Logo stampa
 
 
 

Commenti

PISA AMARA PER MERIDIONALI E IMMIGRATI

di Giovanni Ferri, e Vito Peragine, Categoria Scuola e Università, / Mezzogiorno, Data 28.03.2008

I risultati dell'indagine Pisa sono sconfortanti per l'Italia. E i punteggi sono significativamente inferiori alla media italiana sia per gli studenti meridionali che per quelli figli di immigrati. Proprio le due componenti destinate a pesare di più nella composizione della popolazione scolastica del prossimo futuro. In prospettiva, dunque, la situazione peggiorerà ancora. Intervenire è necessario. Ma ogni euro investito per migliorare l'offerta scolastica darà potenzialmente maggiori ritorni se indirizzato al Mezzogiorno o agli immigrati.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • PISA amara per meridionali e immigrati
    Nome: giuseppe  Data: 24.06.2008

    A seguito dell'articolo e sopratutto dei commenti, mi viene difficile commentare alcuni di questi, mi stupisce molto il fatto che nessuno abbia posto interrogativi su alcuni aspetti secvondo me di primaria importanza, e cioè: come mai i docenti del sud che lavorano al nord riescano ad ottenere risultati diversi da quelli che rimangono nelle natie terre? Forse perchè quest'ultimi sono i più BRAVI a superare i concorsi al Sud.....vogliamo poi parlare delle strutture edilizie scolastiche? dell'esistenza dei laboratori e dell'aggiornamento degli stessi? vogliamo infine parlare dell'efficienza dei Dirigenti Scolastici e della loro professionalità? inoltre e concludo altrimenti vado sul banale vogliamo parlare dei controlli sui fondi PON e sui corsi previsti nei POF delle varie scuole? e per finire che dire dei corsi di recupero? si pensa sempre e solo a recuperare le carenze dei ragazzi che più delle volte non hanno voglia di studiare e non si pensa mai o quasi mai di dare opportunità ai ragazzi più preparati e vogliosi di migliorarsi.....

  • Articolo Giavazzi sulla scuola italiana
    Nome: Giuseppe Riccardi  Data: 15.06.2008

    Ho letto l'articolo di Giavazzi sul Corriere di oggi che fa riferimento aa voi rispetto a risultati Ocse e Pisa Da ex-insegnante vorrei fare alcune annotazione in margine: 1. sarebbe opportuno che i risultati Ocse e PISA fossero pubblicizzati dipiù anche per coinvolgere in un dibattito enti locali e famiglie anche in una competizione virtuosa 2. Continuare a dare nuovi fondi per premiare cattivi risultati delle aree carenti può far fare la fine della Campania e di Napoli: niente responsabilità e incentivare i comportamenti negativi che finiscono col rendere di più economicamt3. L'unica vera riforma è partire dai dati reali della scuola e cominciare a trarne le conseguenze: troppi insegnanti troppi bidelli, troppe ore passate a scuola dagli studenti, troppi anni scolastici delle superiori, troppa superficialità e parassitismo degli enti dell'aggiornamento e dell'università. 3. Giavazzi propone di passare ai presidi il potere di selezionare gli insegnanti ! Presidi confermati con esami burla come dirigenti, presidi che al contrario degli altri paesi europei non vengono da studi specialistici di eccellenza o non hanno contratti triennali rinnovabili sulla base di risultati raggiunti.

  • Totò era meridionale
    Nome: franco  Data: 30.05.2008

    In questo momento di basso profilo politico, civile e con questo Paese alla mercè di opportunisti di bassa lega, molti atteggiamenti del Grande Totò e soprattutto molte frasi suonano come delle vere profezie: "Tu mangi un pollo io niente e per la statistica abbiamo mangiato mezzo pollo a testa". Io sono un piccolo imprenditore vorrei dire a qualcuno di farsi un giro in Veneto (ci lavoro) o nel Bresciano. Mi chiedo come possono essere credibili certe indagini. La statistica e la ricerca sono "fotografie della realtà" (quinidi fotografie) che vanno interpetrate da cervelli colti, aperti e capaci. A Verona dopo 20 anni hanno rifatto il vino a metanolo debbo credere che gli industriali del posto sono tutti deliquenti?

  • PISA AMARA...
    Nome: marco  Data: 02.05.2008
    Secondo il mio modesto avviso è assurdo paragonare i 100 del Sud a quelli del Nord, facendone un indicatore di maggiore qualità. Molti nel Meridione sono i voti gonfiati quale omaggio a genitori pesanti. Lo dico da Meridionale.
  • Ma le vere riforme non sono state mai elaborate
    Nome: Ing. Giovanni Rossi  Data: 21.04.2008

    La situazione è complicata dalle condizioni e dal contesto socio - culturale in cui si trova ad operare la scuola ; è difficile conseguire risultati accettabili e numericamente consistenti nelle regioni meridionali in cui esiste una nutrita popolazione di giovanissimi e di giovani che sfugge all' obbligo scolastico perchè la situazione socio - culturale non lo permette; basti pensare alle sacche di povertà e di criminalità diffuse nelle regioni del sud Italia. Esiste poi il problema del livello di preparazione e di partecipazione del corpo docente che, nel corso degli ultimi decenni è andato scemando per diverse ragioni, prima fra tutte e forse sconosciuta ai non addetti, il fatto che molti docenti insegnano in discipline che non conoscono o conoscono poco, ( è il caso delle materie teniche ! ) il mancato controllo da parte dei D.S. ( spesso più incapaci dei docenti ), le mediazioni e le difese corporativistiche da parte sindacale, che impediscono talvolta l' allontanamento dei fannulloni, le frustrazioni degli insegnanti bravi e meritevoli perchè non adeguatamente retribuiti, la mancanza di un efficace aggiornamento e di un sistema di valutazione oggettivo.

  • Mezzogiorno di scuola
    Nome: roberta carlini  Data: 02.04.2008

    I risultati Pisa dei ragazzi del Mezzogiorno e di quelli di origine straniera non evidenziano un problema "del Sud" ma un problema di tutta l'Italia. Se la scuola non funziona laddove deve recuperare situazioni di partenza più difficili (per reddito, condizioni sociali, lingua, senso civico, spazzatura...), vuol dire che la scuola in sé non funziona. Ragioniamo allora sui cambiamenti dei meccanismi che bloccano la scuola: programmi, reclutamento degli insegnanti e dirigenti, orari, organizzazione, valutazione, infine risorse. (p.s.: A meno di non voler fare un salto all'indietro di qualche secolo, come propone qui qualche post di ispirazione razzista o isolazionista).

    Risposta:

    Prima di rispondere, vorremmo ringraziare tutti i lettori che hanno voluto inviare commenti al nostro contributo. Nell'arco della nostra pluriennale (sia pur discontinua) esperienza di pubblicazione su www.lavoce.info, questo è il contributo che ha raccolto più commenti.

    Condividiamo con Roberta Carlini che la questione delle risorse non è l'unica su cui agire ma occorrerebbe lavorare anche su programmi, reclutamento degli insegnanti e dirigenti, orari, organizzazione, valutazione.

  • Risultati Pisa
    Nome: Franco Vecchiatti  Data: 02.04.2008

    Sarebbe interessante anche capire come mai con una differenza tanto marcata tra il nord-est e le Regioni Meridionali nei risultati scolastici, i giudizi dati agli alunni in uscita dalla terza media vedano nel nord-est una percentuale di Ottimo del 13% circa mentre nel Sud tale percentuale sale quasi al 23%. E sarebbe anche interessante capire come dovrebbe essere investito ogni euro per migliorare "l'offerta scolastica" nel Mezzogiorno.

  • PISA amara per la scuola italiana
    Nome: mauro ramoni  Data: 01.04.2008

    Suggerimenti: Più meritocrazia sia per gli studenti che per i docenti. Più buoni docenti, più soldi e più ore di lavoro in classe per i docenti validi.

  • E' proprio necessario?
    Nome: Gianfranco Vecchio  Data: 01.04.2008

    Mi chiedo, è proprio necessario ospitare nel vostro sito commenti cretini di persone che, commentando le vostre analisi, parlano di ideologia padronale-vaticana, di pericolo per l'istruzione dei giovani padani che si vedranno invasi da insegnanti meridionali e amenità di tal risma? Dal mio meridionalissimo studio sono usciti giovani avvocati che ora lavorano nei migliori studi legali milanesi (e quindi italiani) ed i titolari di tali studi non temono alcun calo della qualità delle loro prestazioni, anzi! Se i giovani meridionali avessero i medesimi strumenti ed opportunità di quelli del nord PISA avrebbe riportato dati diversi. A proposito di civismo, che a noi mancherebbe, quanti sono i meridionali che hanno portato milioni di Euro a Vaduz?

  • Riduzione alunni per classe e discrepanze tra le situazioni urbane e quelle delle piccole realtà locali
    Nome: Ribichesu Cristian  Data: 31.03.2008

    Per migliorare il sistema dell'Istruzione occorrerebbe, purtroppo, una nuova riforma, che però potrebbe essere poco invasiva e molto costruttiva. Tra i principali punti da richiedere sarebbe giusto diminuire il numero degli alunni delle situazioni urbane, dove già si hanno classi di 28/30 alunni, impostando un numero massimo di 16/18 studenti per classe, e contemporaneamente si dovrebbero mantenere le scuole delle piccole realtà locali, per non accelerare quei processi di spopolamento delle zone interne, valorizzando le varie culture locali e creando dei luoghi di aggregazione, anche serali, per giovani che in questo modo possono essere allontanati dalle strade. Con un numero max. di 18 alunni per classe si possono fare i lavori individualizzati, sia per gli studenti del sud che per i fligli degli immigrati, colmando quei famosi gap e migliorando qualitativamente le lezioni. Per fare questo da una parte si devono controllare le attuali destinazioni degli insegnanti, ovvero se insegnanti assunti con contratti di 18 ore settimanali sono poi impiegati nelle classi, d'altra parte bisogna aumentare le assunzioni utilizzando i soldi dei progetti. Merito e miglioramento delle lezioni.

    Risposta:

    Il commento di Cristian Ribichesu invoca la riduzione del numero di studenti per docente, con particolare attenzione ai tessuti urbani. Compatibilmente con i vincoli di bilancio, il suo suggerimento ci pare condivisibile.