
Ridurre la pressione fiscale è una necessità per l'economia italiana. Ma è possibile farlo senza sperperare i risultati sui conti pubblici ottenuti negli ultimi due anni e anzi consolidando definitivamente la politica di risanamento? Se congeliamo la spesa pubblica in termini reali ai livelli attuali si liberano risorse sufficienti per portare il bilancio in pareggio e nello stesso tempo finanziare un calo delle imposte. E il governo potrebbe favorire il miglioramento della contrattazione nel settore privato, legando salari a produttività in quello pubblico.
Vorrei solo proporre un cambiamento lessicale. secondo me sarebbe più corretto parlare di tagli agli sprechi pubblici in quanto l' italia investe assai meno della media europea nei settori nevralgici della società (sanità , istruzione , ricerca, assistenzialismo) ma molto viene sprecato nella gestione del denaro pubblico a causa del sistema politico italiano, oggi come sempre clientelare e affarista. Come si può parlare di diminuzione della spesa con questa classe politica?
Verificato che la governance della spesa pubblica in Italia risulta fortemente condizionata da potenti gruppi di pressione, potrebbe ancora accadere che quel 2 per cento non venga redistribuito, anzi venga utilizzato per soddisfare ulteriori esigenze elettorali di spesa. Inoltre perché non coniugare la proposta affrontando sumultaeamente la diminuzione del debito pubblico attraverso varie forme, tra le quali: 1) la migliore strategia da adottare per la lotta all'evasione fiscale, la utilità a regime in termini di costi e servizi erogati degli investimenti pubblici, l'abolizione delle province e delle comunità montane, il ridimensionamento di stipendi ed indennità a politici, manager ed amministratori pubblici. 2) la definizione di nuove regole di comportamento nel sistema dei controlli della spesa negli Enti locali, riconsiderando l'istituto della revisione e del controllo legale dei conti, attraverso l'istituzione di un albo regionale dal quale attingere per le nomine, sottraendole in tal modo ai controllati e sanzionando con la revoca dall'incarico i revisori e/o certificatori inadempienti e/o incapaci, specialmente per le mancate informative alla Corte.
Evasione; riduzione della spesa; riduzione dei costi del pubblico impiego e dei costi della politica. Chi più ne ha, più ne metta; al momento le tasse che paghiamo centralmente al governo di Roma, tendono a calare,poi a aumentare, quelle locali sono in costante ascesa, vanificando ogni tentativo di riduzione dell' irpef centralizzata. Il tutto perchè siamo in una fase di transizione di cui se ne approfittano i vari governi che si succedono per portar acqua al proprio mulino. Una fase di transizione che prevedo sarà dilatata all'infinito, in quanto fa la fortuna dei partiti centralizzanti. L'unico rimedio, è, anche senza un'introduzione graduale, ma traumatica nel senso che venga fatta una legge istituzionale che crei immediatamente lo stato federale, con regioni autonome nel senso istituzionale e fiscale, che abbiano completa autonomia d'imporre tasse e di completa responsabilità di governo del proprio territorio. Per chiudere le pendenze dello stato centrale entro un dato tempo, venga istituito un fondo monetario a cui contribuisca ogni singola regione.
Egr prof. Boeri la manovra di tagliare le tasse con un'azione efficiente sulla spesa ( azione rigorosa nella gestione della spesa: vedi programma PD) e principalmente sul debito pubblico che è la "manomorta" ( vedi programma Pdl ) per la finanza pubblica rimane una strada seria , percorribile e necessaria per andare oltre alla stabilizzazione del debito ed incentivare lo sviluppo ,infatti non si può essere solo "cicale" quando c'è bel tempo e non formiche per garantirsi nelle fluttuazioni cicliche della finanza specialmente nella prospettiva critica di origine americana !
Negli ultimi anni non si fa altro che propugnare un taglio delle tasse che, ritengo, sia in linea generale condivisibile. Il problema è come attuare questo. é senza dubbio condivisibile la tesi secondo la quale la detassazione dei redditi debba essere significativa per influenzare i comportamenti di famiglie e imprese. Il problema che però bisogna considerare ai fini di una corretta politica di riduzione delle tasse sui redditi è la convenienza di tale riduzione in termini di maggior reddito, al netto della imposta, e soprattutto la propensione al consumo. Una uguale riduzione di tutte le aliquote avvantaggerebbe i redditi più alti, senza però alcun incentivo sui consumi; infatti la propensione marginale al consumo è maggiore per i redditi più bassi. Pertanto sarebbe auspicabile ridurre le aliquote dei redditi medio - bassi, mantenendo inalterate quelle dei redditi alti. Per quanto riguarda la spesa pubblica; il problema, credo, sia combinare la proposta di un congelamento della spesa in termini reali con una lotta agli sprechi, che risultano molto alti in Italia. Mi domando se gli autori condividono questa mia opinione - sebbene superficialmente esposta.
Tutto è possibile, a costo, però, di non arrivare al pareggio del bilancio (prescritto dai trattati), di non diminuire il debito pubblico (idem) o di ridurre mla spesa pubblica. Ma quale? Finora ho sentito solo proposte generiche o che riguardano solo gli altri...
Invece di abolire l'ici sulla prima casa perchè non ridurre l'iva, per una cifra equivalente all'abolizione dell'ici, sul metano da riscaldamento?
Ma siamo proprio sicuri che il problema primo della PA sia la produttività? Non ci vuole un genio per capire che di gran lunga prima viene la numerosità dei dipendenti che peraltro le recenti azioni di stabilizzazzione dei precari hanno incrementato.Subito dopo la numerosità vengono le competenze: andate a vedere di quante competenze inutili, pleonastiche o comunque non necessarie la PA si è autodotata: cose che se non si fanno non costituiscono problema per il funzionamento dello Stato. Terzo problema la stessa numerosità degli enti , inutili spesso e spesso pleonastici( vedi la moda delle autority inconcludenti). Infine vi è chiaro o no che in molte regioni la PA viene utilizzata da amortizzatore sociale ( buon affare anche per le clientele). Ecco: una volta risistemati questi fattori per i residui dipendenti della PA potremo trattare di produttività. Dimenticavo ...andate a vedere il rapporto dirigenti dipendenti nella PA. Sì non si finisce mai di stupirsi.
Certo che è possibile basta tagliare gli stipendi dei nostri "politicanti" e portarli alla pari con i colleghi tedeschi, eliminare tutti i privilegi (Auto blu, aerei, servizi vari) ridurre il numero dei politici sia a livello nazionale, regionale nonchè provinciale e portarli al numero proporzianale agli USA.... tagliamo gli stipendi ai grandi manager che ...poi fanno solo fallire le aziende (vedi alitalia) .. vi garantisco che le tasse prenderanno un'altra piega!...ditelo tutti chissa se ci riusciamo ...