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OLTRE IL CASO MASTELLA *

di Carlo Guarnieri, Categoria Giustizia, Data 22.01.2008

L'eccessiva durata dei processi enfatizza il ruolo delle indagini preliminari. Le informazioni raccolte e divulgate in questa fase tendono fisiologicamente a rappresentare le posizioni di una sola delle parti processuali: l'accusa. Così, la loro divulgazione danneggia il politico in uno degli aspetti che più gli sta a cuore: la popolarità. L'ironia del caso Mastella sta nel fatto che il ministro ne è stato colpito proprio quando si accingeva ad annunziare provvedimenti che, accorciando i tempi del processo, avrebbero dovuto avviare a soluzione il problema.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • La Giustizia con o senza Mastella
    Nome: A.Livio  Data: 01.02.2008

    Non sono esperto in materia giudiziaria. Sono però convinto che nessun problema si risolve, o si migliora, "se non si misura". Se siamo convinti del danno enorme che paga il paese per un sistema giudiziario lumaca -e salto altri aggettivi applicabili- e vogliamo veramente (?) risolverlo, proviamo a quantizzare in una semplice tabella tutta una serie di indicatori sul sistema giudiziario nel suo complesso, in confronto con analoghi di altri paesi europei. Esaminiamoli con buon senso ed "onestà mentale". Forse scopriremo tante "anomalie"; per ciascuna, chiediamoci se solo noi "siamo nel giusto" e gli altri, poverini... incivili! Non intasiamo le aule di giustizia per "beghe di condominio" e simili; gli avvocati siano diffidati ad intraprenedere tali azioni (oltraggio alla corte). Chiediamoci se, nel terzo millenio, ha ancora senso spostare le cause avanti ed indietro ( magari dopo ANNI di sviluppo) da un tribunale all'altro per problemi di "competenza territoriale": lo scenario ormai è il mondo ! Chiediamoci pure se non abbiamo "sbilanciato" troppo la bilancia della giustizia: guai a chi tocca Caino (chi se ne frega di Abele!).

  • MA DOV'E' LA SOCIETA' CIVILE?
    Nome: gilda pisani  Data: 31.01.2008

    In questo paese senza etica e senza società civile è rimasta solo la dimensione giudiziaria. In un paese normale tanti fatti e comportamenti non si verificherebbero, e soprattutto sarebbero valutati prima di tutto con il metro dell'etica e del vivere civile, e non solo per la loro valenza giudiziaria, la quale in una società sana non può che essere l’ultima ratio. I casi Mastella oggi e Andreotti ieri sono esempi illuminanti, ma sono bazzecole di fronte a quella che viene gentilmente definita l’anomalia italiana. L’Italia è l'unico paese al mondo in mano ad una persona (o chi per lui) che da sola riunisce i 3 poteri -economico, mediatico e politico- che governano il mondo. E che, guarda caso, è partito dal primo, si è consolidato con il secondo e solo in ultimo si è interessato alla politica, il meno influente fra i 3. Quando hai in una sola mano questi 3 poteri anche un'idea francamente idiota come quella dei magistrati comunisti funziona per seminare odio, martellare e ottundere i cervelli di un popolo già di suo menefreghista, e, male che vada, farsi leggi ad hoc per derubricare reati che nessuno si sogna di sanzionare prima di tutto sul piano morale e politico.

  • Responsabilità dei magistrati.
    Nome: Luigi  Data: 31.01.2008

    Anche il Magistrato che sbaglia, come qualsiasi altro professionista, deve pagare. La responsabilità civile dei Magistrati fu voluta da un referendum votato da una maggioranza qualificata di Italiani. Nonostante tutto una legge che affronti il problema in maniera seria non è stata mai fatta. E' ora, anche a tutela della stragrande maggioranza dei magistrati, seri, capaci, obbiettivi, non politicizzati, che una legge seria venga fatta. Tutti quei poilitici, imprenditori, professionisti durante tangentopoli(circa il 75% degli indagati) che in dibattimento sono stati prosciolti con formula piena chi li ripagherà dei danni morali, economici della carriera persa? riflettiamo per favore anche su questo aspetto!!

  • Non sono d'accordo.
    Nome: Diego Meloni  Data: 29.01.2008
    Mi sono trovato davvero poco d'accordo con una serie di argomentazioni. Tra queste c'è sicuramente il fatto che chi indaga abbia piacere ad avere l'attenzione dei media, non mi risulta. Altra cosa sulla quale non sono d'accordo è che le sole indagini preliminari danneggino, e danneggino troppo, il politico: la storia dei processi degli ultimi anni mostra che il potere dei media ha completamente ribaltato questo fatto. Purtroppo, infatti, assistiamo ad una totale assenza di notizie sui grandi mezzi riguardo ai fatti accertati e si tende a fare molta confusione su ogni cosa. Quindi rimane un grosso chiasso iniziale, lo scandalo e poi la distruzione delle poche notizie fornite al cittadino che si convince che la magistratura abbia sbagliato e sia politicizzata. Ovviamente l'interesse dei media, essendo tutti in mano ai poteri forti, a sottolineare i fatti risultanti dal dibattimento è assolutamente nulla. Il corto circuito mediatico-giudiziario risulta, quindi, esattamente rovesciato rispetto a quel che molti credono e rispetto a quel che mi par di capire che lei abbia descritto nel suo articolo.
  • preoccupante
    Nome: rosario nicoletti  Data: 29.01.2008

    Gli argomenti portati in questo articolo sono in larga parte condivisibili: molto meno condivisibile, forse lievemente preoccupante, è il tono soave con il quale viene affrontato un argomento centrale per qualsiasi discorso sullo stato della giustizia. E’ preoccupante che comportamenti censurabili sotto la voce coerenza o correttezza politica, vengano rubricati come atti delittuosi. Se di questo si tratta – e pare che l’autore non abbia dubbi - siamo all’arbitrio ed allo stravolgimento del diritto: cose che dovrebbero far orrore in un paese con un minimo di civiltà giuridica. Una ciliegina sulla torta nel “caso Mastella” è rappresentata dalla incompetenza territoriale, secondo il parere di un esperto, già n. 2 del pool di Milano ai tempi di mani pulite. La preoccupazione cresce a dismisura leggendo alcuni commenti all’articolo, nei quali compare l’istinto forcaiolo. Se vi è un nutrito gruppo di italiani che non crede nello stato di diritto, qualsiasi riforma nascerà morta.

  • La giustizia italiana ed il Mastella
    Nome: Fabio Vivian  Data: 28.01.2008
    Mi sembra doveroso sottolineare alcuni aspetti peculiari della Giustizia italiana: 1) La tendenza a processare sui media tramite avviso di garanzia il politico o potente di turno dura da molti anni ed e' una follia tipicamente italiana. 2) L' inaccetabile durata dei processi rende ancora piu' critico il problema: tra un' accusa e la relativa condanna spesso passa un' era geologica. lo scalpore creato da una ipotetica notizia di reato e' spesso molto piu' devastante per l' immagine del politico di un' eventuale futuribile condanna; 3) La farraginosita' dei meccanismi processuali complica le cose: tra rinvii, prescrizioni varie, gradi di processo ed altro la carcerazione preventiva rischia spesso di essere l' unica forma di punizione per reati ipotetici e tutti da dimostrare. Quanto sopra non e' pero' applicabile al caso Mastella ed alla crisi di governo: non si era mai visto un ministro motivare una crisi con la (presunta) mancata solidarieta' per vicende riguardanti sua moglie! In altre parole, credo che Mastella cercasse un "casus belli" idoneo seppur improprio e l' abbia trovato anche grazie all' evidente ed inaccettabile commistione tra frange della magistratura e media.
  • Chi "divulga" di più
    Nome: michele  Data: 28.01.2008

    Non mi dilungo su quanto ha gia fatto osservare Giannini nel suo post: la divulgazione di fonti riservate oltre che poter esser fatta da tanti soggetti non sempre identificabili sta quasi - a mio giudizio - per trasformarsi singolarmente in una puntuale e metodica parastrategia di difesa che ai politici indagati non credo dispiaccia. Tant'è che la applicano anche a sproposito (quando le notizie sono ormai pubbliche per diritto) sicuri non solo del ritorno mediatico favorevole che ne avranno, ma anche della facilità autistica con la quale i media replicano sempre il medesimo copione: scandalo, attacco, retromarcia, difesa a spada tratta dell'indagato. Risulta davvero singolare che in questo contesto tanto evidente nella sua logica e ripetitività, Guarneri scriva che a parlare sia prevalentemente, nella fase delle indagini preliminari, l'accusa. Durante quella fase, com'è noto, non parla nessuno, se non le fughe di notizie commentate a trombe spiegate dagli imputati e dai loro avvocati in diretta tv, mentre ai giudici non tocca neppure un minimo diritto di replica. Che la popolarità del politico diminuisca, direi che è del tutto da dimostrare...Son gli stessi da secoli.

  • Durata dei processi
    Nome: Fabrizio  Data: 28.01.2008

    Riguardo alla lungaggine della giustizia italiana e ai conflitti che questa genera non sarebbe più semplice convertire in legge il principio secondo cui il processo è prescritto se il reato viene scoperto dopo un numero ragionevole di anni, e viene invece portato a termine senza prescrizione del reato se lo stesso si palesa in precedenza? Si eviterebbe così la rincorsa al cavillo burocratico per allungare i processi nell'attesa che gli stessi vadano in prescrizione. Che cosa ne pensa?

  • oltre il caso mastella - riflettiamo
    Nome: marco savini  Data: 26.01.2008
    Salve! Il nostro è un Paese che ha bisogno di riforme strutturali in tutti i settori, da quello politico a quello finanzairio, passando - OVVIAMENTE - per quello giudiziario. Ma le corporazioni sono troppo forti e "ognuno fa da sè".. Il caso Mastella pone un problema di fondo, quanti cittadini riescono a capire la differenza tra un arresto cautelare e una detenzione. O quanti colgono la differenza tra un mezzo di acquisizione di una prova e una prova? Credo pochissimi, così come pochissimi cronisti giudiuziari conoscono il diritto. Occorre in uno Stato di diritto dare compiutezza del principio della presunzione d'innocenza sino a Sentenza. Ma i politici sono il miglior capro espiatorio che esista. E chi è in malafede confonde il bisogno di un politico di evitare processi sommari attraverso la pubblicazioni sui giornali degli atti e delle tesi di una parte processuale con la volontà d'impunità che informa la classe "politica". Non è democratico consentire che siano i magistrati e i giornalisti a scegliere la vita o la morte di un politico. Ciò lo devono fare i cittadini e la legge, e la nostra Legge prevede che sia un giudice terzo a stabilire le responsabilita di un singolo.
  • Oltre il caso Mastella
    Nome: Luciano  Data: 26.01.2008
    Sembra inverosimile che in Italia si sia giunti allo stadio di "Repubblica delle Banane". Nessuno ha timore reverenziale nei confronti della Cosa Pubblica, con il bel risultato che nel nostro Paese a forza di decidere come decidere, dopo 60 anni, sembra di essere di nuovo alla Costituente, con la (quasi) stessa situazione dello Stato di allora.