
L'intervento di ieri del Fomc è un caso emblematico di politica monetaria ben giustificata dai risultati della ricerca empirica. Nel breve periodo una limitazione delle fluttuazioni del mercato azionario americano riduce la probabilità di entrare in una fase di alta volatilità, con fenomeni di panico irrazionale. Nel lungo periodo la diminuzione del premio al rischio può compensare una riduzione attesa della crescita dei dividendi futuri generata dal potenziale rallentamento dell'economia e stabilizzare così il mercato.Bernanke lo aveva già spiegato nel 2003.
Trovo le riflessioni basate sulla ricerca empirica molto interessanti. E tuttavia persiste un dubbio. La crisi del subprime annovera fra sue le cause l’errata percezione del rischio da parte degli investitori globali. Tale percezione si è riflessa in un mispricing del rischio relativo ad alcune attività finanziarie (vedi i subprime). Mi chiedo, allora, fino a che punto, su una bilancia benefici/costi, la riduzione/manipolazione del premio a rischio indotta dalla banca centrale sia una mossa auspicabile di politica monetaria.
Da ex-studente di economia monetaria e oggi operatore sui mercati finanziari confesso anch'io la mia perplessita' nel leggere l'intervento del prof. Favero. E' evidente che nel breve l'impatto sui corsi azionari di un taglio dei tassi non e' dovuto ad un riaggiustamento del "fair value", quanto piuttosto ad una istantanea riduzione del rischio percepito dal mercato. Il punto e' pero' un altro: rimango dell'idea che compito di una buona politica monetaria sia ridurre la volatilita' di reddito e prezzi, lasciando che siano i mercati finanziari ad occuparsi di trovare nuovi equilibri per i prezzi delle attivita'. In caso contrario se si assume che la funzione di reazione della bc debba in qualche modo tenere conto delle fluttuazioni del nasdaq, si finisce con aumentare l'incertezza e si ammette che la politica monetaria abbia un qualche ruolo nel correggere le bolle speculative, proprio cio' che bernanke nel suo articolo nega di voler fare.
E la consistenza temporale della politica monetaria? Va bene, assumiamo che l'altro giorno la mossa a sorpresa della FED abbia evitato che le borse continuassero a cadere in picchiata. Per quanto tempo? Una settimana? Due? E poi? I mercati azionari probabilmente rinizieranno a cadere e allora cosa si fa? Soprattutto, a quel punto cosa si devono aspettare gli investitori razionali? Un altro taglio di 75 punti del tasso di riferimento? Non credo, altrimenti andiamo a tassi reali negativi. In ogni caso l'inflazione continuerá a salire dato che abbiamo abbassato i tassi. A quel punto avremo probabilmente alta inflazione e bassa crescita. E le borse in queste condizioni dovrebbero riprendersi? Mi sembra che la mossa abbia il solo effetto di confondere le aspettative razionali degli investitori, il che, per il sistema economico non é mai un bene. Lei scrive "L'intervento di ieri del Fomc è un caso emblematico di politica monetaria ben giustificata dai risultati della ricerca empirica." Anche la curva di Phillips sembra una relazione robusta ma questo non indica che si debba usare la politica monetaria per ridurre la disoccupazione.
Gentile Professore, non credo che Bernanke abbia agito sulla base della ricerca empirica...di un trader di Societe Generale che ha da solo causato il crollo in Europa. Spero cha alla luce di questo lei possa elegantemente rivedere la propria posizione.