Un condono dovrebbe dare allo Stato entrate e quindi risorse da investire ,mai come in questo momento indispensabili, e l'occasione a chi vuole di mettersi in regola. Purtroppo da quello che il passato ci insegna investimenti pochi e una valanga di furbi che l'hanno scampata con tasse mai pagate, speculazione edilizie, danni ambientali etc etc. Ripeto, voglio rimanere un sognatore e pensare che le prime due righe possano essere realizzabili allora forse tanta rigidità con un secco no potrebbe venire meno.
Nienti più condoni
Nome: giorgio cavallariData: 17.03.2008
I condoni di Tremonti sono stati uno spreco di risorse pubbliche. I condoni sono il ricupero un credito che lo stato ha accumulato con i contribuenti; vanno considerati come un extra gettito, non per coprire spese correnti ma per investimenti, in particolare dovevano essere utilizzati per ridurre il deficit. Utilizzati per tappare buchi di bilancio non sono stati altro che una droga per il bilancio dello stato e per gli italiani. Inoltre favoriscono i furbi, che hanno aggirato le leggi dello stato e puniscono tutti coloro che non possono utilizzarli. Minano la fiducia nella equità dello stato.
No all'indulto
Nome: marianunzia di ceraData: 14.03.2008
Spesso si dimentica che l'indulto comprende il condono fiscale. Infatti superate determinate soglie l'evasione diventa reato. Abbiamo speranza?
Condono permanente
Nome: giuseppeData: 13.03.2008
Sono contrario a tutti i condoni. Purtroppo i cittadini constatano quotidianamente che viene applicato un condono continuo a favore di chi dilapida ingenti risorse pubbliche per inefficienza o interesse.Una burocrazia molte volte tortuosa,arrogante,truffaldina, affiancata spesso da politici che non sono da meno, è da considerare un grave freno per lo sviluppo economico e civile del nostro paese.Ponendo la fatidica domanda ai contribuenti: dove finiscono i soldi versati al fisco? Credo che gli ultimi governi abbiano fatto poco per combattere l'impunità di cui gode questa moltitudine di loschi individui. Al futuro Ministro dell' Economia bisognerebbe chiedere più incisive azioni per contrastare questo grave fenomeno.
Ok, ma...
Nome: francesco rotondoData: 13.03.2008
Perfettamente d'accordo. Però bisogna anche diminuire la spesa pubblica, non solo ampliare la base imponibile ad imprese ed autonomi. Anche perché per queste ultime categorie gli studi di settore sono una spada di damocle in certe situazioni, mentre per i signori del Parlamento non esiste nulla di tutto ciò nonostante abbiano entrate che si possono considerare in nero (vedi i rimborsi spese). Infine vorrei solo puntualizzare che l'accordo concluso da Valentino Rossi non è una eccezione, ma qualcosa che viene concesso dalla norma ed alla quale possono aderire tutti i contribuenti.
AGGIUNGO: NO A MISURE VESSATORIE DI RISCOSSIONE
Nome: scalzo lucianoData: 13.03.2008
La riscossione delle imposte, come delineata dal DR 602/73, è assolutamente sproporzionata a favore degli enti impositori. La società di riscossione può iscrivere ipoteca su beni immobili anche per € 1 di credito. Lo stesso dicasi per per il fermo dei beni mobili registrati. La società di riscossione può procedere alla vendita del bene immobile per un credito superiore a € 8.000. Senza considerare che queste procedure vengono spesso attivate per cartelle mai notificate o già pagate o per importi in contestazione. Al cittadino una scelta: pagare e tacere ,anche quando ha ragione. Quindi cono forza si sostenga una riscossione proporzionata all'entità del credito. Un ultimo appunto per quel che concerne l'elenco fornitori/clienti. Chi sostiene questo inutile adempimento è a conscenza che 1/3 dell'interscambio mondiale avviene fra imprese appartenenti allo stesso gruppo e dislocate su tutto il pianeta? E' a conoscenza che alcuni paesi UE non richiedono neppure di riepilogare attraverso il modello INTRASTAT le seccioni e gli acquisti effettuati con partners europei?
Ottime proposte
Nome: Giuseppe VirzìData: 11.03.2008
Pur essendo ottime proposte e anche abbastanza semplici da concepire, la ricerca di metodi per evitare di dilapidare il capitale italiano è diventata un'utopia. Il fatto stesso di avere la volontà di rimettere al ministero dell'economia una persona come Tremonti che ha sempre detto di non voler fare condoni per poi farli e quando, infine, è stato rimosso dal ministero dell'economia, ha detto che l'unica cosa che gli dispiace è di non avere abbassato le tasse. Mi sa di mancanza totale di idee. Per quanto riguarda il PD. Non penso abbiano idee sull'economia.
RICERCHIAMO LA BASE IMPONIBILE REALE
Nome: Federico BigongiariData: 11.03.2008
Concordo in pieno con la Vostra analisi e concordo con i commenti al riguardo positivi. Invito a non confondere il condono con il concordato fiscale, che invece è un ottimo strumento per far emergere il sommerso, calibrato sui casi singoli e sulla effettiva sostenibilità delle imposte. Concordato dunque come strumento indispensabile per 'educare' il sistema verso una condotta ordinaria equilibrata. Colgo l'occasione per una riflessione di alto profilo sul peso effettivo della tassazione italiana rispetto al PIL. L'emersione di larghe fascie di evasione, manifestata in primo luogo con una maggiore entrata fiscale nell'ordine di oltre i 25 miliardi annui, riferita al valore simato del PIL non modificato, fa apparire un aumento nominale della pressione fiscale per oltre un punto percentuale, lasciando spazio a critiche infondate sul sistema. Nella realtà occorre invece rivalutare in parallelo, come più volte l'ISTAT ha fatto, anche l'aggregato costituito dal prodotto nazionale. E' infatti ovvio pensare che, a parità di aliquote, od addirittura con aliquote leggermente più basse, le maggiori imposte provengono da una base imponibile di reddito antecedentemente mal valutata.
niente condoni
Nome: alfonso negriData: 11.03.2008
Egregi signori della redazione l'appello che fate è giusto: niente condoni! Va bene la lotta all'evasione ma quale risultato ha dato quella condotta dal vice ministro Visco? Il maggior introito delle entrate fiscali secondo me non è dato alla lotta all'evasione -cioè da coloro che non pagano le imposte- bensì dall'aumento sconsiderato della pressione fiscale che ha messo in ginocchio i lavoratori e le piccole imprese in maniera indecente. Vogliamo combattere l'evasione in maniera efficace, il rimedio è semplice è come l'uovo di colombo- permettiamo ai contribuenti di detrarre dal loro reddito tutte le spese. Allora i contribuenti saranno incentivati a chiedere fatture, parcelle ( ad es quelle dei medici, dentisti, avvocati, commercialisti ecc ecc ) fatture e parcelle che sfuggono ad ogni tipo di imposizione. non sono uno che ama l'ex magistrato Di Pietro però ho apprezzato un suo intervento in cui proponeva per combattere l'evasione la soluzione che ho prospettato.
Sì, però...
Nome: Paolo BriziobelloData: 11.03.2008
Gli ultimi condono erano inseriti in un preciso contesto temporale, caratterizzato da un diffuso disordine fiscale in cui accanto alla necessità di “far cassa” per migliorare i conti si era creata la necessità di procedere ad una scrematura dell’immenso arretrato tributario ad ogni livello. Oggi il panorama è un po’ migliorato anche se ritengo sia necessaria una presa di coscienza del fatto che esistono strumenti apparenti di contrasto all’evasione che si configurano per specifiche caratteristiche come assimilabili ai condoni: le attuali norme sugli studi settore e sul c.d. “accertamento con adesione” sono gli esempi più evidenti di una politica orientata al “far cassa”, anche in momenti congiunturali non favorevoli. Infine ritengo auspicabile una politica di semplificazione reale degli adempimenti che possa comportare una sorta di “bonus sul pregresso”, visto il flop del nuovo regime fiscale minimo introdotto nell’ultima Finanziaria in cui le norme restrittive l’hanno fatta da padrone rispetto agli scopi originari di semplificazioni contabile verso i piccoli contribuenti; oltre alle complicazioni introdotte dall'allargamento dei contribuenti soggetti agli elenchi cl. e fo.
Un condono dovrebbe dare allo Stato entrate e quindi risorse da investire ,mai come in questo momento indispensabili, e l'occasione a chi vuole di mettersi in regola. Purtroppo da quello che il passato ci insegna investimenti pochi e una valanga di furbi che l'hanno scampata con tasse mai pagate, speculazione edilizie, danni ambientali etc etc. Ripeto, voglio rimanere un sognatore e pensare che le prime due righe possano essere realizzabili allora forse tanta rigidità con un secco no potrebbe venire meno.
I condoni di Tremonti sono stati uno spreco di risorse pubbliche. I condoni sono il ricupero un credito che lo stato ha accumulato con i contribuenti; vanno considerati come un extra gettito, non per coprire spese correnti ma per investimenti, in particolare dovevano essere utilizzati per ridurre il deficit. Utilizzati per tappare buchi di bilancio non sono stati altro che una droga per il bilancio dello stato e per gli italiani. Inoltre favoriscono i furbi, che hanno aggirato le leggi dello stato e puniscono tutti coloro che non possono utilizzarli. Minano la fiducia nella equità dello stato.
Spesso si dimentica che l'indulto comprende il condono fiscale. Infatti superate determinate soglie l'evasione diventa reato. Abbiamo speranza?
Sono contrario a tutti i condoni. Purtroppo i cittadini constatano quotidianamente che viene applicato un condono continuo a favore di chi dilapida ingenti risorse pubbliche per inefficienza o interesse.Una burocrazia molte volte tortuosa,arrogante,truffaldina, affiancata spesso da politici che non sono da meno, è da considerare un grave freno per lo sviluppo economico e civile del nostro paese.Ponendo la fatidica domanda ai contribuenti: dove finiscono i soldi versati al fisco? Credo che gli ultimi governi abbiano fatto poco per combattere l'impunità di cui gode questa moltitudine di loschi individui. Al futuro Ministro dell' Economia bisognerebbe chiedere più incisive azioni per contrastare questo grave fenomeno.
Perfettamente d'accordo. Però bisogna anche diminuire la spesa pubblica, non solo ampliare la base imponibile ad imprese ed autonomi. Anche perché per queste ultime categorie gli studi di settore sono una spada di damocle in certe situazioni, mentre per i signori del Parlamento non esiste nulla di tutto ciò nonostante abbiano entrate che si possono considerare in nero (vedi i rimborsi spese). Infine vorrei solo puntualizzare che l'accordo concluso da Valentino Rossi non è una eccezione, ma qualcosa che viene concesso dalla norma ed alla quale possono aderire tutti i contribuenti.
La riscossione delle imposte, come delineata dal DR 602/73, è assolutamente sproporzionata a favore degli enti impositori. La società di riscossione può iscrivere ipoteca su beni immobili anche per € 1 di credito. Lo stesso dicasi per per il fermo dei beni mobili registrati. La società di riscossione può procedere alla vendita del bene immobile per un credito superiore a € 8.000. Senza considerare che queste procedure vengono spesso attivate per cartelle mai notificate o già pagate o per importi in contestazione. Al cittadino una scelta: pagare e tacere ,anche quando ha ragione. Quindi cono forza si sostenga una riscossione proporzionata all'entità del credito. Un ultimo appunto per quel che concerne l'elenco fornitori/clienti. Chi sostiene questo inutile adempimento è a conscenza che 1/3 dell'interscambio mondiale avviene fra imprese appartenenti allo stesso gruppo e dislocate su tutto il pianeta? E' a conoscenza che alcuni paesi UE non richiedono neppure di riepilogare attraverso il modello INTRASTAT le seccioni e gli acquisti effettuati con partners europei?
Pur essendo ottime proposte e anche abbastanza semplici da concepire, la ricerca di metodi per evitare di dilapidare il capitale italiano è diventata un'utopia. Il fatto stesso di avere la volontà di rimettere al ministero dell'economia una persona come Tremonti che ha sempre detto di non voler fare condoni per poi farli e quando, infine, è stato rimosso dal ministero dell'economia, ha detto che l'unica cosa che gli dispiace è di non avere abbassato le tasse. Mi sa di mancanza totale di idee. Per quanto riguarda il PD. Non penso abbiano idee sull'economia.
Concordo in pieno con la Vostra analisi e concordo con i commenti al riguardo positivi. Invito a non confondere il condono con il concordato fiscale, che invece è un ottimo strumento per far emergere il sommerso, calibrato sui casi singoli e sulla effettiva sostenibilità delle imposte. Concordato dunque come strumento indispensabile per 'educare' il sistema verso una condotta ordinaria equilibrata. Colgo l'occasione per una riflessione di alto profilo sul peso effettivo della tassazione italiana rispetto al PIL. L'emersione di larghe fascie di evasione, manifestata in primo luogo con una maggiore entrata fiscale nell'ordine di oltre i 25 miliardi annui, riferita al valore simato del PIL non modificato, fa apparire un aumento nominale della pressione fiscale per oltre un punto percentuale, lasciando spazio a critiche infondate sul sistema. Nella realtà occorre invece rivalutare in parallelo, come più volte l'ISTAT ha fatto, anche l'aggregato costituito dal prodotto nazionale. E' infatti ovvio pensare che, a parità di aliquote, od addirittura con aliquote leggermente più basse, le maggiori imposte provengono da una base imponibile di reddito antecedentemente mal valutata.
Egregi signori della redazione l'appello che fate è giusto: niente condoni! Va bene la lotta all'evasione ma quale risultato ha dato quella condotta dal vice ministro Visco? Il maggior introito delle entrate fiscali secondo me non è dato alla lotta all'evasione -cioè da coloro che non pagano le imposte- bensì dall'aumento sconsiderato della pressione fiscale che ha messo in ginocchio i lavoratori e le piccole imprese in maniera indecente. Vogliamo combattere l'evasione in maniera efficace, il rimedio è semplice è come l'uovo di colombo- permettiamo ai contribuenti di detrarre dal loro reddito tutte le spese. Allora i contribuenti saranno incentivati a chiedere fatture, parcelle ( ad es quelle dei medici, dentisti, avvocati, commercialisti ecc ecc ) fatture e parcelle che sfuggono ad ogni tipo di imposizione. non sono uno che ama l'ex magistrato Di Pietro però ho apprezzato un suo intervento in cui proponeva per combattere l'evasione la soluzione che ho prospettato.
Gli ultimi condono erano inseriti in un preciso contesto temporale, caratterizzato da un diffuso disordine fiscale in cui accanto alla necessità di “far cassa” per migliorare i conti si era creata la necessità di procedere ad una scrematura dell’immenso arretrato tributario ad ogni livello. Oggi il panorama è un po’ migliorato anche se ritengo sia necessaria una presa di coscienza del fatto che esistono strumenti apparenti di contrasto all’evasione che si configurano per specifiche caratteristiche come assimilabili ai condoni: le attuali norme sugli studi settore e sul c.d. “accertamento con adesione” sono gli esempi più evidenti di una politica orientata al “far cassa”, anche in momenti congiunturali non favorevoli. Infine ritengo auspicabile una politica di semplificazione reale degli adempimenti che possa comportare una sorta di “bonus sul pregresso”, visto il flop del nuovo regime fiscale minimo introdotto nell’ultima Finanziaria in cui le norme restrittive l’hanno fatta da padrone rispetto agli scopi originari di semplificazioni contabile verso i piccoli contribuenti; oltre alle complicazioni introdotte dall'allargamento dei contribuenti soggetti agli elenchi cl. e fo.