
I due partiti principali si presentano come paladini dell'esigenza di un rinnovamento della rappresentanza politica. Cerchiamo allora di misurare il ricambio probabile nel prossimo Parlamento sulla base di due indicatori, l'età e il sesso. Notizie moderatamente buone per le donne, ma sarebbero ancora migliori se il Pd vincesse le elezioni. Per i giovani più facciata che sostanza. Scendono gli "over sixty" e raddoppiano gli "under forty". Tuttavia l'età media degli eletti di Pd e Pdl resta ancora nettamente superiore a quella dell'elettore mediano.
Quale sarebbe la percentuale di donne e di giovani se il PD vincesse le elezioni?
I calcoli sono stati fatti per tutte le forze politiche che sulla base di dei risultati 2006 dovrebbero superare il 4% alla Camera. Per limiti di spazio nell'articolo discutiamo solo dei due partiti maggiori (circa l'80% dei nuovi deputati). Per completezza, comunque, ecco le nostre stime per i partiti che otterranno seggi: Sinistra Arcobaleno 53 seggi, UDC 35, Lega Nord 38, IDV 12.
Sono un consigliere comunale del PD a Sciacca (AG) e quindi, mio malgrado e solo perchè considero il progetto importante, lo voterò. In Sicilia il mio voto eleggerà la moglie di Fassino al Senato. Alla camera contribuirò all'elezione di Enzo Carra, del portavoce di Franceschini, di Rita Bernardini, segretaria dei radicali, di un certo Marco Causi, assessore al comune di Roma, nessuno dei quali è siciliano e quindi espressione del territorio. Per il resto i soliti noti, tra i quali vi sono comunque persone meritevoli. Unica novità la figlia 27enne dell'On. Salvatore Cardinale, inserita in un posto blindato poichè, dato che al padre non è stata concessa la deroga, si è pensato bene di non disperderne la genia. Intere province lasciate senza rappresentanza parlamentare (Ragusa e Siracura), indebolendo così la canidatura di Anna Finocchiaro alla Presidenza della Regione, in un momento in cui sarebbe stato indispensabile valorizzare il più possibile energie e personalità della nostra terra. Cuffaro e Lombardo ringraziano. Come ben potete vedere, gli studi e le elaborazioni statistiche, per quanto corrette scientificamente, non sempre fotografano la realtà. Numeri sono!
C'è poco da rispondere al suo commento. Il nostro articolo non dice nulla della rappresentanza territoriale delle liste o sulla qualità dei candidati perché non abbiamo informazioni per farlo. Stiamo raccogliendo altre informazioni che forse ci consentiranno qualche approfondimento futuro. Ma non è soprendente che con un sistema prorzionale e senza voto di preferenza le liste presentate su un territorio possano avere ben poco a che fare con quel territorio.
Oltre l'indicatore sulla professione, che mi sembra non praticabile, sarebbe interessante sviluppare quello sui precedenti penali, che darebbe anche questo la misura della volontà di rinnovamento delle formazioni politiche. Sarebbe utile, se possibile, fornire una indicazione della distribuzione territoriale per età del ricambio.
È necessario considerare tutti i partiti per calcolare esattamente il numero dei seggi spettanti a ciascuno. Nell’analisi ci siamo poi soffermati solo sui partiti maggiori, anche per motivi di spazio, ma abbiamo dati che ci permettono una ricerca analoga anche sugli altri. Potremo tornare sull’argomento.
Non abbiamo ancora tutte le informazioni necessarie a tracciare un profilo completo dei candidati (lavoro, titolo di studio, etc). Restiamo dell’idea che certe notizie dovrebbero essere fornite dai candidati stessi o dai loro partiti.
Non ho capito perché, al di là di una prima valutazione estetica, donna e/o giovane sia meglio di uomo e/o vecchio, ma è sicuramente un mio limite...
Nessuno lo sostiene, perlomeno non noi nell’articolo. Abbiamo solo misurato il grado di rinnovamento per età e sesso del nuovo Parlamento. Non diciamo che è meglio o peggio, solo che è più desiderabile avere rappresentati tutte le età e i due sessi. Se le politiche di questo Paese hanno spesso trascurato i giovani e le donne, forse un motivo è anche che ci fossero pochi dei loro rappresentanti in Parlamento.
Non è del tutto corretta l’interpretazione del nostro lettore. Pur perdendo, il PD porterebbe in Parlamento il 28% di donne tra gli eletti, il 10% in più rispetto al passato. Quindi decisamente meno uomini di prima. È vero che la quota sarebbe ancora maggiore se il PD vincesse. Il 28% è una quota lontana da quella di altre democrazie europee (come la Spagna) ma ciò non toglie che, rispetto al PDL, il PD abbia messo più donne e in posizioni migliori.
Più informazioni si hanno sui candidati e meglio i cittadini possono scegliere. Se i partiti mettessero a disposizione i CV dei candidati, effettivamente, sarebbe un gran passo in avanti (e forse il minimo per ovviare ai limiti della legge elettorale). Va detto che molti candidati hanno un loro sito o blog in cui parlano di sé. Per inferenza, potremmo anche giudicare chi non parla o non fa parlare di sé