
Aumentare il numero delle licenze di taxi e, allo stesso tempo, concedere agli operatori aumenti sulle tariffe, come ha fatto il comune di Roma, può portare a risultati negativi. Lo dimostra una analoga esperienza del Regno Unito. Due scenari si prospettano ora per la capitale italiana: la domanda di servizio cresce e con essa il valore delle licenze. Oppure resta stabile, ma i prezzi di corsa più alti compensano comunque i tassisti. In entrambi, i casi la resistenza a ulteriori future liberalizzazioni sarà ancora più forte.
L'esperimento di Roma, non lo condivido perchè ha introdotto il criterio più efficienza o servizio = più costi + licenze. Non vedo nessuna novità rispetto al passato se non quello di essere uno dei primi interventi della nuova politica economica del PD, anche se effettuato da Veltroni, in qualità di sindaco della città. Non voglio giudicare, ma aspetto i risultati di maggiore efficienza che si ci sono stati garantiti pur in presenza di un costo sempre maggiore che ci allontana dall'Europa.
Vorrei dare una correzione, il taxi da termini a fiumicino non costa 60 euro ma 40 euro come deciso da delibera comunale. E per quanto riguarda la liberalizzazione andiamoci a guardare la direttiva europea sulle liberalizzazioni dove la stessa esclude i taxi.
Ho visto gli effetti sul mio portafoglio: corsa stazione termini piazza crati.a novembre 1/2 ora di attesa e 7 euro,a gennaio 15 minuti di attesa e 9 euro , a marzo 2 minuti di attesa e 11 euro ov vero no money no ...service.
Forse Roma al solito poteva fare meglio ma mi pare difficile dire che sbagli se non si fanno considerazioni o si hanno dati sulla elasticità della domanda alle tariffe dei taxi,ovvero anche sul surplus del consumatore,oltre che ai dati sui mezzi di trasporto alternativi (elasticità incrociata delle tariffe taxi con altri servizi). Normalmente un eccesso di capacità di taxi, ovvero maggior numero di licenze, dovrebbe calmierare e il valore stesso delle licenze e le tariffe.Supporre un'inelasticità positiva della domanda di taxi con l'offerta (licenze) in Italia é realistico?Che un aumento di taxi faccia aumentare anche la domanda di servizio mi pare azzardato soprattutto se si sono aumentate le tariffe,cosa che il consumatore non gradisce mai,o si creano alternative con trasporti pubblici che il Comune regolatore di licenze e tariffe taxi ha tutto interesse a disporre.Se poi con tariffe più alte e più licenze la domanda di taxi dovesse diminuire in futuro allora a rimetterci son proprio i tassisti...e il consumatore prenda un altro mezzo di trasporto. Difficile il trade-off tra aumento delle tariffe e delle licenze senza considerare qualità del servizio e circolazione in città.
Siamo sicuri che l'aumento netto e reale del numero di licenze sia così elevato?
Mi sembra un classico esempio di come si vada sempre a cercare il pelo nell'uovo, con il solito atteggiamento professorale dei cosiddetti illuminati che criticano le scelte della politica senza avere la consapevolezza dei contesti di cui devono tenere conto. Insopportabile, poi, il solito riferimento alle esperienze del Regno Unito, con le quali si pretende di capire sempre tutto e di spiegarlo pure. Io so solo che le licenze dei taxi a Roma aumenteranno e che i taxisti hanno ottenuto aumenti delle tariffe che erano ferme dal 2001. Per adesso mi sembrano risultati concreti. L'autore dell'articolo potrà monitorare gli effetti dell'accordo, secondo i parametri che ha indicato e potrà raccontarci, periodicamente, che cosa sta succedendo. Che ci somministri predizioni di che cosa potrà accadere sulla base di esperienze altrui è cosa che rileva molto poco.
Le risultanze espresse nell’articolo, sotto il profilo dell’aumento di ricavi attesi, sono state più volte paventate nel corso della vertenza Taxi Roma. L’aumento delle licenze, abbinato all’incremento significativo delle tariffe, avrebbe comportato una riduzione della domanda, in particolare di quella residenziale, vanificato l’incremento atteso dei ricavi dei tassisti. Ciò in quanto, a fronte di un miglioramento potenziale del servizio (per più taxi disponibili) l’aumento delle tariffe avrebbe indotto parte dei clienti a rinunciare a servirsi del taxi. In parte dirottandoli verso il servizio di autonoleggio, che dal punto di vista del cliente offre uno standard migliore e più “curato”; un’altra parte abbandonando il servizio per costo eccessivo. Viceversa, un aumento della disponibilità dei taxi e il mantenimento delle vigenti tariffe (almeno per un determinato periodo di 6-12 mesi) accompagnato da azioni promozionali, avrebbe comportato l’aumento della domanda del servizio anche da parte della clientela privata residenziale, determinando un incremento reale dei ricavi dei tassisti e una corrispettiva diminuzione % dei costi fissi.
Interessante l'analisi di Matteo. Tuttavia ho alcune perplessità perchè non tiene conto di 2 aspetti fondamentali: 1. La domanda di taxi aumenta solo se migliora il servizio. Matteo argomenta il miglioramento del servizio con la riduzione del tempo di attesa per i clienti dovuta al maggiore numero di macchine. Ora questo non vale nel caso romano perchè contestualmente all'aumento delle licenze è stato concesso il "diritto di chiamata" per i taxi a prenotazione telefonica. Questo diritto è proporzionale al numero di minuti che si aspettano (2euro per 3 minuti....fino a 6 per 10 e più minuti). Come conseguenza, le cooperative ora mandano i taxi con 10 minuti di attesa, così il tassista può sfruttare al massimo l'extra gettito del diritto di chiamata. Siccome le corse con chiamata telefonica sono l'80% delle corse a roma, i tempi di attesa si sono allungati piuttosto che accorciati. 2. In generale la domanda DIMINUISCE all'aumentare del prezzo. Infatti la domanda di corse residenziali a roma è crollata. Una corsa dalla Stazione al centro (poco più di 2km) costa oggi tra i 12 e i 15 euro, ossia l'equivalente di una pizza o di 2 drink di sera. Questa non solo è una spesa insostenibile per la maggiornaza degli stipendi, ma è anche una spesa fuori mercato perchè il trasporto con autobus a roma è de factu GRATIS! Totale: tassisti disperati! a gennaio e febbraio hanno lavorato pochissimo, e aspettano i mesi primaverili e l'arrivo dei turisti per fare un bilancio delle novità. Per ora si scagliano contro l'aumento del numero delle licenze, senza rendersi conto che sono le tariffe alte che stanno contraendo il loro reddito.
Gli autobus sono gratis se non paghi neanche il misero 30 per cento che ti chiedono, e si perché per legge i biglietti dei bus devono coprire solo il 30 per cento dei costi il restante 70 sono contributi pubblici,iniziamo a levare questo bel 70 per cento e vediamo quanto costa una corsa in autobus moltiplicata per solo 4 passeggeri,sono almeno 12 euro per un servizio che non è porta a porta ma su un percorso fisso. Poi i telegiornali si lamentno degli aumenti di benzina e assicurazioni. è già i taxi vanno ad aria e non sono assicurati (2000 euro) e non pagano neanche i contributi di 3000 euro l'anno, e poi quando rivendono un automobile da 25000 e ne prendono 8000 dopo 3 anni con 80000 km alle spalle ( che usura ,e quanti km) e poi prima di confrontare queste cavolate fate i rapporti automobili per abitante, non penso che all estero siano così tante, qua ne abbiamo 1,5 auto per abitante contando i bambini.