Leon.k  Data: 15.05.2007
    Ma in concreto quale potrebbe essere un criterio oggettivo per valutare il rendimento dei dipendenti pubblici? La verità è che un tale criterio non esiste.
    Risposta:
    Il panorama internazionale offre da decenni numerose esperienze di valutazione e misurazione dell'efficienza e produttività - anche individuale - in vari settori delle amministrazioni pubbliche. E' solo questione di rimboccarsi le maniche e incominciare a sperimentarli anche da noi. (p.i.)
  • Premi al merito
    Nome: enrico  Data: 15.05.2007
    Statali sempre nel mirino. Ora per i "premi", prima per le "promozioni", dopo per qualche altra cosa, visto che la causa di tutti i mali dell'Italia sono i dipendenti pubblici. Rammento che la categoria è stata, da sempre, la più bistrattata e malpagata di tutto il settore impiegatizio. Forse i politici e gli "esperti" dimenticano che, quando ha fatto comodo, gli organici furono ingolfati a dismisura per emanare una serie di leggi ad hoc affinchè la pubblica amministrazione divenisse dispensatrice di discutibili provvidenze a questa o quella categoria che sarebbe stata riconoscente al momento delle elezioni. Ora a pagare devono essere solo i dipendenti, già mortificati dagli scarsi emolumenti e da carriere inesistenti (nonostante le tanto sbandierate riqualificazioni), da lavori poco qualificanti e da una bassissima considerazione da parte dell'opinione pubblica. Se qualcosa si vuole fare si cominci ad incidere nei perversi meccanismi dei nostri parlamentari ed amministratori nonchè dei tanto "gettonati" consulenti, che cumulando più incarichi (e relativi retribuzioni) offrono un pessimo servizio alle Istituzioni cui sono preposti con insostenibili costi a carico della collettività.
  • Il merito..degli accordi
    Nome: Alessia  Data: 07.05.2007
    Sono un funzionario pubblico e leggendo l'accordo mi domando: ma interessa veramente a qualcuno riconoscere il merito? E quanto coraggio dovrà mai avere la PA per definire criteri di valutazione un po' più sofisticati del numero di ore di presenza o dell'anzianità? Oltre al danno dell'appiattimento retributivo ci tocca sopportare anche la beffa della finta incentivazione!! Le organizzazioni sindacali e i vertici delle PA oltre a demotivare, con questi accordi illuminati, i dipendenti che mettono impegno e passione nel proprio lavoro, mantengono il lavoro pubblico distante anni luce dalla realtà lavorativa del privato; possono farlo solo perché ritengono di non dover rendere conto delle proprie decisioni, come se lo spazio della negoziazione fosse una “loro” proprietà privata. Il prezzo più alto lo pagano innanzitutto i cittadini: non si può migliorare la qualità dei servizi pubblici se non si risolve il problema della produttività dell'impiego pubblico e della sua valutazione. A cominciare da quella dei dirigenti pubblici, valutati oramai da diversi anni, fulgido esempio dello stile italiano. Anche quando i sistemi di valutazione sono ben congegnati, spesso le valutazioni o autovalutazioni, si fondano su obiettivi assegnati a fine anno, di fatto già raggiunti, e che dunque non possono essere sfidanti e puntare al miglioramento delle prestazioni! Non c'é memorandum che tenga se non si scardina l'autoreferenzialità delle PA. Le PA devono essere costrette a rendere conto alla collettività non solo per la qualità dei servizi che erogano ma anche per come gestiscono le proprie risorse, personale compreso. Ben venga l'Authority se utile a questo scopo!
  • incentivi lotta evasione
    Nome: comune funzionario  Data: 03.05.2007
    L’accordo pubblicato riguarda la ripartizione (devoluta alla contrattaz. integrativa) di un particolare incentivo (anzi di piu incentivi!) per lotta evasione, risparmi su debito pubblico, cartolarizzazioni ecc riguardante non solo il dipart. tesoro ma tutti i dipendenti del Ministero dell’economia e delle finanze + monopoli + agenzie ). Trattasi di somme spettanti inizialmente ai dipendenti delle Finanze per la lotta all'evasione , il 2% degli introiti ascrivibili a questa voce (articolo 12 del decreto-legge 28 marzo 1997, n.79, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 maggio 1997, n.140) . Successivamente, l'articolo 3, comma 165 della legge 350 del 2003 (Finanziaria 2004) ha incluso anche il versante «Tesoro», come premio per i «tagli di spesa» ottenuti. La cosa ha già destato scandalo nel dicembre 2004, quando una pioggia di soldi cadde in modo imprevisto sulle teste (soprattutto di dirigenti di seconda fascia e dirigenti generali) dipendenti MEF , cifre astronomiche che arrivarono pare anche a cifre di 50.000 euro cadauno per alcuni fortunati capi dipartimento . Ma l'aggravante di questi incentivi è che va a premiare il personale in modo del tutto indistinto, a prescindere da ogni benché minimo coinvolgimento in attività riferentesi a lotta evasione, riduz debito pubblico, cartolarizzazione. Per i dipendenti "livellati" (non dirigenti) rappresenta un contentino per i miseri stipendi che percepiscono. Per i dirigenti, già strapagati, una autentica manna dal cielo……. Sarebbe il caso di approfondire il contenuto e gli effetti della norma (sopraindicata) che tutto cio prevede……