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RISANAMENTO A META'

di Tito Boeri, e Pietro Garibaldi, Categoria Conti Pubblici, Data 04.03.2008

Pubblicato il dato definitivo di finanza pubblica del 2007. Permette un primo bilancio della gestione dei conti pubblici sotto la regia Padoa Schioppa-Visco. Il risanamento c'è stato, ma quasi solo sul lato delle entrate, con un forte recupero di base imponibile. Modesti i risultati sulla spesa. In accelerazione anche la spesa corrente primaria, quella al netto degli interessi. Nel complesso la situazione dei conti pubblici è comunque significativamente migliorata rispetto a inizio legislatura. Occorre ora intervenire davvero nel contenimento della crescita della spesa. A partire dal rinnovo del contratto del pubblico impiego.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • Riclassificazione contabile dei rimborsi IVA?
    Nome: valentina  Data: 03.05.2008

    Vi ringrazio dell'articolo, molto informativo e completo. Mi ha colpito la parte sulla "riclassificazione contabile dei rimborsi Iva sulla auto": cosa significa esattamente? Si tratta della stessa voce che causò l'aumento del rapporto deficit/PIL dal 2,4% al 4,1% nel 2006 (in quanto contabilizzata sull'anno 2006 dopo la sentenza della Corte di Giustizia europea), che ora non è più classificata tra le spese e quindi concorre al risultato virtuoso di un rapporto deficit/Pil dell'1,9%?

  • Tagliare le tasse e valorizzare il patrimonio per ridurre il debito pubblico vera manomorta dello stato
    Nome: antonio petrina  Data: 25.03.2008

    Come nel ns.commento alla possibilità di tagliare le tasse, l'opportunità di aggredire la montagna di debito pubblico vera "manomorta" del paese (come nel programma del Pdl), il dg del Demanio (cfr Il Sole 24 Ore del 25 marzo 08) propone per valorizzare il patrimonio demaniale la cartolarizzazione per abbattere il debito pubblico. Occorre affinare gli strumenti ed avanzare in questo tipo di proposte concrete, oltre a quella di tagliare le tasse per la ripesa dell'economia.

  • Risparmi di spese
    Nome: alberto cianfarini  Data: 18.03.2008

    Gli economisti dividono concettualmente le uscite in spese correnti ed in conto capitali, additando solo quest'ultime come meritevoli di esistenza e le prime di sempre auspicabili contrazioni. Il problema per la finanza italiana è molto più complesso di una semplice classificazione scolastica; entrambe le categorie nascondono problematicità che la politica tende a non fare emergere. Mi spiego meglio. Nel corso degli ultimi anni, anche sulla spinta del rispetto del patto di stabilità, si è cercato di contrarre le spese; tuttavia sul versante delle spese correnti si è contratta la quota relativa al finanziamento dei servizi al cittadino, piuttosto che la porzione relativa al funzionamento. Es. nel settore della sanità (l'esempio è sovrapponibile ad ogni altra amministrazione pubblica centrale e locale)si limita il rimborso al cittadino del costo del farmaco X, ma si aumenta il numero dei priviliegi al variegato mondo degli addetti alla sanità. Lo stesso accade nelle spese in conto capitale ove si privilegiano i settori forieri di ritorno clientelare. L'economia non può essere disgiunta dalla moralità delle scelte ad essa strumentali, difficilmente evincibile da un bilancio numerico.

  • Controllo spesa corrente al netto degli interessi
    Nome: Roberto Arnaldo  Data: 12.03.2008

    Vorrei consigliare al sig. Filippo Crescentini di andarsi a leggere attentamente la Relazione unificata dell'economia e della finanza pubblica uscita proprio oggi:se va a pagina 56 e si munisce di una calcolatrice,potrà constatare che,da questa tabella e quindi dai dati di previsione del ministero (certamente poi,occorrerà valutare i dati a consuntivo,però per ora valutiamo questi) che la spesa corrente,al netto degli interessi,e' prevista aumentare del 5,19 % nominale,tanto quanto e' stato l'aumento medio negli anni 1996-2000 e 2001-2005 (dato che si trova sempre nella stessa Relazione a pag 59).Tenga poi conto,che le spese correnti al netto degli interessi,sono aumentate del 3,6 % nel 2007 mentre nel 2006 erano aumentate del 3,2 % e la finanziaria del 2006 e' stata quella del governo Berlusconi,anche se poi gestita dal Governo Prodi.E che,sempre dalla prima tabella,si evince (sempre dati stimati),che la spesa corrente al netto degli interessi in rapporto al PIL,passerebbe dal 39,6% del 2007 al 40,2 % del 2008.C'e' poi tutta la questione delle spese rimandate da un anno all'altro e altre valutazioni,ma questi numeri,dello stesso governo,dovrebbero far riflettere.

  • prelievo fiscale e spesa pubblica
    Nome: G. Corbisiero  Data: 11.03.2008
    Visto che l'Italia non ha certo da recuperare rispetto agli altri paesi in merito al prelievo fiscale, ma che di certo si segnala per una spesa pubblica abnorme, non mi pare che l'opera dell'ultimo governo possa dirsi soddisfacente. Se si voleva risanare i conti (e si trattava e si tratta, fuor di dubbio, di una necessità), mi pare di poter dire che la strada da seguire doveva semmai essere quella opposta, ossia della riduzione della spesa (pur affiancata da una decisa lotta all'evasione fiscale). L'azione del ministero dell'economia, se si esclude il merito di aver segnato importanti successi in merito all'evasione, deve allora dirsi fallimentare, in quanto orientata in direzione opposta rispetto alla rotta da seguire.
  • Sempre gli stessi pregiudizi...
    Nome: Antonio Piccolo  Data: 10.03.2008
    Egregio prof. Boeri, Regolamermente appaiono sui giornali articoli come il Suo che prendono di mira il pubblico impiego come capro espiatorio del deficit statale. Si trattta spesso di pretesti addotti da qualcuno per continuare a giustificare l'evasione fiscale o per coprire gli interessi degli industriali. A sconfessare la Sua tesi, basta ricordare che in Italia lavorano nel settore statale 3.360.000 persone contro circa 5.000.000 della Francia, dove gli stipendi sono molto più alti o citare l'esempio delle spese militari che in Francia o Inghilterra sono almeno il triplo di quelle italiane. In secondo luogo ammesso che gli stipendi degli statali siano aumentati del doppio rispetto all'industria, ciò è dovuto al fatto che sono calati i secondi in termini reali col pretesto della competizione globale e delle leggi Treu e Biagi che tanto hanno sfavorito i giovani. Gli ultimi rinnovi contrattuali non erano altro che recupero di inflazione, quella dichiarata dal governo. Comunque non mi pare che i recenti contratti per il settore bancario, certamente privato, siano stati particolarmente sfavorevoli, soprattutto per i dirigenti! Per quanto mi riguarda
  • Spesa pubblica.
    Nome: Luciano  Data: 07.03.2008

    Credo che, assistendo alla presente campagna elettorale che lascia quantomeno basiti, le speranze di risanamento della c.d. Spesa Pubblica che è di circa 3.200.000.000.000.000 di lire (se non riuscite a leggere il numero o se mi sono sbagliato con gli zero è di cira tremilioniduecentomilamiliardi di lire) sia pura utopia. Oltre al merito di chi si deve attribuire la creazione di un'opera finanziaria di tale portata storica, ritengo che allo stato la soluzione del problema sia, per chi può, di acquistare un biglietto aereo di sola andata. Per quale località? Una qualunque.

    Risposta:

    La spesa pubblica e' di piu' di 700 miliardi di euro. E' piu' facile pensare in euro che in lire. E' effettivamente un valore immenso

  • Quale risanamento
    Nome: dvd  Data: 07.03.2008

    I dati, dicono, che nonostante un gran casino mediatico circa la caccia agli evasori ecc.., argomento popolare ma delicato e difficile da affrontare tecnicamente, il risultato finale si può così schematizzare: tanta fatica per recuperare un pezzettino di evasione ed estrema facilità nell'aumento di spesa pubblica, spesso improduttiva. L'unica strada possibile, ancor più in era globalizzata come quella attuale, è la rapida e decisa riconversione in chiave moderna dell'apparato pubblico, manovra dolorosa ed impopolare ma necessaria ed indilazionabile, ma soprattutto all'ineamento verso il basso della pressione fiscale alla media dei paesi europei. Aliquote ridotte e sistemi aggregativi premianti non fanno sorgere dubbi agli imprenditori, che per vocazione massimizzano il profitto, circa la scelta se seguire le regole nazionali o cercare strade impervie ed alternative per una migliore pianificazione fiscale possibile della loro azienda. Da ultimo, fin che la gente avrà la percezione di non ricevere valore aggiunto dalle strutture pubbliche ci sarà evasione alta! Da dove iniziamo però?

    Risposta:

    Quando diciamo che nel prossimo parlamente si dovra' necessariamente affrontare la questione della spesa, in particolare se si vuole mantenere la pressione fiscale costante, ci riferiamo effettivamente a una riconversione dell'apparato pubblico

  • Contenimento della spesa
    Nome: sauro  Data: 06.03.2008

    In merito al contenimento della spesa pubblica vorrei far osservare che guardare solo al rinnovo dei contratti del pubblico impiego è un errore. In un paese in cui dal 2000 i redditi da lavoro dipendente sono fermi al netto dell'inflazione (ma se guardiamo al costo dei beni che si acquistano giornalmente si ha una perdita di potere di acquisto) mentre quelli dei lavoratori autonomi sono cresciuti del 14% tirare la corda sui contratti sarebbe una mossa che rischia di peggiorare la situazione di quelle famiglie, contraendo sicuramente i consumi anche alla luce dell'inflazione in forte aumento. Anche essendo un impiegato pubblico sono convinto che il risanamento non possa che passare da un risparmio di spesa, ma nelle PA occorrerebbe fare uno sforzo per migliorare l'efficienza, secondo me il 20% del personale è inutile, e dare aumenti contrattuali a chi non fa mesi di malattia o che produce anche per chi non lo fa.

    Risposta:

    E' evidente che se davvero si potesse ridurre il personale della pa del 20 percento, come lei suggerisce, ci sarebbero spazi importanti per aumenti delle retribuzioni nel pubblico impiego. E' pero' praticamente impossibile pensare a tale riduzione,

  • RECUPERO DELL'EVASIONE FISCALE
    Nome: Fabio Cernuschi  Data: 06.03.2008
    Buongiorno a tutti. Al solito, complimenti per il lavoro svolto. Vorrei sapere, se fosse possibile farlo, cosa significa in dettaglio aver recupato evasione fiscale. Grazie Buon lavoro Fabio
    Risposta:

    Significa sempllicemente che le entrate dello stato hanno subito un aumento dovuto, in parte, al fatto che alcuni individui hanno dichiarato base imponibile che in passato tenevano occulta.