
L'abolizione dell'Ici è una vittoria dell'apparenza sulla sostanza. Proprio perché l'imposta riguarda l'80 per cento degli italiani, dovrebbe essere chiaro che gli stessi beneficiari dovranno pagare in altre forme quello che è presentato come un regalo. Il minor gettito dei comuni sarà compensato con trasferimenti dal centro. Ma mentre l'Ici si autoregola, un sussidio per definizione genera una domanda unanime di incremento. Tutto fa pensare che nella manovra su imposte nazionali per sostituirne una locale non ci sia alcun guadagno né di efficienza né di equità.
"Invece di tagliare l'ICI, imposta comunale sugli immobili sulla prima casa, sarebbe stato meglio intervenire su qualche altra tassa". Sono queste le parole del Ministro Roberto Calderoli battute da un'ansa martedì 22 luglio a non più di due mesi dall'introduzione della norma, voluta dal governo di cui lui stesso fa parte, che abolisce per tutti l'imposta sulla prima casa di proprietà. La manovra del governo Berlusconi, successiva alla già prevista riduzione dell'ICI effettuata da Prodi per il 2008, è stato calcolato che comporterà una caduta di gettito per i comuni di circa 2 MIliardi di Euro (http://www.lavoce.info/articoli/istituzioni_federalismo/pagina1000389.htm), che l'amministrazione centrale dovrà in qualche modo ripianare. Così faccio una rapida riflessione e mi chiedo: - ma è normale che un governo che professa il feredalismo poi elimini l'unica imposta locale di una certa importanza?"
Perfettamente d'accodo con l'autore; aggiungo che l'abolizione dell'ICI è pura demagogia bi-partisan, era la tassa più giusta immaginabile, più facile applicabile, più opportuna nel contesto delle ambizioni di federalismo e di autonomia locale, più equa nel mercato sempre più libero e più ampio dell'immobiliare di proprietà e di locazione. La vera misura sociale sarebbe stata quella di alzare la soglia esente dell'IRPEF, ma non si può fare, perchè ci sono troppi furbi che già con l'attuale soglia dichiarano di non dover niente al fisco.
Forse è la più democratica delle imposte. Tutti sono costretti a pagarla e nessuno ad evaderla. Chi non ha casa non la paga! E' una delle pochissime imposte federali assieme alle addizionali comunali e regionali e questa imposta resta sul territorio, anzi nel comune dove è presente quell'abitazione. Se il mio sindaco l'aumenta e non mi da servizi migliori, si scorda il mio voto. Se il mio sindaco l'aumenta e migliora i servizi (strade,fogne,burocrazia,illuminazione,ecc.) la pago volentieri e lo voto volentieri. Mi sembra democrazia.
L'articolo è molto centrato, si può aggiungere però qualcosa: 1. oltre alle ville ed ai castelli pagano anche le A1 e garantisco che non si tratta di poco. Purtroppo i media parlano solo delle prime 2 tipologie; 2. non sono contento di essere fra i "superstiti", ma vorrei detrarre quello che pago dal mio imponibile IRPEF (ineludibile), specialmente oggi che è ufficiale che l'ICI non più pagata sarà restituita a carico della fiscalità generale, ai miei soldi si risparmia solo il viaggio a Roma. Ma non è anticostituzionale pagare tassare le tasse? 3. spero che le mansarde vista colosseo accatastate come sgabuzzini vengano riclassificate e se non ville e castelli almeno A1 devono diventarlo. Ma allora basta che i comuni riclassifichino gli immobili?
Condivido l'opinione di chi pensa che sia altamente contraddittorio (e sintomo di un "pensiero" programmatico assai confuso che sembra caratterizzare l'attuale governo) rivendicare il federalismo fiscale e al tempo stesso ridurre il ruolo che assume l'ICI nel finanziamento dei Comuni, sostituendo il minor gettito di un'imposta che viene decisa autonomamente dai singoli Comuni con l'equivalente (speriamo) trasferimento dal Bilancio dello Stato, il che significa, in sintesi "meno federalismo". Risibili mi sembrano i solenni proclami circa la non imposizione della prima casa (perchè non anche della prima automobile, allora o magari della prima barca?) che non hanno nessun senso. Togliere del tutto l'ICI sulla prima casa vuol dire, semplicemente, estendere a coloro che abitano nei "beaux quartiers" i vantaggi che il governo Prodi aveva concesso ai poveretti che abitano case normali di quartieri periferici. Se il termine non fosse in disuso la si dovrebbe definire una scelta di classe. In linea con l'attuale governo ma molto meno coerente rispetto alle necessità di governo della finanza pubblica ed al sostegno delle autonomie locali.
L'unico aspetto positivo dell'ICI è che non si può evadere, quindi la pagano tutti, ricchi (molto meno di quanto dovrebbero, viste le rendite catastali) e poveri. Abolirla va bene, basta però che si facciano dei tagli reali alla spesa e che tutto non venga risolto aumentando il prelievo sull'Irpef, perchè così sarebbe una bella beffa: favoriamo ancora una volta chi evade, e quindi che dichiara redditi Irpef ridicoli e gli togliamo una delle poche tasse che non poteva evadere...
Non sono un grande espeto in materia, penso comunque che tassare la prima casa di proprietà non sia giusto, anche se per le poche informazioni che ho, negli altri stati in Europa c'è una tassa simile. Ovviamente togliendola verrà a mancare gettito per i comuni, per cui verranno aumentati i trasferimenti dallo stato centrale ed ad ad oggi non ho ancora capito da dove verrano presi i soldi per la copertura. Inoltre l'ICI era comunque una tassa federalista, che stranamente viene abolita da un governo ove è presente la lega. Penso che sarebbe più utile tassare case sfìtte e tassare i consumi.
In linea di principio una tassa sulla prima casa non è giusta. La casa è un bene di prima necessità ed è già costosa da mantenere. Dalla seconda casa in poi, se necessario, può essere invece giusto tassare un immobile. Di sicuro occorre prevedere una tassazione elevata per le case sfitte: occorre incentivare o la vendita o l'affitto a chi ne ha bisogno. Detto ciò rimane un neo: perchè partire dall'ICI? Perchè da una tassa locale? Se l'obiettivo è semplicificare la gestione della res pubblica, avrei preferito abbassare o eliminare una tassa nazionale, non locale. Sopratutto in previsione di un sempre più vicino federalismo fiscale. L'ICI era una tassa che si pagava al proprio territorio, alla propria "comunità". E, come scrive l'articolo, è un elemento diretto per giudicare l'operato dei comuni. In generale credo che l'apparenza di questa mossa non sia nel decreto in sè, che in linea di principio è giusto. Il problema, a mio avviso, è la comunicazione. Il non pagamento dell'ICI non cambiaerà la situazione critica degli italiani. In Italia il problema di fondo è che nei settori chiave dell'economia il mercato non funziona, perchè è malato e c'è una finta concorrenza.
Si dimentica che l'ICI è una imposta (mascherata) sul patrimonio. La Costituzione prevede invece che le imposte siano parametrate sulla capacità contributiva delle persone, sul loro reddito. Reddito, e non patrimonio. Quindi l'ICI è una tassa costituzionalmente molto dubbia, e socialmente odiosa. Un secondo vantaggio dell'abolizione dell'ICI è che i comuni saranno costretti a mettere in ordine i loro conti, tagliando sprechi e spese inutili. Vome ad esempio le spese per le consulenze, che non sono altro che clientelismo legalizzato. Nel mio comune (170.000 abitanti) le spese per consulenza ammontano alla cifra, per il 2007, di cinque milioni di Euro.
L'abolizione di ciò che rimaneva dell'Ici pone il problema di come sostituire tale imposta. Una soluzione, a mio parere , potrebbe essere quella di aumentare significativamente l'Ici sulle case sfitte, contribuendo così a risolvere due problemi. I proprietari di vere case sfitte, tenderebbero ad affittarle per risparmiare il costo aggiuntivo della tassa. Quelli delle frnte case sfitte dovrebbero uscire alo scoperto denunciando un affitto che prima era in nero. Nel primo caso si potrebbe verificare un'abbassamento dei costi degli affitti, grazie alla massa di appartamenti che si riverserebbe sul mercato. Nel secondo verrebbero alla luce una grande massa di affitti in nero che tra tassa di registro e Irpef potrebbero compensare in parte i trasferimenti dalla Stato ai Comuni. Naturalmente l'aumento dell'ici dovrebbe essere molto consistente (raddoppio?) per ottenere i risultati ipotizzati.