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CONTRIBUENTI FRA TRASPARENZA E PRIVACY

di Gregorio Arena , e Maria Paola Guerra, Categoria Fisco, / Informazione, Data 13.05.2008

L'Agenzia delle Entrate assume come elemento centrale la scelta del legislatore di conoscibilità degli elenchi nominativi dei contribuenti da parte di chiunque, ossia da parte di soggetti indeterminati. Viceversa il Garante assegna un ruolo determinante ad altri passaggi e ne trae un limite tassativo alle modalità della pubblicazione. Ma entrambe le letture si fondano sulla norma. Non si configura quindi né un problema di legittimità né un illecito. Il vero nodo giuridico e politico è quale trasparenza in materia fiscale si voglia oggi garantire nel nostro ordinamento.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • CONTRIBUENTI FRA TRASPARENZA E PRIVACY
    Nome: Orazio Cicciarella  Data: 18.05.2008

    Credo che i cittadini abbiano il diritto di conoscere gli elenchi con i redditi dichiarati e le tasse pagate perché questo da la misura del controllo sociale su uno degli aspetti del patto fondamentale per il buon funzionamento della società e ha funzione di deterrenza generale. Tuttavia vanno risolte le problematiche sulla pubblicazione online. Credo che se il problema diventa solo tecnico, le soluzioni informatiche, per la tracciabilità e legittimità di chi accede ai dati, per la impossibilità di copiarli e costituire banche dati improprie e di chiuderne l'accessibilità dopo il tempo stabilito si trovano facilmente, con buona pace di tutti. Penso che, come sempre, dietro queste problematiche si nascondono altri interessi, di settori molto forti e ben rappresentati che la debolezza della politica oggettivamente amplifica perpetuandoli, lasciandoli irrisolti e nascondendo i veri problemi di sostanza su cui andrebbe appuntata l’attenzione e che andrebbero messi al centro della della discussione e dell’azione politica.

  • GLI ABUSI DEL GARANTE
    Nome: Libero  Data: 17.05.2008

    Ricorderete tutti la vergognosa (e illegittima) decisione di censurare la trasmissione "le iene", che avevano fatto un pezzo sull'uso della droga tra i parlamentari, che non comportava la diffusione di dati sensibili o personali. Purtroppo nessuno fece ricorso. Ogni volta questo pseudo garante distorce le norme e in sostanza le riscrive per giustificare il proprio potere o per fare qualcosa a favore dei potenti di turno. C'e' purtroppo un consenso mediatico assolutamente ingiustificato, e avallato dai mezzi di informazione che protegge questi falsi garanti dei diritti. Quando hanno fatto l'ispezione in Telecom hanno bevuto ogni fandonia che gli fu raccontata, mentre venivano commessi reati di ogni tipo (intercettazioni abusive, abuso di dati di traffico, sms, dossier, ecc). Dopo poche settimane le magistratura scopriva tutto. Di fronte a questa dimostrazione di incapacita' nessuno ha pensato bene di dare le dovute dimissioni. Dubito che il pessimo Visco riesca a fare valere le sue ottime ragioni giuridiche contro un potere sostanzialmente autoreferenziale.

  • pubblicità
    Nome: Ermanno Tarozzi  Data: 16.05.2008
    Ripeto quanto già detto in precedenza. Presso gli uffici del Comune di Bologna sono, da anni, visibili e consultabili i redditi di tutti gli utenti.Gli stessi giornali locali provvedono alla loro pubblicizzazione. Ermanno Tarozzi
  • Diritti individuali diritti sociali
    Nome: lodovico malavasi  Data: 15.05.2008

    Abituati a confondere i primi con i secondi e a non fare distinzioni,credo che non si possa fare chiarezza chiarezza se non cambiando cambiando Costituzione e Codici. Per altro verso chi pone limiti al Diritto di Informazione non fa parte della " nostra tanto amata società orizzontale" e pertanto i suoi comportamenti saranno sempre censurabili ed allora che ognuno faccia come crede, fermo il Diritto della Magistratura ad indagare ed ad esprimere ciò che è buono e ciò che è cattivo, sempre secondo Legge.

  • Pubblicazione redditi on-line
    Nome: GAETANO LO PINTO  Data: 15.05.2008

    Il provvedimento dell'Agenzia delle Entrate in merito alla pubblicazione on-line dei redditi di oltre 38 milioni di italiani, rispecchia la linea assunta già in passato dai Governi di sinistra. Mi meraviglia il fatto che nessuno dei commentatori sia di destra che di sinistra, nè tantomeno La Voce.info, che come ho già fatto notare in una mia precedente e-mail è apertamente e molto poco trasparentemente schierata a sinistra, abbia fatto notare una poco edificante somiglianza tra questa ennesima iniziativa fomentatrice di litigi e invidia e risentimento tra i cittadini e l'iniziativa adottata qualche anno fa, ad opera di un governo di uguale colore politico a quello che oggi ha adottato l'iniziativa oggetto di tanti commenti contro e a favore,rappresentata dalla scritta 117 fatta apporre sulle auto della finanza, allo scopo di far diventare delatori gli Italiani, cosa brutta e disdicevole indipendentemente dagli scopi nobili che in teoria si prefigge. Tanto vi dovevo in quanto attento lettore on line de lavoce.

  • Trasparenza e privacy
    Nome: lucio tamagno  Data: 15.05.2008

    Se le analisi macro erano state già uno schiaffo ai contribuenti onesti, con circa un 90% degli italiani che si barcamenano fra l'indigenza e l'arrivare con grande difficoltà alla fine del mese (a questo corrispondono 40.000 o meno euro lordi annui), l'analisi puntuale è sale su ferite aperte. Come si possa vivere in un appartamento da oltre 1 M euro con 600 euro mensili di spese di amministrazione ed un imponibile di 25.000 euro è cosa degna di una laurea onoris causa in economia! Chi poi l'appartamento (A1), l'ha appena comprato, ristrutturato ed arredato (stima attendibile 1,5 M euro) con reddito 0, dovrebbe essere alla guida della BCE. E' certo che la GdF abbia molto altro da fare, ma penso sia bene attivare urgenti azioni per far sì che certe "assurdità" rientrino nel limite della decenza. Quando il governo stimolerà in modo attivo la trasparenza, rendendo possibile una estesa detrazione delle spese sostenute (oggi non si detrae neanche l'ICI, ma spero che se gli immobili A1 lusso manterranno la tassa almeno questa dovrebbe essere detratta dall'imponibile) sarà sempre troppo tardi.

  • Polemica strumentale
    Nome: aris blasetti  Data: 14.05.2008

    Appare evidente anche al più sprovveduto che la decisione di Visco di pubblicare su Internet i dati fiscali degli italiani a due giorni dal passaggio delle consegne al Ministero delle Finanze è stata unicamente una manovra politica allo scopo di screditare in partenza il nuovo governo che, qualunque posizione avesse preso, favorevole o contraria, si sarebbe comunque alienato una parte dell'opinione pubblica. Discutendo nel merito della questione è altrettanto evidente la bontà della decisione presa che è improntata alla massima trasparenza e l'unico filtro che avrebbe dovuto essere posto era quello che la consultazione degli elenchi doveva presupporre l'iscrizione al sito dell'Agenzia delle Entrate con conseguente rintracciabilità dell'interrogante. Il tutto al fine di scoraggiare eventuali maleintenzionati. Il vero scandalo non sono i grandi contribuenti Paperoni ma gli innumerevoli evasori che dichiarano redditi da poveri pensionati ed hanno tenori di vita da nababbi, il solo fatto di poter apparire su Internet alla vista di tutti (senza ipotizzare eventuali delazioni che ripugnano la coscienza) potrebbe indurli ad un comportamento fiscale più dignitoso.

  • Essenza&Finalità&Mezzi
    Nome: Michele Costabile  Data: 14.05.2008

    Nel dibattito sui dati di contribuzione fiscale si oscilla fra "giuridichese" e "ideologismi", senza chiarire essenza (oggetto), finalità del tema (problema?) e ruolo dei mezzi. 1. Essenza. Sono i dati tributari sensibili? Per rispondere e' necessario chiarire cosa sia sensibile. E' sensibile un dato "individuale" che reso pubblico modifica il posizionamento sociale dell'individuo e gli atteggiamenti e i comportamenti sociali che lo riguardano, con implicazioni negative. A ciascuno - soggettivamente o scientificamente (psicometrica) - le verifiche del caso 2. E' il modo migliore per incentivare il controllo sociale? Detraibilità anche minima (e magari mirata ai settori le cui misure di sommerso sono maggiori, e per cui quindi il mancato tributo da detraibilita' sarebbe compensato dal maggiore gettito da emersione) e formalizzazione dei documeni amministrativi (perche' mai i tassisti non emetono uno scontrino fiscale?) sono due semplici esempi di inventivi efficaci al controllo sociale. 3. Sono i mezzi di comunicazione (e i rpocessi in senso lato) neutrali rispetto al messaggio? Notoriamente no. Vale quindi la pena trovare il "giusto mezzo" (che sia messaggio).

  • Bullismo fiscale
    Nome: as  Data: 14.05.2008

    Le argomentazioni dell'articolo di Arena e Guerra lasciano perplessi (il fine giustifica i mezzi?)e non hanno convinto nemmeno il Garante, che ha stabilito che l'atto dell'agenzia delle entrate è illegittimo. Sono completamente d'accordo con quanto detto da Ellegi e Parravicini. Invece mi stupisce che un avvocato come De luca dimentichi il principio di legalità nella pubblica amministrazione, mentre il discorso di Crescentini potrebbe giustificare ex ante ogni arbitrio del potere politico...

  • Non è un problema di legittimità?
    Nome: valerio  Data: 14.05.2008

    L'autorità garante deve ragionare in termini di legittimità. E non si danno mai due interpretazioni di una norma. sSlo una vale, altrimenti non è una norma